PAPERWEIGHTS – ROO PANES

Era il 2014 quando Andrew “Roo” Panes rilasciò il suo primo LP Little Giant, presentandosi fin da subito come uno dei più cristallini talenti della musica folk inglese. È invece prevista per il prossimo 4 marzo l’uscita di Paperweights, secondo album del cantautore del Dorset: un disco maturo e raffinato, degno successore del fortunato esordio di due anni fa.

La prima impressione su Paperweights è quella di un album assai coerente col precedente, e in effetti Roo sembra cambiare poco o niente del sound con cui aveva debuttato: gli arrangiamenti sono integralmente acustici, le chitarre scandiscono il ritmo, violini e violoncelli rifiniscono; gli strumenti a percussione sono usati di rado. I pezzi scorrono con naturalezza artigianale, senza fronzoli inopportuni. Roo è un buon chitarrista e lo dimostra accompagnando ogni brano come merita, alternando solidi strumming ad arpeggi ben rifiniti. Anche le tematiche dei testi rimangono immutate, come ad esempio quella del viaggio: viaggio in senso letterale, che regala esperienze e paesaggi ma anche e soprattutto in senso allegorico, alla scoperta di se stessi e delle proprie criticità. Tale scoperta sarebbe peraltro impossibile senza il confronto con una persona cara – madre, amante o compagno di avventure che sia – a cui l’artista sempre si rivolge. L’amore diventa quindi il carburante dell’esistenza, illumina ed invita a migliorarsi, rende ogni altra cosa semplicemente superflua. Di questo amore Stay With Me è una tenera e commovente dichiarazione, pura e delicata come una promessa nuziale messa in musica. Subito oltre l’indovinata ed essenziale The Original si cela un piccolo capolavoro di malinconia: è Lullaby Love, movimentata da un violoncello inquieto, nella quale il sentimento amoroso diventa un talismano, tiene lontano dai guai, dona energie e fiducia. La title track Paperweights è un magnifico crescendo, parte impalpabile come la carta per diventare grave, quasi dolorosa come certe parole che sulla carta possono trovare il modo di far male, come il peso di aspettative e ricordi, come la potenza degli archi che trascinano rabbiosamente la canzone al culmine emozionale del disco. In tal senso la scarna Water Over Fire suona come un nuovo inizio, un inno di speranza che indaga sul senso di colpa e di frustrazione per aver deluso un amico e che trova sollievo in un faccia a faccia che chiarisce, consolida le parti e spegne ogni insicurezza.  Dopo Summer Thunder, calda e sognante coi suoi fill di tromba, tocca a Where I Want To Go concludere il disco: il tema del viaggio, ripreso anche nel videoclip in stile on the road, invece di rimarcare la fine dell’opera invita a spingere lo sguardo avanti, verso futuri traguardi: una piacevole suggestione, a cui segue l’altrettanto piacevole scoperta di una ghost track incisa quasi distrattamente, per sole chitarra e voce.

Con Paperweights Roo Panes si riconferma artista capace di bilanciare con maestria atmosfere spensierate e solenni, reminiscenze nostalgiche e slanci di ottimismo: il risultato è un lavoro profondo e di grande impegno, armonioso e lirico, che cattura da subito e fa venire i brividi più di una volta. Un gioiello della musica folk con un’anima sensibile, pronto a sorprendere anche i meno affezionati al genere.

Roo Panes – Paperweights (2016), CRC Music

1. Stay With Me

2. Corner Of My Eye

3. The Original

4. Lullaby Love

5. Paperweights

6. Water Over Fire

7. Vanished Into Everything

8. I Was Here

9. Summer Thunder

10. Where I Want To Go

Autore: Francesco Verrone

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