L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI BUE / BUE

Un disco d’esordio senza sbavature per il collettivo “Bue” capitanato da Simone Bova, che ci aveva già convinto al primo ascolto ad intervistare il gruppo. “L’insostenibile leggerezza di Bue” entra nello stereo discretamente, ma si fa notare per precisione d’esecuzione. La leggerezza citata nel titolo dell’album è proprio il leitmotiv di questi 10 brani che hanno il pregio di coinvolgere l’ascoltatore sin dalle prime note. Leggerezza che addolcisce i testi particolarmente impegnati della band che suonano più di una volta come rasoiate malinconiche e ironiche: si passano in rassegna i fallimenti personali, quelli della società, i tratti d’incompletezza, il vuoto che ci lascia l’esistenza incerta e consumistica della quale siamo ingranaggio fondamentale. Ed in questo i Bue pescano a piene mani dalle proprie incertezze ma anche e soprattutto dalle suggestioni di Battiato, senza emulare.


Leggi anche: Free Download settimanale con la newsletter


Se volessimo trovare una canzone a mio avviso che descrive l’intero disco io sceglierei “Monolocale” che è una sorta di manifesto della perdita di coordinate che il gruppo denuncia, con la sensazione però di esser pronti a voltar pagina, sensazione che è in realtà l’ombra di ogni parola contenuta nell’album. “Monolocale” seguita sapientemente da “Va Tutto bene” che elabora la presa di coscienza sul presente e ne delinea le possibili vie di fuga. Tornando all’incipit del disco, il blocco “Medardo” / “Sotto Le Suole” / “Lo Scettico” / “Consumare” da solo vale un disco intero.
Il mondo è complice dell’incompletezza che mi affanna da “Medardo”, “Sotto le suole” episodio alla “Voglio Vederti Danzare”, forse l’inciso più riconoscibile alla Battiato, “Lo Scettico” che è per me in assoluto la miglior traccia del disco. Davvero, ne ho cercati di difetti ad ogni ascolto sia nelle pieghe sonore che testuali. Negli anfratti e dietro gli angoli. Ma credo che “L’insostenibile leggerezza di Bue” sia un disco autoportante, che la sincerità del messaggio renda pienamente credibile l’esposizione, che la bravura tecnica renda ottimo lo svolgimento. Credo insomma che potrei cantare Salvami se vuoi una volta ancora… (“Lo scettico“) una vita e non pentirmene.


Consulta anche: Agenda Concerti


Autore: Emanuele Bazzaco
red_arrows