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FOCUS ON > GIACOMO TONI (“MUSICA PER AUTOAMBULANZE” / INTERVISTA SPECIALE)

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GIACOMO TONI

Chi ha detto che nel 2013 per vedersi ballare <come dei mezzi matti>, si debba per forza essere rinchiusi in una discoteca? Sarà, che come la sua Emanuela della ghost track <a me mi piace lo swing, in ritardo di cent’ anni sugli assoli bebop>. Perché dal primo momento che ho ascoltato Giacomo Toni, pianista e cantautore romagnolo,i miei piedi (ma anche la mia testolina) non vogliono saperne di stare fermi, trainati da un jazz frenetico e dissonante, con pennellate rock qua e là. Questo almeno finché non giungono un’ atmosfera sognante e tanto pianoforte, pura poesia che porta inesorabilmente alle lacrime, a lasciarsi abbandonare come un albero al vento. E poi si ricomincia con quel ritmo che dà la scossa. Si può proprio affermare che “Musica Per Autoambulanze” non è un concept album; salite, curve a gomito, discese a picco, chilometri di piana, sterrate, o asfalto appena fatto, Giacomo Toni ci porta a spasso per tutto <lo spaesaggio ermetico> del suo fare musica. E lo fa al meglio insieme alla 900 Band ( Alfredo Nuti Dal Portone, Enrico Giulianini, Roberto Villa, Marco Frattini, Marcello Jandù Detti, Enrico Mao Bocchini e Gianni Perinelli) che -tanto di cappello- lo accompagna nei suoi folli viaggi tra personaggi topici, affondi taglienti di ironia, e tanto divertentissimo humor nero. E questo non vale soltanto per la musica: la voce di Giacomo, nuda, senza alcun artificio, si fa specchio naturalmente dei tanti stati d’ animo di questo disco; i testi, semplicemente perfetti, partoriscono frasi fantastiche, esilaranti o intime che siano, e gli innocui turpiloqui smorzano le tante citazioni -musicali e non- presenti, rendendo il tutto uno schizofrenico amalgama armonico.

GIACOMO TONI - INSIDE

Con “Musica Per Autoambulanze”, in uscita il 23 aprile, Giacomo Toni, dopo un intenso girovagare live, in cui esprime il meglio di sé, è al suo primo vero disco, dopo i lavori non ufficiali interamente autoprodotti, che lo vedono frontman della 900 Band, da lui fondata nel 2005. Mentre vengono alla luce “Giacomo Toni & Novecento Band” (2006), “Metropoli” (2008), “Hotel Nord Est” (2010), fanno in tempo ad ottenere molteplici riconoscimenti: nel 2006 vincono il “Riconoscimento Al Miglior Testo Premio Augusto Daolio”, sono finalisti al concorso nazionale “1° Maggio Tutto L’ Anno” come al “Risonanze Unplugged”, e secondi classificati al “Forlì 4 Peace”; nel 2007 vincono invece il premio singoli cantautori “Nuova Musica Italiana”, presieduto da Mogol. Ma le soddisfazioni non sono finite: nel 2011 Giacomo, apre il concerto di Raphael Gualazzi al Metarock di Pisa, partecipa al Supersound di Faenza e intraprende insieme ad altri musicisti un tour tributo a Paolo Conte; nel 2012, il cantautore di Forlimpopoli, conosciuto ormai per i monologhi improvvisati durante i concerti e lo sferzante cinismo che permea i suoi testi, vince il “Festival Mondiale Della Canzone Funebre”, e inizia il sodalizio con la “MArte Label”. Classe 1983, potremmo anche accostarlo a numerosi artisti italiani, ma ahimé, senza successo. Infatti, nonostante attinga dai migliori cantautori italiani, qualsiasi paragone avrebbe vita breve, spazzato via dall’ inconfondibile e autentico stile di Toni.
Cogliamo l’ occasione per ringraziarlo, insieme alla MArte Label, per aver risposto alle nostre domande, benché sappia bene quale fine attenda coloro che non si fanno i cazzi propri (vedi “Il Bevitore Longevo”).

Dafen Project: Ha inizio l’ interrogatorio: Quali sono le tue fonti di ispirazione, nella musica come nella vita? Come, quando, dove, e perché è iniziata la tua avventura musicale?

Giacomo Toni: Se io fossi un cantante di successo, ingiustificato e medio, ti direi che l’ispirazione nasce dalla musica e la musica dalla vita. Ma sarebbe patetico e quindi preferisco dire che la mia avventura musicale nasce soprattutto da una tecnica musicale (acquisita da bambino) mescolata alla curiosità per le storie delle vite degli uomini, sulla base di una predisposizione all’indebitamento variopinta di una buona dose di non aver voglia di lavorare.

Dafen Project: Per quanto mi sia impegnata in “Musica Per Autoambulanze”non ho trovato tracce di pessimismo o indignazione o rassegnazione. Tuttalpiù malinconia e cinismo. Lo swing lenisce ogni male? Hai per caso trovato nell’ ironia l’ antidoto a questa squallida quotidianità?

Giacomo Toni: Non mi sento un indignato, non voglio sbudellare vecchi ministri né sono un rassegnato e non sono un pessimista. Allo stesso tempo trovo ridicola tutta quella che viene chiamata musica terapeutica, l’ossessione della leggerezza, che risuona come una richiesta d’aiuto psichiatrico per chi la concepisce. Non credo che questo periodo sia più terribile dei precedenti. E lo dico, consapevole di queste giornate particolari. Anche la canzone di denuncia è antistorica e inutile. Chi la ricerca oggi lo fa per arrivismo o per ingenuità. E penso che questa quotidianità non sia più squallida del resto della Storia. Semplicemente, a livello testuale cerco di affrontare temi trasversali, come l’amore, la morte, l’esperienza dei vizi umani, delle virtù. L’ironia e il sarcasmo sono, a mio contestabile avviso, una strada tradizionale. Siamo tutti cresciuti imparando a memoria Leopardi e la Bibbia, e osservando paesaggi di architettura classica sventrata da discussi innesti industriali. C’è da stare allegri in maniera basita. Il punto non è il cosa, ma il come. Anche la musica non è nè positiva nè negativa. Spesso ho discusso con gli ascoltatori che liquidavano come triste una canzone lenta oppure come allegra una canzone veloce. Sono le cervella degli uomini ad essere tristi quando sono lente; dare la colpa alla musica è superato. Questo vale anche per lo swing, che terrei fuori dall’ intervista perché io non ne so niente e penso di aver inciso un disco dove il genere non è che sfiorato.

Dafen Project: Il jazz, tranne che per gli addetti ai lavori e per gli appassionati, non è decisamente percepito come attuale o moderno. Ti senti mai, musicalmente parlando, come la vecchia sull’ autoambulanza, soffocata da una ragnatela di ostacoli?

Giacomo Toni: Innanzitutto credo che fondarsi su una concezione musicale fuori moda sia un gesto che abbia una collocazione precisa nella contemporaneità. Il jazz d’attualità, in particolare quello europeo, è probabilmente un linguaggio che oggi ha poco a che vedere con l’impeto dei suoi albori, e viene percepito come una reazione elitaria. A quanto pare sembra un linguaggio lontano dalla poetica compresa dalle masse. Tuttavia quello che abbiamo (io e miei uomini) cercato di cogliere dalla lezione del jazz, è il suo lato oscuro, la sua vena nera, l’ipnosi ritmica; in questo modo abbiamo creduto fosse possibile trovare un filo d’aggancio con il r’n’roll, il punk e la canzone popolare, linguaggi più utili al coinvolgimento e quindi alla comprensione. E’ molto diverso, a mio avviso, dall’uso che se ne è fatto fin ora all’interno della canzone d’autore italiana che a tratti ne ha colto l’eleganza e molto più spesso s’è dimostrato sonnolento, noioso e autocelebrativo. Per ritornare alla vecchia dell’autoambulanza, trovo molto divertente la tua interpretazione, la metafora di qualcosa di morente che va salvato ed è nelle mani di un equipaggio di incompetenti, ma preferirei lasciare aperta la strada dell’interpretazione, che quella storia possa essere significante per chi ricerca significati e insignificante per i restanti, i miei preferiti.

Dafen Project: Grazie infinite.

Musica Per Autoambulanze (Acquista Il Disco – Esclusiva Streaming)

Tracklist:
01 Se ti vedo
02 L’autoambulanza
03 Una giornata difficile
04 Maledizione!
05 L’ultima volta
06 Come una specie di mezzo matto
07 Vita da niente
08 Notturno
09 Il bevitore longevo
10 Le macchine vedovi
11 Un bel sabato
12 Ode al meccanico mite

Testi e musica:
Giacomo Toni
Suonate a arrangiate da:
Giacomo Toni – pianoforte, hammond, fender rhodes, chitarra acustica e voce
Enrico Mao Bocchini – percussioni, batteria in “Se ti vedo” e “Il bevitore longevo”
Marcello Jandù Detti – trombone e tuba
Marco Frattini – batteria,bidoni
Francesco Giampaoli – micromoog, bass IV e cori
Enrico Giulianini – sax baritono
Alfredo Nuti Dal Portone – chitarra, ukulele, banjo e clarinetto
Gianni Perinelli – sax tenore
Roberto Villa – contrabbasso, basso elettrico, clarinetto e cori
Ospiti:
Eloisa Atti – concertina ne “L’ultima volta”
Dimitri Sillato – violino in “Emanuela”
Progetto sonoro diretto e curato da:
Alfredo Nuti Dal Portone e Roberto Villa
Produzione esecutiva:
MArteLabel
Produzione Artistica:
Francesco Giampaoli
Registrato e mixato da Francesco Giampaoli e Andrea Scardovi al Duna Studio. Masterizzato da Andrea Scardovi

YOU TUBE Giacomo Toni – Il Bevitore Longevo

Contatti e Link Esterni:

Sito web:
http://www.giacomotoni.it/ 
Facebook:
https://it-it.facebook.com/giacomotoni900band

Autore: Viola Pampaloni

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    • bazacdafenproject

      dal vecchio sito (carlino82)

      Mi sembra che ci sia molta libertà in questo suo modo di fare musica. Anche se è difficile da seguire per me, penso ci si possa far trasportare dalla sua musica senza pensarci troppo..
      Che dite?