RECENSIONI

ALAVEDA – Biglietto da visita di un artista romano che muove i primi passi nel cantautorato

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Se è vero che il cantautorato italiano ormai abbonda e spesso ci troviamo ad ascoltare copie e copie di un presunto originale, Alaveda, artista romano, ha invece piacevolmente sorpreso.
Il 29 febbraio è in uscita il suo primo album intitolato con il suo stesso nome, che ha decisamente soddisfatto le aspettative di chi, come noi, avevano già ascoltato il singolo “Più niente” e attendevano un degno prosieguo musicale con un progetto completo.
Il disco si compone di dieci tracce e dalla prima all’ultima ci avvolge in un flusso di note che prendono voce attraverso le vibrazioni delle corde della sua chitarra acustica, sussurrando suoni dolci, delicati, incorniciati in accordi minimali ma tuttavia efficaci.
Uno stile Lo-Fi, ci accompagna nell’ascolto, senza strafare e senza cadere nell’impetuosità sonora che spesso, invece, viene preferita attualmente, celando una scarsezza di base considerevole.

Traccia di apertura è “Sulla tua schiena” in cui Alaveda disegna i suoi stati d’animo attraverso un ritmo lento colorato da parole malinconiche, ma affatto stucchevoli.
A seguire “La strada di casa” ed “I nuovi disastri”, forse quest’ultima, tra i pezzi più belli dell’album, emotivamente parlando, perché è in grado di farci calare esattamente nei panni del cantautore che osserva la sua donna impegnata nella sua vita senza pensare a lui.
I toni dolci vengono lievemente spezzati da un suono più deciso e variegato in “Rettilinei”, che tuttavia torna ad essere delicato in“Nella vita degli altri”, grazie al suono di un pianoforte che si fonde con quello della chitarra creando un’armonia perfetta.
“Più niente”, biglietto da visita di Alaveda, accompagna il disco verso la fine, confermando l’originalità dei testi ed una riscoperta semplicità acustica che confermano la qualità del suo lavoro.
“Non chiedere alla polvere” mette il punto definitivo a questo vortice sensoriale in cui, alla fine, le dolci premure del cantautorediventano polvere.
Si dice che se quando si finisce un libro si è pervasi da un senso di vuoto, allora significa che valeva davvero la pena di leggerlo. La stessa sensazione di vuotezza ce la lascia “Alaveda” alla sua conclusione, lasciandoci il desiderio di ascoltare altre storie accompagnate dalla sua chitarra.
Il tempo non da scampo al vuoto delle malinconie, dice il cantautore romano, quindi lo esortiamo a non farci attendere troppo per un suo prossimo progetto musicale!

 

TRACKLIST:
/ sulla tua schiena
/ la strada di casa
/ nuovi disastri
/ rettilinei
/ nella vita degli altri
/ prospettive di allegria
/ più niente
/ sul tetto
/ svegliami
/ non chiedere alla polvere

 
Autrice: Fiorella Todisco