GLI ELEFANTI / CALVINO

“Gli Elefanti”, è con questo nome che Niccolò Lavelli (in arte Calvino) ci presenta il suo primo album uscito il 14 maggio 2015. Certo, questa scelta non è un caso: a ben riflettere gli elefanti sono animali poliedrici in quanto racchiudono nella loro immensa stazza un ventaglio di sfaccettature vastissimo. Rappresentano la saggezza unita all’irascibilità, la pesantezza di grandi sagome compensata dall’agilità della loro proboscide con cui “toccano il mondo” sfruttando le percezioni sensoriali. Forse è proprio quello che intende fare Calvino, approcciarsi al mondo un po’ come questi animali, toccando la realtà e vestendola di significati, spesso bizzarri, lasciando che l’ascoltatore segua lo stesso percorso, prendendo spunto dalla chiave di lettura che ci fornisce lui in ogni brano. A fare da teatro a questo album è Milano, stigmatizzata nelle forme deformi delle contraddizioni di una città a cavallo tra l’antico e il moderno, bellissima, in cui Calvino esprime se stesso rompendo gli schemi della logicità, facendoci camminare lungo “le rotaie della stazione centrale” per poi farci arrivare dove “gli elefanti ballano sulle rovine delle metropolitane”. Semplice. “Urlando tutto quello che sono, provo a far cadere il muro del suono” dice, nel brano “Milano est”, e forse questa frase è proprio l’emblema di quello che intende fare lui, offrendoci tracce imperniate di gocce di ricordi d’infanzia, amore, rabbia, disagio, uniti dal suono di una strumentazione da lui definita “vintage” in piena sintonia con l’intento di evidenziare le parole dei brani, più che la musica in sé. “L’amaro in bocca”, pezzo con cui si apre il suo album, si traveste, insieme agli altri brani, da estrosa poesia, in cui il cantautore sembra quasi manifestare un senso di inettitudine nei confronti della vita, unito alla consapevolezza “di uno stato alterato” che tuttavia non lo fermerà dall’andare via da “una stanza prestata da un amico” in cui non sa se tornerà mai. Con “Gli astronauti”, infine, Calvino sembra fare un viaggio nel tempo, un ritorno al passato, in medias res nella sua infanzia in cui diceva di voler diventare un astronauta da grande, come tutti i bambini desiderano, in cui ci si chiede “chi abbia salato il mare”, tralasciando i problemi che affliggono realmente il presente.. ma, come lui afferma, “un ritorno alle origini non è un impresa da uomo, l’uomo guarda avanti, mentre l’astronauta guarda nel vuoto” ed eccoci ricatapultati nella nostra realtà attuale di sempre. Insomma, “Gli elefanti” sembra essere un disco dedicato proprio agli ascoltatori di tutte le età che amano il cantautorato di chi cerca una propria personalissima strada per affermarsi nel mondo della musica.

Tracklist:

1 / L’amaro in bocca
2 / Gli astronauti
3 / Milano est
4 / Gli elefanti
5 / La perdita del controllo
6 / Ginevra
7 / Blacky
8 / Nuovo Mondo


Consulta anche: Agenda Concerti


Autrice: Fiorella Todisco


red_arrows