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SPOTLIGHT > AVREI BISOGNO DI PARLARTI / VITTORIO MERLO

Chi come me ama scrivere, prima di tutto ama imbattersi in belle storie, di quelle che ti cercano loro, e che nemmeno se spremi i neuroni per secoli, vengono fuori dalla fantasia, tanto sono ancorate al reale di tutti i giorni quanto sono belle.
Quindi quando sono stata trovata dalla magnifica storia che racconta “Avrei Bisogno Di Parlarti”, non ho potuto fare a meno di venir coinvolta dal turbine di emozioni che ne consegue.
Senza retorica alcuna, proprio perché è parte del vissuto sulla propria pelle, Vittorio Merlo sforna quello che oso definire un perfetto esempio di audio visual music, un saldo collage di melodia e immagini, che risultano inscindibili l’una dalle altre.
Come racconta lo stesso Merlo del video, “Siamo a Castelleone (Cremona), 1953. Nel film in bianco e nero si vede il matrimonio dei miei genitori tra il Santuario e via Bressanoro, dove abitava la famiglia di mia mamma. Sembra passato più di un secolo: si vede di sfuggita una topolino, sono tutti magri ma felici, è il secondo dopoguerra. Io sono nato poi nel 1959 ed ero già il quarto di cinque figli. Mio padre ci ha lasciati nel 2000 a 73 anni e ci siamo lasciati tante cose ancora da raccontarci tra Inter, Ferrari e politica nelle nostre telefonate tra Lussemburgo e Milano.”
E quel padre che manca è come se incarnasse tutti i nostri vecchi, assenti o lontani (“E oggi finalmente ti ho incontrato / E ho capito che siete ancora in tanti / In giro per il mondo illuminati / Per niente affranti / Pronti a mettere i valori i sentimenti / Davanti ai vostri anni / Anche se pesano e sono tanti)”, creando un invisibile filo empatico tra il cantante e l’ascoltatore.
E proprio perché tanti, come me davanti al video, durante i suoi live, sono rimasti colpiti e commossi dall’atmosfera d’intimità e semplicità che scaturisce dal brano, il cantautore italo lussemburghese, ha deciso di rispolverarlo dal suo primo album del 2005 “Ho Sognato Bruno Vespa”, dandogli una nuova vita, cucendogli addosso lo splendido video del matrimonio dei genitori.
E il consenso da parte del pubblico è confermato ancora una volta sulla rete -Merlo non è certo nuovo a questo tipo di successo, dopo aver totalizzato tra il 1999 e il 2003 ben 250.000 ascolti su MP3.com, primo tra gli italiani- in cui “Avrei Bisogno Di Parlarti” da ben 14 settimane è in progressiva salita nella classifica Indie Music Like, arrivando per ora al 55° posto.
Dato che ha suscitato la nostra curiosità, abbiamo provato a soddisfarla ponendogli direttamente qualche domanda, e lo ringraziamo per aver accettato di rispondere.

Dafenproject: Ciao Vittorio, la tua biografia è molto interessante. Nonostante il tuo lavoro di bibliotecario alla Corte di giustizia europea, hai due dischi all’attivo, numerose e prestigiose collaborazioni, partecipazioni a vari contest, e date live in tutta Europa. Come è nata la tua passione per la musica e come riesci a coniugare queste due parti così differenti della tua vita?
Vittorio Merlo: Mi piace la musica da quando sono bambino. E’ stato poi nell’adolescenza quando ho scoperto la canzone d’autore che mi è venuta anche la voglia di usare le canzoni per comunicare le mie emozioni. Ascoltando De Gregori, Jannacci, Dalla, ho capito che con la musica e le parole si poteva anche andare oltre la “banale” canzone d’amore e così ho cominciato a scrivere i miei primi pezzi.
A me piace molto il mio lavoro di bibliotecario e mi piace molto la mia attività musicale, è la passione che mi guida e quando c’è passione si sente molto meno la fatica ed è più facile coniugare attività diverse. Certo gli spazi per la musica devo ritagliarli nel mio poco tempo libero, visto che ho anche una famiglia impegnativa.
Dafenproject: In “Avrei Bisogno Di Parlarti” metti totalmente a nudo un pezzo di te e del tuo rapporto con tuo padre. Mettere così tanto di te nella tua musica, esporre una così personale esperienza al giudizio di pubblico e critica, non ti fa sentire più vulnerabile? O è un prezzo che il cantautore è disposto a pagare, pur di poterlo condividere con gli altri?
Vittorio Merlo: Nella vita a me piace essere sincero, essere me stesso. Ritengo una forza e non una debolezza mostrare i propri sentimenti. E’ vero però che dopo la morte di mio padre non avrei pensato di parlarne in una canzone, perché mi sembrava un dolore molto privato. Poi un paio di anni dopo mi è successo di vedere per caso durante una missione di lavoro a Vienna qualcuno che non conoscevo e che me l’ha ricordato e fatto rincontrare “… dentro gli occhi di un signore un po’ attempato, con lo stesso sguardo intelligente, la stessa voglia di discutere e parlare, e il dono di ascoltare”. Sono tornato in albergo e ho scritto di getto la canzone. Vedere quanto questa canzone e anche il video colpiscano il pubblico a livello emozionale mi ha fatto capire che ho scritto qualcosa che al di la della mia esperienza personale si unisce all’esperienza collettiva. Ho ricevuto decine e decine di messaggi attraverso la rete e i vari social network in cui chi ha apprezzato il brano si riconosce e riconosce i propri genitori e i propri sentimenti.
Dafenproject: Pur non essendo un giovanissimo indie di ultimo grido, riscuoti un grandissimo successo proprio nella rete, regno incontrastato appunto dei giovanissimi. Come ti spieghi e come vivi questa cosa?
Vittorio Merlo: Io ho cominciato a usare Internet lavorando alla Biblioteca dell’Università Bocconi, mi sono sempre interessato all’informatica per passione e per lavoro. Ho avuto la fortuna di conoscere la rete ben prima della grande massa, quando ero in Bocconi l’uso di Internet era limitato alle liste di discussione e ai messaggi elettronici. Il mondo universitario è stato il primo dopo quello militare ad utilizzare le reti informatiche per comunicare con gli altri. Avevamo ancora i terminali neri con le scritte in verde e un giorno mi vidi spuntare un “Hello how are you?” sullo schermo, era uno studente turco… Inoltre lavorare in biblioteca ora significa anche saper usare la rete per trovare e distribuire le informazioni ai propri utenti. Diciamo che sono abbastanza esperto in materia e quindi mi sembra una logica conseguenza che io sappia comunicare anche con i social network e capire la loro importanza. Oltre a questo sono molto curioso e mi piace imparare cose nuove, in questo mi sento molto giovane dentro.
Dafenproject: Il 22 marzo sarai dal vivo al Liquid Bar di Lussemburgo, in una serata dedicata ai folksinger, stai organizzando un live a Milano; qual è il tuo rapporto con il palco?
Vittorio Merlo: Nei miei concerti mi esibisco da solo al pianoforte, in alcuni pezzi anche con l’armonica. Cerco di trovare il posto giusto dove si possa creare un’atmosfera raccolta e intima con il pubblico. Mi piace presentare i miei brani spiegando un poco come sono nati ricreando cosi il pathos che sta dietro la loro creazione. Un amico ha detto che faccio una presentazione esegetica delle canzoni… L’idea del video di “Avrei bisogno di parlarti” nasce proprio da un concerto tenuto lo scorso ottobre nella biblioteca di Bollate, dopo aver vissuto questa simbiosi emotiva con il pubblico ho deciso che dovevo ridare vita e spazio a questa canzone. A causa del mio lavoro ho la fortuna di saper parlare abbastanza bene quattro lingue e quando mi esibisco fuori dall’Italia posso ricreare questa atmosfera presentando a seconda dei casi le mie canzoni in inglese, tedesco o francese.
Dafenproject: Il tuo ultimo album risale al 2007, ma nel corso del 2013 sono usciti due nuovi singoli. “Buongiorno Buonasera” e “Girasoli” con la preziosa collaborazione del chitarrista Riccardo Zappa. C’ è in programma un nuovo disco? Quali sono i tuoi progetti musicali futuri?
Vittorio Merlo: Ho l’impressione che al giorno d’oggi non abbia più senso l’album, la gente ascolta i singoli brani, i CD vengono comprati solo come souvenir di un concerto o di un incontro. Per questa ragione nel 2013 ho preferito uscire con un 45 giri digitale composto da due singoli. Nel 2014 vorrei continuare questa felice collaborazione con Riccardo Zappa presentando altri due nuovi brani, abbiamo già cominciato a lavorarci.
Dafenproject: Grazie davvero.

YOU TUBE  Guarda “Avrei Bisogno Di Parlarti”

Autore: Viola Pampaloni

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