COSMETIC w/ ALL BEAUTY MUST DIE – BSIDE / RENDE (CS) 03.04.15

Mi c’è voluto un po’ per trovare il piglio giusto ed iniziare a scrivere questo report. Uno dei motivi è che insieme ai Cosmetic, l’altra sera al BSide di Rende, Fabio Nirta (deus ex-machina della rassegna Always Never Again) ha affiancato i cosentini All Beauty Must Die, duo elettro-shoegaze, di cui faccio parte in prima persona. Diciamo che mi concedo tale velleità. Degli All Beauty Must Die, come è ovvio, non parlerò, ma voi ne sentirete parlare, statene certi! (Tsk!)

Il secondo motivo è che, ascoltando le loro prove su disco, a me i Cosmetic non piacevano.
Mi sembravano troppo derivativi per certi versi. Alcune sonorità marcatamente shoegaze mi sembravano forse un po’ troppo artefatte, molti richiami ai Nirvana, l’utilizzo della leva del vibrato sulle distorsioni palese richiamo ai miei adorati My Bloody Valentine, mi sembravano male accostati. Le liriche parevano avere poco mordente. Cantare in italiano su un tappeto sonoro del genere fa correre molti rischi. Così alcuni testi mi sembravano troppo poco incisivi. Poi i cambi di line-up mi davano l’impressione di un progetto poco coeso, incentrato soprattutto sui due fratelli, Bart e Mone, chitarra e batteria. Insomma, mi sono approcciato al concerto con uno spirito molto critico, lo ammetto.

Se ve lo state chiedendo la risposta è: sì, certo che ho cambiato idea. Ci siamo trovati davanti al locale ancora chiuso intorno alle 18:30 o qualche minuto più in là. Loro col furgone carico di strumenti, noi con le macchine cariche di strumenti. Ci presentiamo velocemente, poi si scarica tutto ed inizia il via vai dal palco alla strada. Sono tutti simpatici ed incredibilmente alla mano, fonico compreso. Quell’aria un po’ da puzza sotto al naso che traspare da youtube è un’altra cosa: si chiama semplicità. Bart vuole provare un pedale nuovo questa sera, così mi chiede in prestito un alimentatore che però non si adatta bene allo spinotto. Ci rinuncerà. Quattro chiacchiere sulla scena emiliano-romagnola. Qualche storiella su colleghi ed amici.


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E’ tardi, ma il sound-check prende non troppo tempo, nonostante qualche problema tecnico; il gruppo è ben rodato, il fonico sa quello che vuole, si capiscono al volo. Alla fine i suoni saranno perfetti e tutto filerà liscio come l’olio. Anche il nostro suono pare sia uscito abbastanza bene, a detta degli astanti almeno, ma quello è tutto merito di Danilo, il nostro di fonico.

Noi dopo aver suonato ci mettiamo un po’ a smontare tutto (siamo in due ma abbiamo tanta roba), tuttavia il cambio palco non sembra così lungo. Merito loro che sono velocissimi a sistemarsi. Ed ecco che iniziano. E lì ho capito, quasi subito, che questi ragazzi ci mettono l’anima. Sudano e saltano e ci credono in quello che fanno. Coinvolgono il pubblico saltando tra la gente in sala più e più volte. Si dimenano al ritmo dei suoni. Trasmettono energia da vendere. Si spendono, molto, e funziona! La batteria è uno splendido mix di precisione e potenza. Le chitarre intagliano e spingono sugli amplificatori. Il basso tiene tu tutto con puntualità.

Non è come su disco, o almeno, i dischi li ho capiti dopo. Tutto sembra tarato alla perfezione. I brani martellano uno dietro l’altro. Anche quando la chitarra acustica prende il posto della Fender Jazzmaster la tensione non cala. La serata prende una piega meno shoegaze e decisamente più carismatica. C’è anima. C’è grinta. Non rimangono affatto a guardarsi le punte delle scarpe da ginnastica. Non ci sono più i MBV, ora ci sono solo loro quattro, i Cosmetic, con il loro suono personale. Basta derivazioni. Le distorsioni sono un muro netto e distinto e non più un magma.  Il pubblico lo guardano dritto in faccia, con la spavalderia di chi sa trascinare i piedi e le gambe di chi sta in sala.

La scaletta privilegia evidentemente il nuovo lavoro: Nomoretato. Non mancano, però, gli episodi pescati dai loro dischi precedenti. Così ripropongono alcuni cavalli di battaglia come Nè Noi Nè Leandro ed In Ogni Momento dall’incensato Non Siamo Di Qui, Melly e Scisma da Conquiste, Sulle Riviste e Pronto A Sorridere da Sursum Corda. Il pubblico apprezza e segue, balla, canta, dialoga e quando è il momento dei saluti nessuno vorrebbe che Lenta Conquista fosse l’ultimo brano della serata.

Ho cambiato idea su tutto nei confronti dei Cosmetic. Lo ammetto, mi sbagliavo, e questo concerto è stato, fino ad ora, uno degli spettacoli più belli e vissuti dell’anno in corso.


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Autore: Antonio Serra
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