RECENSIONI

BISOGNAVA DIRLO / PAOLO SAPORITI

Il primo album cantato in italiano di Paolo Saporiti è stata un’ opera di profonda ricerca artistica: ricco di sonorità acustiche che nel corso di tutto l’ascolto si mescolano a suoni e ritmi di percussioni tanto disordinati quanto precisi.
Capolavori di questa sua pubblicazione sono certamente “Come Hitler” ed “Io non ho pietà”, perfette tracce per concedere un assaggio di quella che vuole essere la sua proposta artistica: una essenzialità elaborata ed efficace.
A pochi mesi di distanza da questo lavoro, accolto positivamente dalla critica indipendente, il cantautore milanese affronta la difficile sfida del nuovo album. Il termine cantautore non è usato per caso; di questo si tratta perché possiede la sensibilità per selezionare parte dei propri sentimenti e del proprio pensiero e darne forma di canzone. Come per il lavoro precedente i suoni hanno il sapore di qualche decennio fa, ed è appunto per questa ragione che si riesce a cogliere uno strano senso di inaspettata contemporaneità.
Per dare titolo al doppio album, “Bisognava dirlo…”, Saporiti trova l’ispirazione prendendo come riferimento l’ultima telefonata che avvenne tra lui e la madre. Poche tracce (6 per ogni CD) ma testi profondi, che meritano un doppio ascolto immediato ed una meticolosa lettura. E’ giusto dedicare la adeguata dose di attenzione e rispetto nei confronti di chi quelle parole ha avuto il coraggio di farle riemergere e darne vita.


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Se dovessi scegliere una canzone portabandiera opterei certamente per “A modo mio”. Canzone emblema della capacità di conciliare la rilassatezza vocale iniziale condita da leggeri arpeggi chitarristici crescendo verso una nervosa tensione di canto nel corso delle battute conclusive. Dopo questa prima traccia ci accorgiamo facilmente che sarà importante proseguire l’ascolto e che Saporiti è un autore maturo, originale e molto coraggioso; come dimostra la proposta di una cover di un pezzo intramontabile del maestro Fabrizio De Andrè: “Hotel Supramonte”

L’idea di pubblicare un Ep viene presto scartata e la pubblicazione si presenta come un doppio album, il primo giova della produzione dell’amico e co-produttore Raffaele Abbate di OrangeHomeRecords ed un team di musicisti composto da Cristiano Calgagnile, Armando Corsi, Raffaele Kohler, Luca Passavini e Roberto Zanisi.
Il secondo disco presenta estetisticamente le stesse tracce del primo ma costruite in una diversa track-list e con una produzione che si separa distintamente affidata a Xabier Iriondo: Musicista italo-basco, famoso agli ascoltatori soprattutto per essere la prima chitarra negli Afterhours.
Il secondo album offre sonorità più aggressive e ancora meno scontate del primo; cosi da accontentare coloro che – nel caso non avessero già trovato soddisfazione nel primo album – ricercano arrangiamenti che non siano solo macchiati dalla precisione e che riescano a dare un’alternativa ad un ascolto che, difficilmente, potrà stancare.

Autore: Giovanni Ducoli

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