UN WEEKEND A MILANO: LA RAPPRESENTANTE DI LISTA @CICCO SIMONETTA 19.12.15 + CALCUTTA @ARCI OHIBO’ 20.12.15

Tutto deciso.
19.12.15 – La Rappresentante di Lista
20.12.15 – Calcutta
I miei ultimi concerti del 2015, e posso dire di aver concluso in bellezza

19.12.15 – La Rappresentante di Lista

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Prendo il treno per Milano, dopo aver lavorato la mattina, scendo a Lambrate, ed è bello rivedere la città di notte, con le lucette, i suonatori accaniti di clacson e il neon delle fermate della metro.
Direzione Arci Cicco Simonetta, mai sentito e mai stata.
Arriviamo, paghiamo ed entriamo. Subito un divano, un bancone in fondo e sulla destra il piccolo palco già tutto agghindato con la strumentazione.
Sono praticamente le 22 passate, c’è già un bel po’ di gente, tra la folla intravedo Dario (chitarra, ukulele, voce, toy piano, mani e troppe altre cose) con una bella giacchetta d’oro tutta ricamata e la barba, ci salutiamo e lui mi comunica che tra 10 minuti iniziano.
Io sono molto curiosa rivederli live con i membri aggiunti e il nuovo disco Bu Bu Sad.
Li avevo conosciuti per caso nell’estate 2014 al Garrincha loves quando ancora intratteneva il pubblico durante i cambi di palco.
Ecco che incominciano, è una di quelle rare volte in cui non ho aspettative a riguardo ma solo tanta fiducia.
Il locale è pieno, al mio fianco la fonica fa fatica a muoversi e molti son seduti sotto palco con in mano bicchieri di vino. Mi fa piacere per una volta vedere così tanta gente tutta per loro.
Verso l’inizio mischiano sapientemente il vecchio al nuovo con qualche ormai classico come D.A.Q.C.M e Lento, ancora del primo cd (per la) via di casa, che hanno quelle soronità più gipsy-folk, i testi sembrano quasi delle antiche filastrocche popolari, che ritroviamo anche in Non Sostare (Senza Di Te).

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Dario ci introduce i brani con brevi descrizioni e interagisce con il pubblico, Veronica (voce principale) fa la finta spazientita, dietro Marta alle percussioni, poi Enrico alla tromba, piano e sintetizzatori, e c’è anche la sorella di Veronica che li accompagna con la voce e balla a ritmo insieme alla sorella.
Eh sì con il nuovo disco si balla, brani come Apriti Cielo! con le sue influenze ghetto/hip – hop/ elettronica, mi ero un po’ preoccupata per la resa live, ma nonostante sia un filo più acustica la resa è molto buona . Una nuova grinta inaspettata pervade l’atmosfera, ci si muove di più nel pubblico e anche sul palco. Veronica regina indiscussa con la sua voce calda e aggressiva e le sue espressioni, Cosa Farò “Vi è mai capitato di pensare al futuro? Di chiedervi cosa farete?” Ci chiede Dario, anche qui si sente questo mood danzereccio/street. Invisibilmente senza lacrime, poi arriva l’omonima La Rappresentante Di Lista e tutti la cantano, verso la fine qualche brano più sentito e intimo, come Guardateci Tutti e Un’Isola.
In conclusione l’inedito I Topi Non Avevano Nipoti e il bis di Apriti Cielo! . Un live esaustivo ed entusiasmante, si vede la loro crescita e una maggiore consapevolezza.

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20.12.15 – Calcutta
Si arriva in largo anticipo e ci si piazza davanti all’entrata, quella sulla strada. Piano piano sempre più gente accorre, alcuni che chiedono se si riesce ad entrare senza prevendita, con persone che continuano ad aggiungersi alla folla tra chiacchiere, abbracci e baci. Ad un certo punto si intravede pure Calcutta, con il suo giubbotto blu elettrico e il cappelletto d’aviatore, dopo poco riscompare com’era apparso. Inquietudine nell’aria e mi chiedo se tutta questa gente riuscirà a starci dentro l’Ohibò.
La tensione aumenta ancora di più quando si presenta il tizio con la lista e incomincia a far entrare uno ad uno le persone, controllandone il nominativo. Quando si dice essere in lista.
Io il mio primo live di Calcutta mica me lo aspettavo così.
Me lo aspettavo in un localino mezzo sconosciuto, senza troppa gente e lui che dice per troppe volte, con quella sua voce un po’ sgangherata, “Ragazzi questo è l’ultimo pezzo”.
Chi se lo aspettava tutto questo successo? Per me nemmeno Calcutta stesso. (e ho fatto la rima)
Entro, sulla mano il timbro recita “io ti giuro che torno a casa e non so di chi”, che cosa simpatica. Il banco del merch tutto agghindato con cd e cartoline, accanto il cartonato del fantomatico Gaetano che tiene in bella mostra la sciarpa di Mainstream, una ragazza ci si mette vicino, come si farebbe con un fidanzato e si fa qualche selfie.

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L’arci è ancora mezzo vuoto, io riesco a conquistarmi la prima fila. Adoro il palco dell’Ohibò, arriva alle ginocchia e si ha la giusta vicinanza con gli artisti. Nell’attesa qualche birra, non faccio tempo a girarmi che mi ritrovo un muro di persone. Attendiamo e ci lamentiamo del fatto che ci sia un gruppo spalla, di cui tra l’altro pochissimi ne hanno sentito parlare. Tutti vorrebbero subito Calcutta che intravedo aggirarsi inquieto per il camerino.
In apertura Pagliaccio. Camicia nera e papillon colorati, genere decisamente pop, sono in 3: chitarra, basso e batteria, da Torino e durante una canzone, Zerbino se non sbaglio, distribuiscono una decina di campanelli, quelli per le biciclette, in giro e durante il ritornello ci invitano a suonarli, una trovata interessante.

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Sento qualcuno dire “Bravi, ma ora vogliamo Calcutta”
E Calcutta giustamente si fa un po’ desiderare ma arriva, drink in mano, camicia a quadri, andamento incerto e faccia da bonaccione. Le scalette vengono posizionate e io gli do uno sguardo veloce, prima canzone: Limonata. Storgo un po’ la bocca, ma appena cambiano le luci, la musica parte e le labbra si avvicinano al microfono, mi convinco che come inizio ci sta, non si può partire in quarta, subito con i pezzoni, sennò ci si brucia il live, quindi la canzone si rivela la perfetta intro: crea atmosfera, è breve ed efficace per prepararci al resto. Tengo d’occhio la scaletta, parte Frosinone, tuffo al cuore e tutti incominciano a cantarla, se non urlarla a pieni polmoni. Io ti giuro che torno a casa e mi guardo un film, l’ultimo dei Mohicani, non so di chi. Gente che si abbraccia, si muove a tempo e sorride. Tutti accalcati, non oso immaginare come sia appena dietro di me. Si urla ogni parola sentendola propria, si urla per liberare ogni tensione, dispiacere o ricordo accumulati fino a quel momento. Una sorta di catarsi e siamo solo al secondo pezzo.

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Versione alternativa di Cane che si distacca molto dall’originale, più suggestiva e lenta. A mio parere smorza un po’ i toni, rendendola meno disperata e genuina. Ci sta sempre un liberatorio E allora dimmi dove mi vuoi portare ma l’avrei preferita più ruvida, oppure più danzereccia se proprio.
Subito dopo Amarena del primo album Forse… questa canzone smuove: sarà la chitarra iniziale, sarà la melodia, il testo o tutti questi messi insieme Ma son deluso da morire lo sai e mi ritrovo gli occhi lucidi. Calcutta è riuscito a farmi piangere durante concerto, mi mancava (di solito piango prima o dopo e per altri motivi). Come dicono a Roma “Me i cojoni”.
Ritorno in me stessa e mi sento un po’ una bimba minchia. Fa un po’ strano essere a Milano e sentire Milano che è un ospedale. “Vieni a vivere a Milano!” urla qualche fan poco prima dell’inizio della canzone.

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Gaetano mi ha detto che viviamo nel ghetto e suona la fisarmonica, nel campo rom ci sono le fiamme e pure nelle nostre gole, tua madre lo diceva non andare su Youporn, si canta/urla sempre di più, ogni tanto Calcutta si ingarbuglia col microfono nel tentativo di avvicinarsi a noi, il bassista si inginocchia a contemplarci, quasi incredulo con la sua maglia dei Phoenix.

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Intanto Edoardo suda, suda un sacco, ha le guance e le palpebre lucide, io rido e parte Le Barche. This is my jam. Io abito a Peschiera del Garda, ci ho fatto le elementari e mezze medie , in più non è che si parli di Peschiera in molte altre canzoni e in questo modo quasi trasognato quindi Ti prego andiamo a peschiera del garda a fare un bagno, non voglio allagare la tua mandasarda per farmi un bagno, ti prego andiamo a Peschiera
D’un tratto Dal Verme e d’un tratto Calcutta nella folla, con il pennarello indelebile a scrivere cose sulle braccia della gente, scompare inglobato dal pubblico. Per un momento avevo temuto facesse crowd surfing, sarebbe stato interessante.

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Poi arriva, il pezzone: Cosa Mi Manchi A Fare. Gaetano e Frosinone a confronto non sono stati nulla. Le urla, la vera e propria catarsi, perché bene o male abbiamo tutti qualcuno che non ci ama più o che non ci ha proprio amati  Dovrò soltanto reimparare a camminare un ragazzo nel pubblico la canta forte e tiene sopra la testa in bella vista la sciarpa di Mainstream. Mi prenderò un gelato con il tuo sapore, ti spaccherò la faccia se non mi dai il cuore. Dopo ques’esplosione la dolcissima Dal verde, vestiti da sandra che io faccio il tuo raimondo e ci vorrebbe una notte per ricominciare.
Verso la fine Calcutta in solitaria con la chitarra in semiacustico, la band lo contempla da dietro, qui tra una canzone e l’altra, approfittandone dei momenti di incertezza e di silenzio, il pubblico si mette a suggerire nomi di canzoni vecchie che alla fine l’artista di Latina esegue, come I Dinosauri, la nostalgica Pomezia (spargo qualche lacrimuccia pure qua) , dove tutto è impersonale,amore mio se poi stai male. Molti stanno zitti o perché totalmente catturati o più semplicemente perché non sanno le parole essendo canzoni del cd precedente. Poi la mitica Arbre Magique, la inizia a cantare poi intravede il ragazzo accanto a me (che la sapeva tutta) si interrompe, gli porge il microfono e gli fa “Canta te” e lui la canta, mentre Edoardo lo accompagna con la chitarra. Forte applauso finale e ora ci concede di chiedere un bis, qualcuno grida “Cosa Mi Manchi A Fare” altri “Gaetano” ma alla fine vince Frosinone. Ottima scelta.
E mentre ripenso a quella serata mi domando da dove arrivi tutto questo successo, quanto durerà, cosa ne sarà e ripenso a quando avevo solo 4 amici in comune con Edroado Calcutta (ora 104), ai live sgangherati su youtube con le canzoni misteriose mai registrate decentemente che forse non assaporerò mai e posso comunque dire ebbravo Calcutta (sì scritto così).

Autrice: Esel Ciulla

https://www.facebook.com/Eselchefafoto/

Guarda anche: Intervista Brace – Playlist natalizia – Intervista ZApha

 

 Consulta anche: Agenda Concerti


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