FOCUS ON > FRANK SENT US (I LIKE IT + INTERVISTA SPECIALE)

Il loro motto è : <guarda il suono, ascolta le immagini>.

Attenti però, non chiamateli dj e nemmeno vj, ché sennò si arrabbiano. Quello che sono ha dell’ incredibile, tanto che mi rimane difficile spiegarvelo. Detto questo, tranquilli, li manda Frank.
Prendete del materiale video, meglio se proveniente da film o videogiochi cult; mettiamo lo abbiate in un campionatore da cui usufruirne a vostro piacimento, collegato ad un mega-schermo che riproduca le vostre acrobazie di mixaggio con tali immagini. Facciamo che da questo aggeggio possiate fare lo stesso giochino digitale con i suoni, che andranno così a sovrapporsi perfettamente, come una seconda pelle a ciò che si vede, suoni a loro volta impreziositi da effetti elettronici di vario tipo. Se ciò non bastasse, ad arricchire questa nuova sintonia, aggiungiamo una chitarra e un basso, in modo che questo miscuglio elettronico prenda un sapore rock. Per finire, una massa di gente in movimento, che si gode dal vivo questa delizia.
Mi rendo conto che un linguaggio in cui i due sensi, della vista e dell’ udito, sono ben distinti l’ una dall’altro, non rende ben percepibile l’omogeneo legame che questi quattro ragazzi riescono a creare tra audio e video, dunque l’ unica soluzione è andare a videoascoltarli dal vivo, appunto.
Loro sono i Frank Sent Us -progetto unico in Italia attivo dal 2008- e fino ad adesso si sono “limitati” a remixare i grandi nomi del cinema e della cultura pop, comunque dando forma di fatto a qualcosa di nuovo, con vita propria rispetto al materiale di partenza. Il loro canale You Tube, attraverso il quale condividono i propri remix (come Pulp Fiction o Fight Club) spopola di visualizzazioni.
Adesso però l’ hanno combinata grossa: “I Like It”, una realizzazione tutta farina del proprio sacco, una prova che li vede ideatori in tutto e per tutto, dalla regia, all’audio, alla grafica. Sul testo e sulla voce di Martina May, rimanendo fedeli al proprio credo di audiovisual rock band, costruiscono un videosound destinato a valicare i confini del web, e ad invadere senza pietà il territorio delle radio.
<Stavolta non ci siamo serviti di campioni video o di voci prese da qualche parte, ma per la prima volta abbiamo concepito un brano audiovideo partendo veramente da zero. Abbiamo cercato di fondere il nostro rock a un linguaggio elettronico, non semplicemente suonando la chitarra su un beat, ma creando un linguaggio che fosse la somma dei due. Abbiamo lavorato con la voce di Martina May con in mente non solo l’ audio del brano, la sua melodia e l’ arrangiamento, ma anche il video, cioè il montato del video, il ritmo che la metrica della voce doveva dare al video. Abbiamo due binari in mente quando componiamo. Audio e video. L’ uno senza l’ altro toglierebbe ragione di esistere ai Frank Sent Us e al nostro audio video rock’n’roll. L’idea era quella di creare un brano leggero e facile in linea con il testo che ci ha proposto Martina May, l’ amore ai tempi dei social network in cui ci si invaghisce di persone che magari di persona non abbiamo mai incontrato.>

Ecco quello che ci hanno detto. Grazie a loro per l’ intervista e a MarteLabel per la collaborazione.

Dafenproject: Come è nato il vostro progetto videomusicale? E soprattutto vi va di illuminarci sulla speciale tecnica che usate per realizzare i vostri (capo)lavori?
FSU: FSU nasce nel 2008 e quello che facciamo è campionare film, serie tv e videogame per suonarli dal vivo tramite un campionatore video.
Troviamo un film che ci piace, lo tagliuzziamo e suonando i tagli video e audio su un normale campionatore ci costruiamo un pezzo intorno. Quando lavoriamo su un pezzo originale (come I Like It) lo componiamo come fa una normale band, ma contemporaneamente pensiamo al video a come la parte video diventa un tutt’uno con la parte audio. Insomma un doppio lavoro! Così, usiamo i campionamenti video che hanno il ruolo che ha un cantante di un gruppo rock normale e intorno al video ci siamo noi, una band vera e propria composta da chitarra, basso e parti elettroniche.

Dafenproject: E’ più facile o di impiccio essere gli unici in Italia a seguire questa strada innovativa?
FSU: Dipende… Più facile perché abbiamo campo aperto per prendere tutte le direzioni che vogliamo. Più di impiccio perché è difficile fare capire quello che facciamo.
Nonostante facciamo molte date e abbiamo suonato in tantissimi locali dalle Alpi al tacco dell’Italia è sempre difficile essere gli unici. Essere parte di una scena ti aiuta, ti facilita il percorso. Insomma ci sono pro e contro. Il nostro è sicuramente un linguaggio complicato da trasmettere, però si stà diffondendo e anche in italia iniziano ad esserci crew come “WHY YOU, BOB?” che portano avanti la causa.

Dafenproject: Avete in programma altri lavori 100% Frank Sent Us, o vi trovate meglio nella dimensione remix?
FSU: Si procede in tutte e due le direzioni. Amiamo i remix e i rework dei film, ma ci piace anche lavorare su pezzi nostri, pensarci i video da zero, pensare a come fare le riprese e inserire anche gli effetti sonori del video nella traccia audio. C’è anche una questione discografica in ballo. Con i remix siamo meno liberi di promuovere quello che facciamo perchè molti giornali e siti non postano i remix dei film per paura della questione copyright. Invece con gli originali il problema non si pone e possiamo anche finire sulle radio e chi lo sa, su qualche canale televisivo disperato!!

Dafenproject: Grazie ragazzi!

YOU TUBE  Guarda FSU feat. Martina May – I Like It

YOU TUBE  Guarda FSU – Pulp Fiction rmx

YOU TUBE  Guarda FSU – Simpson rmx

YOU TUBE  Guarda FSU – Fight Club rmx

Link E Collegamenti Esterni
Sito Ufficiale: http://www.franksentus.com/
Facebook: https://www.facebook.com/franksentus
YouTube: http://www.youtube.com/user/franksentus

Autore: Viola Pampaloni