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FOCUS ON > CANZONI CONTRO LA NATURA / ZEN CIRCUS @ FELTRINELLI 23.01.2014

Nella terza settimana di Gennaio, in concomitanza con l’uscita del loro ultimo disco “Canzoni contro la Natura”, gli Zen Circus hanno dato inizio ad un “mini – tour” per la presentazione e la promozione del disco ospitati dalle librerie Feltrinelli di varie città: il 23 Gennaio, come quarta tappa, è toccato alla città di Firenze.

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Sebbene la presentazione fosse programmata per le 18, sin dalle 16 la sala centrale della Feltrinelli comincia ad accogliere i primi fan che, insieme a qualche curioso, hanno la fortuna di assistere alla preparazione degli strumenti, ad un veloce sound-check e a scattare le prime foto, prima di vederli sparire “dietro le quinte” fino all’ora stabilita! Alle 18 in punto, quando ormai la sala era gremita a più non posso, gli Zen fanno il loro ingresso accompagnati Cinzia, rappresentante della Feltrinelli, che rompe il ghiaccio presentandoli e ponendo loro le prime domande:

Perché questo titolo “Canzoni contro la Natura”?

Ufo: Anche questo album ha un titolo che potrebbe essere considerato incompleto, come “Andate tutti a fanculo” dove chiunque poteva dire “ma chi? Anche voi?” o “Nati per subire” per il quale qualche fan ha aggiunto col pennarello sul disco un punto di domanda. Anche questo sembra avere una sorta di postilla che potrebbe essere umana: c’è da dire che non è un disco anti–ecologista e dobbiamo dirlo a tutti gli incontri perché ci ha telefonato il WWF e dobbiamo fare questo disclaimer. Forse è contro la natura o intorno alla natura umana perché una sospensione filosofica non è da poco quindi ha questa riflessione intorno e sopra alla natura umana. Il disco si apre inizialmente con una continuità con quelli precedenti e poi sviluppa un discorso autonomo e di un altro tipo.

È per questo che abbiamo scelto come immagine di locandina, fra quelle proposte, quella in cui voi siete coperti da foglie d’edera tanto che sembra quasi che la natura abbia preso il sopravvento sull’uomo e che vi stia per inghiottire.

Si è uno dei temi e delle ipotesi che volevamo ventilare nel disco.

In “Canzoni contro la Natura” è presente una citazione (o cammeo) di Ungaretti: chi è stato a voler scegliere un poeta come lui che ormai viene studiato solo a scuola e come mai vi è sembrato importante metterlo adesso in un album?

Karim: La citazione è stata scovata da Andrea ripensando ad un film che abbiamo visto tutti e tre nella nostra infanzia.

Appino: Si tratta di un film che si chiama “Comizi d’Amore” diretto da Pasolini in cui lui intervista le persone che siano uomini della strada, grandi poeti o grandi scrittori e li intervista sulla normalità e l’anormalità sessuale (una roba che se la facessimo oggi sarebbe preoccupante). Quando il disco si chiamava già “Canzoni contro la Natura” ci venne in mente quel verso di Ungaretti che ci ricorda che siamo un po’ tutti contro natura e a me piace questa idea.

Ufo: Andrea mi fa “ti faccio sentire questa cosa qui” e ci è piaciuta perché spiegava bene e meglio di noi il punto.

Karim: più che altro fa proprio un sunto.

Appino: cazzo è Ungaretti, non è che se si studia a scuola questo prevede che sia un po’ meno ganzo insomma!

Cinzia: no sai, siccome me lo chiedono molto poco se non legato a letture scolastiche..

Ufo: cioè vuoi dire che Ungaretti vende meno della Parodi?? Ma che strano, guarda te..

Un’ultima domanda per Karim! Vedo una bellissima batteria: stai facendo tutto il Feltrinelli – tour con un annaffiatoio e una scatola per scarpe?

Karim: Sì anche perché se porto la batteria crolla tutto, quindi volente o nolente per le situazioni acustiche è la cosa più ad uopo per luoghi e tempi della cultura come questi in cui a volte sfiguriamo, indi per cui sfiguriamo ancora di più però con classe. Questo annaffiatoio viene da Sestri Levante e tra l’altro si è scoperto due mesi e mezzo dopo che sulla barra laterale c’era scritta questa cosa che è “materiale infettivo pericoloso, in caso di perdite scappare immediatamente e lasciare il luogo in cui si è trovato”

Appino: L’abbiamo scoperto un po’ tardi.. ragazzi non vi preoccupate! Comunque il nostro amico Qqru ha anche un endoorsement con una fabbrica di scarpe e scatole.

Karim: Diciamo che la scatola cambia ad ogni data e ci adattiamo anche al posto in cui ci troviamo.

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L’ultima parola ancora non è finita che subito, in sottofondo, partono i primi accordi e tutti i presenti si trovano immersi nelle note del primo singolo estratto dall’album: “Viva” (http://www.youtube.com/watch?v=ZCAK8OsXIco). Si prosegue poi con “Dalì” che Appino presenta come una canzone che, nonostante si chiami come un artista e un famoso writer, in realtà non c’entra niente con nessun dei due. Dopo aver disquisito sull’andare o non andare, su chi è andato e chi no e sui tempi e sulle voci del verbo andare, si passa da “Vai, vai, vai” alla via che collegava l’est all’ovest del nostro paese, “Postumia” (http://www.youtube.com/watch?v=70Uy95temeE), secondo singolo estratto dal disco. A concludere questo mini–show, Appino, Ufo e Karim ci raccontano di una “cosa bellissima” accadutagli in un paesino ligure sul mare, in cui appena finito il concerto tutti i presenti finirono a cantare attorno ad un fuoco in riva al mare: da questo evento dai toni idilliaci nasce “Sestri Levante” che prende il nome proprio dal paesino in questione.

Scoccata l’ultima nota e riposte le chitarre, gli Zen vorebbero far partire il cosiddetto “dibattito” ma dopo svariati minuti di silenzio, Ufo inizia a lamentarsi del fatto che a Bologna, Milano e Torino volevano parlare tutti e si stupisce del fatto che i fiorentini “che chiacchierano fissi e ribaditamente rompono i coglioni a mezza Italia” invece non avevano nulla da chiedere; nemmeno il tempo di finire la frase che una ragazza esordisce lamentandosi che “c’è un fiorentino solo che dice abbastanza cazzate per tutti noi messi insieme!” e sebbene non fosse la maniera più inerente per cominciare un dibattito sulla musica, con questa frase è riuscita a dare la scure sul silenzio e a dare il via alle domande più disparate:

Qual è la canzone a cui tenete di più del nuovo disco?

Da un punto di vista emozionale ed emotivo, e perché scaturisce da un momento che abbiamo vissuto collettivamente, l’ultima che abbiamo fatto (nb: “Sestri Levante”) ma da un punto di vista strumentale e testuale “Albero di Tiglio”. Le altre fanno cacare e chiaramente domani a Roma risponderemo un’altra cosa.

Domanda per Ufo: dove hai preso la bellissima maglietta?

Non me lo ricordo.. sicuramente ad un banchino ma non so dove.. e al Qqru non gli piace perchè è troppo da hipster.

In che rapporti siete con i Uochi Toki?

Li adoriamo, grande stima. Per chi non li conosce sono un gruppo hip pop metafisico, conosceteli! Sono filosofia applicata all’hip pop e ti senti sempre più stupido quando li ascolti perché sono oggettivamente più intelligenti di te.

Se vi trovate a incontrare qualcuno che non conosce gli Zen, come vi presentereste?

Appino: Mi è capitato di conoscere persone che mi garbavano molto e che non conoscevano gli Zen e da un certo punto di vista è una liberazione perché non conti una sega e ci parli senza che lui pensi “guarda cazzo questo che ha scritto cose che mi garbano” o “guarda che cretino”. È interessante solo da quel punto di vista lì e non è obbligatorio che debbano piacere a tutti.

Karim: A me è successo tre mesi fa che mi abbiano fermato per strada e mi dicessero “ma sei il batterista degli Zen Circus? Guarda, fate veramente cacare!” ed è giusto così, anzi meglio così che scriverlo e insultare su facebook. Gli Zen possono e devono anche fare schifo.

Ufo: A me è capitato mezzora fa un ragazzo fuori che mi ha chiesto “ma sai gli Zen a che ora iniziano?” e io gli ho risposto “ma un lo so, dice alle 6” e del disco non si è parlato. A parte gli scherzi, concordo col discorso di Appino e mi piace moltissimo se parlo con una persona e non si parla di musica.. forse sto anche meglio! Ieri sera, per esempio, eravamo a giro per bar con un ragazzo che deve aprire alcuni dei nostri concerti. Mai visto e conosciuto prima, me l’ha presentato Appino. Oh, lui tutta la sera non m’ha detto NIENTE di questo e sono stato sollevatissimo perché eravamo in giro a bere vini. Stamani mi son proprio detto “guarda che fortuna che non si è passato la serata a ragionà di musica”.

C’è qualche rappresentante della musica italiana (vecchia e nuova) a cui vi ispirate?

Sono moltissimi: Finardi, Graziani, Iannacci, Dalla, Rino Gaetano, De Andre, Guccini, Le Orme, i Tre allegri ragazzi morti, Johnny Dorelli (che somiglia tantissimo al bassista dei ministri.. da giovane era uguale a Divi. Crea un grande senso di appartenenza) e tanti altri. Comunque la musica italiana negli ultimi 10 anni ha dato e ci ha dato molto. Abbiamo fatto pace con la musica italiana, dato che veniamo da ascolti più esteri. Sicuramente no Celentano!

Quanto ha influito il percorso che avete avuto da solisti nel disco degli Zen?

Appino: Intano ti ringrazio perché ultimamente dicevano questo anno da “singol”. Karim ha avuto un progetto molto più importante del mio quest’anno e a lunghissimo termine. Io ho fatto un disco che volevo fare da moltissimo tempo in cui parlo dei cacchi miei, in cui faccio musica in maniera diversa dagli Zen e che volevo fare da un bel po’. Temiamo soltanto che se non lo avessi fatto avrei rotto le scatole a loro per infilare a pedate nel sedere canzoni che probabilmente non c’entrano niente nel nostro immaginario. Rivedersi dopo qualche mese di pausa ha fatto si che nel momento in cui ci siamo rivisti ci volevamo bene..

Karim: è come in una famiglia che c’è tua moglie che un giorno le dici ti amo e il giorno dopo provi ad affogarla nel water. L’amore c’è sempre alla fine!

Appino: Sono le incomprensioni che portano a piccole bruciature sui bracci ma per il resto sei a posto! Gli Zen hanno il loro immaginario quindi sarebbe stato stupido, come già mi è capitato, avere robe in testa mie che esulano da noi tre. Io tendo a raccontare nei dischi degli Zen, quello che mi dicono loro in furgone. I testi li scrivo io ma in realtà sono chiacchierate che facciamo noi e che io poi butto giù, mentre il testamento è un’altra cosa. Mi son tolto quel sassolino dalla scarpa e sono anche più felice!

Karim perché la tua professoressa non sa nemmeno che esisti ed hai un gruppo?

La prof è la cugina di mio babbo che mi ha dato 4 in matematica nel triennio perché ero suo nipote. Io mi difesi in 2 superiore e là presi 3; le dissi “Professoressa io non sono portato per la matematica” e se la prese sul personale, cancellandomi dal mondo.

Qual è la vostra canzone preferita non scritta da voi?

Karim: Negli ultimi tempi “Il corpo del reato” di Iosonouncane.

Appino: “Here comes your man” dei Pixie e “Come è profondo il mare” di Dalla.

Ufo: Una che mi sta perseguitando ultimamente e che ci sono andato in fissa è “Returning to the folds” dei The Thermals.

 Il tempo però è nemico e giunge preso il momento di chiudere il dibattito e passare a salutare fan, con annesse firme di cd e foto, e a ringraziare tutto lo staff che li ha accolti calorosamente.

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 A partire dai primi di Marzo, avrà via il tour di Canzoni contro la Natura di cui vi riporto le date:

07 Marzo – Bologna – Zona Roveri
08 Marzo – Livorno – The Cage Theatre
13 Marzo – Milano – Alcatraz
14 Marzo – Cesena – Vidia
15 Marzo – Roncade (TV) – New Age
21 Marzo – Pescara – Tipografia
22 Marzo – Perugia – Urban
28 Marzo – Torino – Hiroshima
04 Aprile – T. di Gattatico (RE) – Fuori Orario
11 Aprile – Roma – Blackout
18 Aprile – Napoli – Casa della musica
19 Aprile – Lecce – Livello 11/8
25 Aprole – Genova – Viva 25 Aprile
26 Aprile – Firenze – Flog

Autore: Iolanda Cacozza

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