COSMETIC @ ARCI TOM, MANTOVA – 20 NOVEMBRE 2015

Aspettavo un live dei Cosmetic da fine agosto, quando al Tafuzzy Days di Riccione li avevo visti per la prima volta e ne ero rimasta positivamente colpita.

Poi, finalmente, un live abbastanza vicino a me è arrivato: Mantova, Arci Tom. Era la prima volta che ci andavo e il posto è veramente bello, con un bel Gabriele D’Annunzio travestito da Marylin Monroe all’entrata e nella sala grande ci sono gigantografie di artisti e personaggi famosi come Dalì, Frida e Amelie.

Prima del live ho incontro la band nel backstage e tra caffè, birre, jeans rattoppati e ping pong ho fatto qualche domanda a Bart, chitarra principale e voce del gruppo.

Ormai è passato quasi un anno dall’uscita di Nomoretato, avete iniziato da pochissimo , come state? Come vi sentite? Carichi? Finora com’è andata? Siete soddisfatti del vostro percorso?
Le date che abbiamo fatto fino ad adesso hanno costituito un grande studio sociologico sulla situazione della musica in Italia. Abbiamo avuto un campionario molto molto vasto, cioè date preannunciate figate in locali che funzionano che sono andate male, date in posti che nessuno conosceva che sono invece andate stra bene e persino date che volevano venire cancellate dai promoter che invece sono sbocciate, dal nulla senza motivo.
Beh comunque noi viaggiamo sempre su numeri, diciamo, bassi di persone. Non ci sono mai dei gran “vola vola, su le mani” ecco. Ridacchia e in sottofondo uno dei Welcome Back Sailors, la band in apertura, si mette a cantare il ritornello di Gaetano (Calcutta).

Siete soddisfatti comunque del percorso fatto finora, sull’ultimo disco?
L’ultimo disco è un po’ un mondo a sé stante. Siamo soddisfatti perché abbiamo ricominciato di nuovo tutto, abbiamo ricominciato come se fossimo un gruppo nuovo.
Cioè non ho visto nessuno venuto ai concerti del 2012 che sia tornato nel 2014.

Ah, davvero?
No, nessuno.

In un’altra intervista dicevi che questo album sarà il primo di una nuova serie, visto che quella precedente potrebbe essere chiamata la trilogia dei fumetti, qua si cambia completamente stile con una copertina molto diversa. Spiegami un attimo.
Stiamo pensando di fare un nuovo disco esclusivamente strumentale con un titolo abbozzato in francese, che però ha portato malissimo, visto gli eventi successi recentemente e poi sembra che uno voglia cavalcare qualcosa che… ma comunque ora che esce nessuno si ricorderà nemmeno che Parigi è la capitale della Francia. Ride
Comunque, assolutamente sì, è il primo di una serie nuova. Bisogna intraprendere qualche sfida, tanto in ogni caso tutto il resto rimane lo stesso una grossa scommessa, al di là che tu faccia musica di un tipo o dell’altro, quindi vale la pena andare in fondo a quello che vuoi fare.

Questa domanda forse è un po’ banale, ma ti volevo chiedere da dove trai ispirazioni quando scrivi le canzoni?
Ah io non scrivo le canzoni.
Ah, e chi le scrive?
E’ il tempo che sedimenta i riff.
Ma i testi che hai fatto finora? Tu dicevi che in Nomoretato poi ci sono maggiori elementi di realtà. Da dove pigli sta ispirazione?
Ah non lo so, a caso, comunque mi raccomando scrivi: Non sono io che scrivo i testi ma è il tempo che sedimenta i riff.
Ad esempio uno guida e canticchia tittirittì e poi da lì si parte.
Ma arriva prima la musica e poi il testo quindi?
Prima la musica assolutamente, oddio magari è successo anche che un testo sia stato scritto.

Parliamo del video di Voragini.Alcuni mi hanno fatto notare dei riferimenti a Mommy (film del 2014 di Xavier Dolan). Bart aggrotta la fronte e fa una faccia strana No eh? Mai sentito?
Cos’è mommy?
Un film!
Ivan! (seconda chitarra,synth e tastiere) Mommy??
Vabbè niente mommy.
Raccontami un po’ del video, da dove viene l’idea, quando come perché?
Allora Mone (fratello di Bart e batterista) aveva fatto un cortometraggio, intitolato “Le colline hanno le onde” in cui lui faceva un uomo cavernicolo che andava in surf nei campi e si è fatto degli scortichi assurdi, ha vinto anche un concorso e da lì lo spunto.
Ora, Voragini è un pezzo che coniugava un andamento un po’ danzereccio, che non avevamo mai avuto e sembrava apposito per fare una sorta di spin-off dal video di Mone.
Abbiam preso il nostro amico Lorenzo Ronci (il regista del video), appassionato di longboard, quello che si vede nel video è il suo, e ci abbiamo messo un bel po’ a girarlo.
E dove lo avete girato?
In parte a Sogliano, Romagna interna e in parte nella Romagna giù verso il mare e anche sui Monti Sibillini, al confine con Umbria e Abbruzzo.

Ma il significato?
Che uno vuole lasciarsi suscitare
Suscitare cosa?
Suscitare. Voce del verbo susci- tare.
Ognuno vuole lasciarsi suscitare.

E com’è andata l’esperienza d’attore?
Allora, allora, allora. In teoria l’attore che faceva il Magnum P.I della situazione doveva essere solo una delle cose che succedevano durante il video, poi altre cose che son succese, non si è capito come, sono andate perse. Avevamo girato un sacco di roba e poi è successo che quel personaggio apparisse più del dovuto. Ad esempio a un certo punto si vede una ballerina che doveva durare mooolto di più, ci abbiamo messo un giorno intero a girare la sua scena. Io ci dovevo essere molto di meno e ci sono scene che non si son viste per niente.
Ma questo succede perché facendo le cose in autoproduzione e non avendo una troupe lo si scopre e decide man mano. Però alla fine siam soddisfatti, è comunque molto legato a quello che avevamo in mente.

So che tu hai una moglie e due figli. Come fai a far conciliare la famiglia e la musica, cosa ne pensano tua moglie e i tuoi figli?
Io suono da circa 14 anni, è una cosa che comunque mi porto dietro da prima. Quindi è sempre stata presente nelle scelte di famiglia e nella vita di coppia. Mia moglie crede in quello che faccio, quindi è disposta a fare qualche sacrificio e comunque siamo via in un numero di weekend umanamente sopportabili. Giusto ora siam stati due mesi a casa ora.

E i bambini?
Io purtroppo avrei voluto dei bambini più impostati sul calcio e le fighe, così. Mentre finisce la frase incomincia a ridere. Purtroppo entrambi hanno una predisposizione al sentire la musica, il ritmo, poi mia moglie è ballerina, quindi.

Beh comunque cresceranno bene musicalmente.
Beh sì, anche se io ero più propenso a fargli fare una crescita normale e poi se vuole, negli anni della ribellione, che abbracci le cose che vuole, chissà che ci sarà alla sua età per disobbedire.

Ora ti chiedo il cantante o gruppo con cui stai in fissa in questo momento.
Miley Cyrus

Quello invece che non sopporto?
Sarei monotono, non dico niente.
E’ brutto parlare male delle persone, auguro un buon lavoro a tutti.

Cosa ascoltate quando viaggiate?
Un sacco di cose
Principalmente?
Miley Cyrus.

Dischi preferiti del 2015?
Miley Cyrus (riferendosi al Miley Cyrus & her dead petz)

Riguardo le novità nella scena indipendente, come ad esempio gli Any Other?
Ah loro sono spettacolari

E la scena musicale italiana?
E’ un momento difficile, mi piacerebbe essere più giovane per avere più entusiasmo, ma mi sa che non ce l’ho. Ride
E’ un momento difficilissimo.
Vuoi spiegare questa tua crisi mistica?
No no, non è crisi mistica è una crisi monetaria.

Cosa faresti se non fossi musicista?
l venditore di allarmi
Ma tu, oltre a suonare, che lavoro fai?
Il venditore di allarmi. Ridiamo tutti e due

Progetti futuri?
Molto sinceramente, io non ho neanche voglia di fare un disco nuovo perché non ho neanche voglia di ascoltarlo, neanche del mio gruppo. Il futuro è Uralone! ( riferendosi al progetto di Ivan chiamato Urali, che consiglio di ascoltare)

Dove e in che epoca avresti voluto vivere?
Me l’hanno già fatta un sacco di volte questa domanda e la mia risposta è sempre la stessa.
Qualsiasi sia il momento in cui nasci, quando arrivi che hai vent’anni saresti voluto nascere vent’anni prima.

Ultima domanda , come ti vedi da vecchio?
Domanda impervia. Più passa il tempo e più mi avvicino all’essere vecchio e più ho il dubbio di come debba essere. Perchè me lo immagino essere un po’ come adesso e un po’ me lo immagino molto molto peggio di adesso, tipo che viene un gruppo e tu dici “che cazzo me ne frega di un gruppo che suona?? Fammi vedere che ballano o che fanno dei petardi!”


Autrice: Esel Ciulla

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