COSMETIC + BRACE @ FREAKOUT CLUB, BOLOGNA – 11 DICEMBRE 2015

Si esce in ritardo come sempre, si percorrono le solite strade, ogni tanto si guarda google maps per capire se si è sulla strada giusta, ma la strada tanto è uguale a quella per andare al Locomotiv, solo che a un certo punto scendi le scale e passi sotto il ponte.

Ecco il Freakout avvolto nella nebbia e poco lontano si intravedono binari che scintillano alla luce dei lampioni. Ci avviciniamo. Fuori un tizio incappucciato che si rivela essere presto essere Ivan (secondo chitarrista, synth e tastiere dei Cosmetic).Gli altri son dentro, il locale è ancora vuoto, è ancora presto e questo è il momento che preferisco, na roba tipo la pubblicità della Campari con la storia dell’attesa che è essa stessa il piacere.

Il Freakout è carino, appena entrati sulla destra c’è un piccolo sgabuzzino con i vinili, le pareti ricoperte di locandine, un piccolo palco, il bancone, il bagno come al solito ricoperto di adesivi e scritte, come dice Bart (frontman Cosmetic) è “bello punk”.

L’atmosfera è la solita che c’è prima di questi concertini, tensione mista ad entusiasmo, si è felici di suonare, non si sa ancora come andrà la serata ma c’è la speranza e la sensazione che andrà tutto e comunque bene.

Si va a prendere il caffè tutti insieme in un bar dietro il locale e poi gli ultimi preparativi, il banchetto con le maglie e i cd ben disposti, qualche birra, pago il biglietto e scopro con felicità che la tessera fatta alla festa di Halloween del Locomotiv mi vale anche qua, timbro sulla mano e via. La gente comincia ad arrivare, alcune facce note, ragazzi conosciuti a quel mitico concerto di Brace nel vivaio, Checco dello Stato Sociale e altre persone che forse hai anche tra gli amici di facebook e magari a volte vi mettete pure un “mi piace” a qualche foto o qualche video.

Finalmente Brace sale sul palco, con lui Luca Fusari degli X-Mary e la sua chitarra glitterata.

Lui l’ho conosciuto ad aprile, in apertura all’Officina della Camomilla, quando all’ultimo avevo fatto la pazzia e mi ero decisa di andare a sentirli alle Officine Corsare di Torino, e diciamo che da lì non l’ho più mollato.

Sarà stata Tu Sei Kiwi E Lui Banana, la cover degli X-Mary Vado Al Mare (e vaffanculo), o la strappalacrime Braccia ma me ne sono innamorata.

C’è un bel pubblico, soprattutto un gruppo di ragazzi proprio sottopalco che canta e quasi urla tutte le canzoni,  arrivati a Lattaio, Bart a sorpresa si mette alla batteria e li accompagna, con ancora la giacca indosso. Si balla, ci si abbraccia e si canta, la nostalgia e amarezza di Braccia, la grinta Pigiamarmatura e infine a concludere in bellezza la quasi corale Biglia.

Breve pausa.

L’ambiente intanto si è scaldato.

Complimenti, abbracci e magari qualche cd venduto, pian piano si innesca quella clima di attesa che c’è sempre prima della band principale.

Bart da un’ultima occhiata alla scaletta, apporta gli ultimi cambiamenti, si prepara il palco, i pedali, le bottigliette d’acqua, Mone (batteria Cosmetic) sorseggia una birra mentre aspetta ancora un attimo prima di mettersi la maschera da scimmia e poi si inizia con Voragini uno pezzi più danzerecci di Nomoretato e immediatamente il pubblico inizia a muoversi, soprattutto le prime file, una ragazza con un cappello di peluche balla, ma alla fine si balla e si canta un po’ tutti, disinibiti in parte dall’alcool, dal fatto che è venerdì e il fine settimana è appena iniziato e dalla buona musica. Arriva il momento di Nelle Mani Giuste dal riff che ti prende e ti entra in testa, non si riesce a stare fermi, non m’importa di svoltare vorrei solo rivedere il mare mi aggrego a questo gruppo di ragazzi che urlano quasi tutte le canzoni a un palmo di naso da Bart, poi tocca a In Ogni Momento Aspetto Che Arrivi Qualcosa A Distrarmi del mitico Non siamo di qui, decisa all’ultimo al posto di Scisma ottima inaspettata scelta, perfetta preparazione a credo il loro pezzo più famoso, che se scrivi Cosmetic su youtube esce come primo risultato e se ci sono i Cosmetic nel tuo year in music di Spotify parte quello, ovvero Lenta conquista (che persino mia madre una mattina si è svegliata con in testa questa canzone dopo avergliela fatta ascoltare per sbaglio in macchina)

Ci si scatena e si poga perché diciamocelo, è un pezzo da pogo, io finisco col sedere a terra e la mattina dopo ho un piccolo livido sul naso, ancora oggi mi chiedo come me lo sia fatto.

Arriva la fine con Bolgia celeste,confusione di tutto, ordinata gioia, capillare energia e ci si sente tutti un po’ più leggeri e forse più felici.

Autrice e foto di Esel Ciulla

https://www.facebook.com/Eselchefafoto/

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