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SPOTLIGHT > UCCIDONO I POETI / GINEBRA

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Band mantovana nata nel 2008, dopo alcuni cambi di formazione raggiunge l’attuale line-up con Paolo Zanchi alla batteria, Gabriele Bottoli al basso, Davide Cappi in veste di voce e Michele Conversi alla chitarra. Dopo la prima fatica autoprodotta, l’EP “Bacche di Ginebra”, il gruppo acquisisce l’esperienza e la maturazione musicale per dare alla luce “Paura della Pioggia”, disco d’esordio. 9 tracce, per una miscela di alternative-rock, contaminato con sonorità grunge e toni ruvidi. Testi in italiano capaci di affrontare con lucidità profonde tematiche personali e d’attualità. Un registro diretto ed immediato destinato a colpire l’ascoltatore sin dal primo incontro.
Oggi ci sentiamo di segnalarvi “Uccidono i Poeti”, brano estratto proprio da “Paura della Pioggia”. Per approfondire la nascita e le interpretazioni di questo pezzo abbiamo lasciato la parola proprio ai Ginebra:

L’idea ispiratrice del brano è l’illustrazione della condizione e del ruolo dei poeti nella società odierna.  L’idea si sviluppa descrivendo l’oppressione, a volte vera, a volte solo percepita, che un poeta, un artista in generale, prova in quanto non adatto a ciò che trova intorno. Nella descrizione sono usate molte immagini che rendono e colorano ciò che può portare il poeta/artista alla chiusura, al disgusto e alla voglia di esternare, tramite la propria creatività, il disagio. In generale è un invito a tutti gli artisti, o meglio, a tutte le persone che sentono di avere una vena creativa e propositiva, a non nascondersi, a non avere paura del giudizio altrui: sono loro i veri salvatori del nostro paese.
Di seguito passo per passo la scelta delle immagini nella canzone:

TESTO / Interpretazione

FUGA DAI TETTI DEI PALAZZI DELLA CITTA’
I poeti solitamente fuggono dalle loro situazioni famigliari, in cui non sono spesso considerati o considerati come “pecore nere”.

SANGUE NEI NOSTRI SALOTTI D’ETERNITA’
Tanta gente invece sceglie proprio il salotto di casa come luogo ideale di condivisione con la società, lo stesso ambiente famigliare in cui avvengono una buona quantità di delitti ed omicidi tutti i giorni.

LUOGHI E NON LUOGHI AVARI D’IDENTITA’
I poeti fuggono da tutti i luoghi e da tutti i non luoghi (I non luoghi sono tutti quegli spazi in cui individualità si incrociano senza entrare in relazione sospinti o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane – concetto ripreso dall’etnologo ed antropologo Marc Augé).

CHIUSI NEI NOSTRI DIFETTI D’INGENUITA’
Noi, tutti gli altri, abbiamo mentalità chiuse e non cerchiamo neppure di capire chi può darci una mano, siamo ingenui.

rit.
BRUCIA UN ALLEVAMENTO DI PULCINI, SEMBRANO I POETI AMERICANI, APRI LA PORTA E TROVERAI MAIALI E’ SOLO POLITICA L’ECCESSO DI ETICA. BRUCIANO I POETI E NUOTANO PER TOGLIER ACQUA A QUEI PESCI INFETTI
I poeti bruciano, loro che sono come dei pulcini perché fragili (americani in rif. alla beat generation); quando il poeta apre la porta di casa e guarda il mondo vede che “è invaso dai maiali” e che alcuni comportamenti sono considerati negativi solo perché strumentalizzati dalla politica. Più i poeti vivono e si fanno conoscere, più tolgono spazio ai cancri della società.

FUGA DAI NOSTRI GOVERNI D’IMPUNITA’
I poeti fuggono dai nostri governi dove chi si approfitta degli altri rimane sempre impunito

SECCHI INQUINATI NEGLI SCAMBI DI POLARITA’
Fuggono dai governi in cui ogni mese il politico cambia partito e ritratta i suoi principi.

FERMI IMPIETOSI NEI RIMPASTI DI MONDANITA’
Fuggono dai governi dove i politici fanno a gara per mettersi in bella mostra per l’orologio, il vestito firmato, ecc…

IL SANGUE E’ VERSATO PER LORO DA VIRTUALITA’
Fuggono dai governi dove i politici mandano a morire i soldati nelle guerre come se per loro fosse un videogame, senza sapere in realtà di cosa si tratta.

SON VIVI E SON ROVENTI I POTERI ALLE ESTREMITA’
Ma se portate all’esasperazione i poeti, loro estremizzeranno le loro idee ben sapendo che le prese di posizione drastiche (gli estremismi) raccolgono consensi e sono in grado di rovesciare lo stato attuale delle cose.

PERSI UCCISI IN FONDO LO SIAMO GIA’
Ed in mezzo a questo tentativo di uccidere i poeti forse hanno già ucciso anche noi.

rit.
BRUCIA UN ALLEVAMENTO DI PULCINI, SEMBRANO I POETI AMERICANI, APRI LA PORTA E TROVERAI MAIALI E’ SOLO POLITICA L’ECCESSO DI ETICA. BRUCIANO I POETI E NUOTANO PER TOGLIER ACQUA A QUEI PESCI INFETTI
I poeti bruciano, loro che sono come dei pulcini perché fragili (americani in rif. alla beat generation); quando il poeta apre la porta di casa e guarda il mondo vede che “è invaso dai maiali” e che alcuni comportamenti sono considerati negativi solo perché strumentalizzati dalla politica. Più i poeti vivono e si fanno conoscere, più tolgono spazio ai cancri della società.

CHE COMODI E VOLGARI CONDUCONO TUTTE LE SCIMMIE BIANCHE AL GUINZAGLIO
I cancri della società, senza particolare affanno, come da routine, controllano e tengono tutti i “vecchi saggi”, coloro che potrebbero indicare la via, sotto scacco, togliendo loro la credibilità.

NON VOGLIO DARE SPIEGAZIONI, RACCHIUDONO TUTTO TRANNE L’ISTINTO.
…quello che non avrei mai voluto fare per paura di non raccogliere appieno il succo del messaggio…

BRUCIANO, NEL MALE, NEL BENE I POETI E NUOTANO E BEVONO PER TOGLIER ACQUA A QUEI PESCI INFETTI. HANNO SETE ANCHE I PESCI INFETTI. TOGLIER SONNO A QUEI PESCI INFETTI.

YOU TUBE  Ascolta e Guarda “Uccidono i Poeti”

Contatti e Link Esterni:

SOUNDCLOUD Ascolta e Scarica “Paura della Pioggia” dei Ginebra

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Autore: Emanuele Bazzaco