LIVE REPORT

MARIA ANTONIETTA “TRA ME E TUTTE LE COSE TOUR” @ MONTEVARCHI 12.12.14

…la cosa stupefacente di Maria Antonietta è che dopo aver ascoltato a lungo la sua musica, con attenzione, dopo aver esplorato e assaporato i testi, si ha la sensazione di conoscerla. Di conoscerla personalmente dico; come se Maria Antonietta, o meglio Letizia Cesarini, fosse una tua cara amica, che conosci da anni e con la quale hai condiviso gran parte delle cose di cui parla nelle sue canzoni…

Questo il pensiero che si va formando nella mia mente mentre aspetto l’inizio del concerto di Maria Antonietta all’Auditorium Comunale di Montevarchi. Un piccolo teatro che sembra sospeso nel tempo, con le poltrone da cinema di un’era che fu, pienissimo di gente. E appena il concerto inizia, il mio pensiero prende corpo e si consolida di più ad ogni pezzo suonato.
Ma forse suonato non è la parola esatta… no, non suonato, ma interpretato. No, non ci siamo ancora, non interpretato; vissuto. Ecco, sì: vissuto. Maria Antonietta non suona, non canta. Lei vive i suoi pezzi sul palco, e condivide con noi le sue emozioni, la sua rabbia, la sua gioia, le sue paure, la sua timidezza, la sua forza. Ma lo fa in modo sottile, delicato e timido, come lei in fondo, almeno secondo chi scrive, è. In un modo che forse solo l’ascoltatore attento sa percepire, ma quando questo accade, si crea una connessione magica che trasporta fino al cuore della musica. Questa sera però di ascoltatori attenti ce ne sono: l’intero teatro è ammutolito di fronte ai tre musicisti, concentratissimo, silenzioso e attento.
È la nona data consecutiva del “Tra me e tutte le cose tour“, nuova serie di live che porta ancora Maria Antonietta su e giù per l’Italia, accompagnata dai fedelissimi e altrettanto bravi Giovanni Imparato e Fabio Marconi (entrambi componenti dei Chewingum, band da conoscere assolutamente!); è un tour elettroacustico, ovvero voce, chitarra acustica e qualche marchingegno elettronico, per un riarrangiamento in versione minimale di tutti i brani, sia del nuovo album che del primo. Il risultato è un bellissimo sconvolgimento dei pezzi, in una reinterpretazione più viscerale, più intima, che dà alle canzoni, seppur a pochissimi mesi dall’uscita del disco, una nuova vita, una nuova anima. Maria Antonietta ci regala tutti i brani del nuovo disco, Sassi, ma anche molte perle del primo album; restando minimale, esplora tutte le emozioni e gli stati d’animo delle canzoni in modo sempre diverso, andando dall’estrema Santa Caterina in versione electropunk, alla scarna ma dolorosamente delicata Saliva, di sola chitarra acustica, voce e silenzi. In chiusura, ci stupisce con una bellissima cover di Fotoromanza, di Gianna Nannini.
Davanti all’attentissimo pubblico – cosa di cui la cantante si è più volte piacevolmente stupita – i tre musicisti suonano con una tale sintonia e un’intesa da farli, a tratti, sembrare un unico essere, un solo corpo. Ed una sola persona resta davvero sul palco, quando Giovanni e Fabio escono e Letizia, con la sola chitarra acustica (la sua chitarra rossa), suona alcuni pezzi da sola. Incredibile come, da sola, questa piccola grande donna riesca a reggere il palco; incredibile come l’intensità sia adesso ancora maggiore. Il pubblico è incantato mentre lei, con la voce e con le corde, graffia, accarezza, grida, sussurra, sempre con gli occhi socchiusi: sembra che intorno a lei, o dentro di lei, rivivano le immagini delle storie vissute. Sembra, ed è. Perché Maria Antonietta non mente, e non sta nemmeno zitta.

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Ecco la scaletta:

Ombra
Tu Sei La Verità Non Io
Galassie
Animali
Santa Caterina
Diavolo
Ossa
Saliva
Questa È La Mia Festa
Giardino Comunale
Abbracci
Molto Presto
Tra Me E Tutte Le Cose
Decido Per Sempre
Alla Felicità E Ai Locali Punk
Maria Maddalena
Quanto Eri Bello
Fotoromanza (Gianna Nannini Cover)

Autore: Niccolò Landi

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