FOCUS ON > GIURADEI @ SPAZIOMUSICA PAVIA 30.01.2014

Giovedì scorso sono stata entusiasta di partecipare nella mia piccola Pavia ad un concerto di musica indipendente, evento molto raro qui, a Spaziomusica, rinomato locale pavese, ha suonato la band bresciana Giuradei. Premettendo che non ero preparatissima sul gruppo, quello che mi è piaciuto fin da subito è stata la presenza scenica di Ettore Giuradei, classe 1981,dal cui cognome deriva il nome della band (stesso cognome, ovviamente, del fratello Marco, polistrumentista classe 1986, anch’egli nel gruppo), che con il suo carattere e il suo sguardo magnetico ha catturato l’attenzione di tutti gli spettatori. Vestiti sobri, movimenti un po’ meno sobri e pantaloni squarciati sul ginocchio, il cantautore di Brescia ci ha subito incantato, da pezzi dei vecchi album come “Zingara” fino ad arrivare a canzoni come “Dimenticarmi di te”, orecchiabile e con echi alla Paolo Conte,  contenuta nell’ultimo album, “Giuradei”, uscito nel 2013 con la Picicca Dischi. Personalmente, nei testi ritrovo molto una sorta di maledettismo tipico del realismo sporco con una buona componente autobiografica, talvolta romanzata. Questi i toni con cui vengono affrontati temi tipici del cantautorato italiano, dall’amore, alla delusione, al vino. E questo stile Bukowskiano ci piace molto e piace molto a tutti, tanto che il loro primo album, Panciastorie (2006) si aggiudicò nell’anno della sua pubblicazione il premio “Nuova Canzone d’Autore” al Meeting di Etichette Indipendenti di Faenza. Alla fine del concerto mi ero ripromessa di fare qualche domanda a Ettore sul nuovo disco, o meglio, di fargli qualsiasi domanda mi fosse venuta in mente sul momento, ma mi è salito un improvviso e per me rarissimo attacco di timidezza e mi sono sentita inibita anche solo dalla sua vicinanza. Sebbene molto disponibile a chiaccherare con tutti e allegro, quello che colpisce a prima vista è appunto questo sguardo molto particolare e penetrante. Forse io sono stata eccessivamente suggestionabile, ma quello che mi è uscito dalla bocca è stato soltanto un debole “Complimenti per l’esibizione”, ricambiato con un sorridente ringraziamento. Gruppo da non smettere di tenere d’occhio, I Giuradei. Perchè con all’attivo quattro album secondo me continueranno a farsi apprezzare per lungo tempo. Mi piace questo cantautorato spontaneo, senza filtri e talvolta sboccato, ricorda tante cose ma è in sè nuovo per la modernità con cui vengono trattati certi temi. Se riuscite e se fossero nella vostra zona, dedicate loro una serata e non ne rimarrete insoddisfatti. E magari, se il clima dovesse essere informale come Giovedì scorso a Pavia, fate un paio di domande a Ettore anche da parte mia.

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Autore: Carlotta Magistris
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