SONARS LIVE @ CAFFÈ BARRÈ / RENDE (CS) 09.03.15

Mettiamo da subito in chiaro una cosa: i Sonars sono lontani dalle mode del momento. Sanno suonare bene e lo fanno perchè quello che suonano li fa stare bene. Punto. Hanno mandato a memoria ogni solco impresso a caldo nei vinili di 13th Floor Elevators, Beatles, Pink Floyd, Doors, Grateful Dead ed ora, fare quello che fanno, gli viene con una naturalezza che neppure a Jerry Garcia sotto acido in un qualunque mezzogiorno torrido di San Francisco.

La location ha uno stile vagamente anni ’60/’70, con carta da parati e grandi lampadari rotondi. Il locale si sta riempiendo e di lì a poco, nella testa dei gestori, spunterà la consapevolezza di una serata riuscita.

I Sonars sono seduti ad un tavolo lungo a finire di cenare e chiacchierare con staff, gruppo spalla ed amici in preparazione del concerto. Se non li avessi visti in foto dal mio pc prima di uscire, li avrei scambiati per avventori qualunque. Si capisce subito quanto siano veri questi ragazzi che nel momento di gloria dell’hipsteria fanno il cazzo che gli pare andando controcorrente.
E quanto lo fanno bene!

Sì, certo, i Beatles qua trasudano da tutte le parti, a cominciare dal basso Hofner di David che è fieramente uguale a Paul McCartney anche quando ondeggia la testa, ma sono quei Beatles che i fratelli Gallagher hanno rincorso per 20 anni senza mai raggiungere davvero, virando un po’ per convenienza, un po’ per ripiego, sulla vena più easy dei Fab Four.
E questi qua invece (i fratelli Paysden intendo) li acchiappano al primo colpo quei Beatles lì! (Quelli superbi di Revolver e Rubber Soul e Sgt. Peppers).
Si, ok, rinunciano a tutto quello che ha permesso ai Mancuniani di fare soldi a palate: la piaggeria, la cialtroneria, la gigioneria, le ballate smaccatamente pop che scatenano i singalong ogni due per tre. Ma chissenefrega! Qua dentro al Caffè Barrè di Rende si suda e si nuota nel suono anni ’60 come non ricordavo fare da anni da queste parti: con una naturalezza che sembra di non essersi mai mossi da Londra.


Leggi anche: Edda live @ Cinema Lumiere, Pisa 06.03.15


L’atmosfera è talmente piacevole che i Bergamaschi ci mettono un attimo a farci sentire tutti una grande famiglia. Le loro armonizzazioni vocali perfette in ogni hertz ci accarezzano morbidamente le orecchie. Ci sono sorrisi grandi in sala, e pace e amore ovunque. C’è il biondissimo figlio di due anni di una coppia di miei amici che gira indisturbato salutando tutti e cantando a modo suo i ritornelli dei Sonars. Frederick ad un certo punto gli da una maracas che ha appena finito di usare per un brano; a fine concerto gli fa anche dare qualche strimpellata alla chitarra.
Quindi era proprio così all’epoca del flower power?

Sì, però non è che stiamo parlando di una band musicalmente fuori tempo massimo. Non è mica uno stucchevole revival. I Sonars ripescano in certi brani le atmosfere (guarda che cosa ti azzardo adesso!) degli AIR di Moon Safari, delicati e morbidi con tanto di rasoiata alle “tremenounquarto” quando meno te l’aspetti.
Se ve li devo descrivere nell’atmosfera, per rendere meglio l’idea, io c’ho sentito anche un po’ di Motorpsycho, guarda un po’. Vabbè, facile…direte voi. Ennò, perchè se è vero che il “terroir” un pò li accomuna, i Sonars hanno dalla loro parte quella freschezza acida che i norvegesi non hanno (più).
E poi accorciando le distanze col presente ci sono dentro i Toy ed i Temples naturalmente. Roba che se questi qua si mettono a macinare come si deve ed a farsi il culo in quattro (come mi pare stiano già facendo peraltro) e ci credono fino in fondo, fanno il botto insomma. Roba che se questi non si fanno sfiancare dalla noia del panorama musicale fighetto italiano, tra un po’, con il prossimo disco magari o forse con l’altro ancora (altrimenti sembra che voglio fare il cazzone a tutti i costi), posso giocarsi le carte giuste per andare dritti nella classifica di fine anno di NME insieme ai War On Drugs.

Che vi piaccia o no il genere, che pensiate o no che il presente sia fatto solo di synth anni ’80 e ableton live, nessuno di voi, che abbia un briciolo di onestà, potrà mai contestare a questi ragazzi di non essere in grado di fare un gran bel live. Come quelli di una volta.


Consulta anche: Agenda Concerti


Autore: Antonio Serra
red_arrows