LUMINAL – ACQUA AZZURRA, TOTÒ RIINA / PANIFICIO DANELLI (MI) 18.03.15

Milano. Mercoledì, ufficio, computer. “Fammi sentire un po’ questo ultimo disco dei Luminal, che stasera c’è la presentazione. Sarebbe bello arrivare senza un pre-giudizio, ma mi conosco e lo so che al primo ascolto non mi piace mai niente”.
Cuffia (una sola), PLAY senza shuffle. Il primo pezzo non è una canzone. Non faccio in tempo passare al secondo che vengo interrotta dal boss, per un totale di circa 7 minuti di auricolari poggiati sul tavolo. Lui parla, e in lontananza sento del punk, o qualcosa di molto simile. Quando finalmente riprendo l’ascolto, siamo già al quarto pezzo, Anna e il caldo che ha, e mi vengono in mente contemporaneamente Jo Squillo, i Punkreas ed immagini di filmati in bianco e nero di Roma negli anni di piombo. Continuo ad ascoltare e continuano ad apparire immagini nella mia testa, bombardate dai testi, che vanno a prendere letteralmente a randellate i modelli ed i ritornelli perbenisti con cui siamo cresciuti. (cit. “che si fotta la madre, che si fotta il padre”). Inizio a capire il titolo dell’album, Acqua azzurra, Totò Riina. Una visione dell’italiano medio, con il suo finire sempre “a tarallucci e vino”, ma dove i taralli sono impastati con farina di arsenico e il vino è una spremuta di bacche di belladonna.
E’ ufficiale: non ho la più pallida idea di cosa aspettarmi stasera.
La presentazione avviene alla Panetteria Danelli, zona Lambrate. E… si, se ve lo state chiedendo, non è il nome di un locale. È DAVVERO una panetteria, quel posto dove fanno e vendono il pane, la pizza, i cornetti, i grissini, e perfino i suddetti taralli. Gli sguardi spaesati degli altri presenti mi lasciano capire che non sono l’unica ad essere leggermente perplessa, o meglio, stupita. Già dalla scelta singolare della location decido che punk è la definizione giusta per questi musicisti, quantomeno per la loro attitudine.


Leggi anche: Comaneci live @ UniCal / Rende (CS) 10.03.15


I ragazzi del forno iniziano ad imbastire vassoi di pizza e bicchieri di vino. Dopo un po’, quando il trio romano arriva, l’ambiente è piacevolmente rilassato. Alessandra Perna, Carlo Martinelli e Alessandro Commiso entrano, salutano tutti ed indossano prontamente dei grembiuli da fornaio. Subito dopo spargono CD e magliette vicino alle teglie del bancone, per poi dirigersi in fondo al negozio, davanti al registratore di cassa, dove il proprietario del negozio ha sistemato un piccolo impianto vicino agli scaffali del pane. Sì, tutto decisamente molto punk.
Alessandra si arrampica su una sedia, richiama la nostra attenzione con la mano e dice: “oh, qui ci sono i Luminal da Roma, adesso vi facciamo ascoltare il nostro nuovo disco. Grazie a tutti”. Qualcuno schiaccia PLAY, il CD parte e i Luminal si spostano al bancone per partecipare all’aperitivo. Punto. Alla faccia di chi si aspettava un live. Sono davvero fottutamente punk.
Una frase a commento dei pezzi che riempiono l’aria mi arriva alle orecchie: “in questo album c’è del disagio”. Mi trova d’accordo, ma oserei definirlo un disagio costruttivo. Un disagio al suo posto, nel contesto giusto. Sembra quasi che il pane e la pizza che ci circondano attutiscano lo stridore di alcuni pezzi, che continuano a suonare riempiendo il negozio e trovando un loro perché nello scenario paradossale che si è creato: un gruppo di persone che mangia e beve, uscendo di tanto in tanto a fumare, mentre si ripetono le parole “speriamo che muoia, speriamo che muoia, speriamo che muoia!”.
Nel clima di amicizia che si è creato fra i partecipanti ne approfitto per scambiare due chiacchiere con Alessandra sulla nostra Roma, su Napoli, su Milano e sui preconcetti mentali della società italiana, dove ancora lo status lavorativo di una persona è il fattore determinante della considerazione che gli altri hanno di te. E mentre parliamo mi rendo conto che quello che questi ragazzi hanno messo nell’album è tutto frutto della loro testa. E ci credono. È verità sbattuta in faccia (o meglio, nelle orecchie) senza filtri e senza mezzi termini, è un evidenziatore giallo sulle contraddizioni umane che sembra voler dire “siamo tutti così, possibile che non lo vedi?”. Un calcio sui denti non solo alla mentalità borghese democristiana, ma anche al pregiudizio generico diffuso nella società, senza distinzione di classe. (La mia cultura hip hop a questo punto mi impone di citare uno storico pezzo di Mr. Phil, Danno e Lord Bean, dal titolo Piombo e Fango: “un’altra pantomima di un paese che ormai rischia il tracollo mentre pippa cocaina con il crocefisso al collo.”)
Mentre mi perdo mentalmente in questi ragionamenti arriva un altro vassoio di prodotti del forno, ed un altro giro di vino frizzante. Mi guardo intorno: il CD è ripartito per la terza volta, i Luminal sono fuori a chiacchierare con un bicchiere in mano, qualcuno beve, qualcun altro mangia, qualcun altro si informa sul concerto della sera successiva al Lo-Fi. Se doveva essere un esperimento, direi che è riuscito.
E così… è finita davvero a tarallucci e vino, ed anche di ottima qualità.


Consulta anche: Agenda Concerti


Autore: Marzia Stancati
red_arrows