LePuc @ Tandem Casa (NA) – 26 Febbraio 2016

Venerdì universitario a Napoli: localino nel cuore del centro storico, una birra e un po’ di musica orecchiabile di sottofondo. Ieri la consuetudine è stata egregiamente rispettata e ad accompagnare la serata è stato Giacomo Palombino, in arte LePuc, giovane cantautore di Cassino, nonché prossimo alla laurea in Giurisprudenza alla Federico II.
Entrati nel locale si aveva l’impressione di essere ad una festa tra amici, di quelle feste in cui quello che sa suonare la chitarra si mette al centro e tutti gli altri lo accompagnano nelle strimpellature.

LePuc ha appena esordito con il suo EP “Lucciole”, composto da cinque brani che, seppur minimali nella strumentazione,  sono dotati di una spontaneità  e  genuinità tali, da colpire fin da subito, facendosi facilmente canticchiare anche dopo un solo ascolto.
“Lucciole”, perché Giacomo vuole che ogni brano vada in giro a cercare posti belli in cui farsi ascoltare, un po’ come fanno le lucciole, appunto, quando vanno alla ricerca di aree pulite in cui è possibile ammirarle.

Però Giacomo non è solo un bravo cantautore, in quanto è dotato anche di una grandissima autoironia che, oltre a trapelare dalle trame dei suoi brani, esterna anche durante tutto il live.
Senza azzardare, ci ha ricordato moltissimo Dimartino, artista ormai affermato a pieno titolo nel panorama indie, non solo musicalmente parlando,  ma anche sotto il profilo dei testi, sempre originali e diretti, che si snodano tra una traccia e l’altra fluidamente, lasciando che i confini tra la finzione e la realtà restino volutamente scoloriti.

“Scusi signor tempo” dice LePuc nella prima traccia dell’EP, dotata, tra l’altro, di video caricato sul Tubo e girato a Salamanca durante la sua esperienza erasmus in Spagna. Un caleidoscopio di prospettive, di sfaccettature di un ragazzo dotato di grande creatività, difficile da “spiegare” appunto, ma palpabile tra le note delle sue canzoni.
“La goccia di pioggia”, terza traccia, è emblematica della ricerca di Giacomo del dettaglio, di quella cosa che capita a tutti, ma su cui obbiettivamente pochi penserebbero di scriverci su. A chi del resto non è mai capitato di camminare per strada dopo un acquazzone ed essere bagnato da una gocciolina di pioggia, una sola, proprio sull’unica parte del collo scoperta dal cappotto?
Guardami bene, non sono quello vero, sono la copia di mille altre copie ancora”, ci confessa in “Chi sarò”, eppure  la nostra impressione non è assolutamente questa! A guardarlo bene infatti,  tutto sembra tranne che il riassunto di qualcun altro.
Nella sua originalità, tornita da un pizzico di sfacciataggine, dimostra invece una grande personalità artistica, naturalmente ancora agli albori, tutta da coltivare.
A chiusura “Cartoline”, forse l’emblema di tutto il suo progetto musicale. Un contenitore di sguardi attenti, rivolti a scene di vita quotidiana a cui Giacomo decide di dedicare il suo pezzo, senza troppe pretese, volendo semplicemente concedere un po’ di attenzione a chi, forse, non ne ha mai avuta abbastanza.

Fatti sociali, manie, cornici romantiche, fantasia, sono gli ingredienti principali di questo EP che ci ha incuriosito a tal punto da voler a tutti i costi partecipare a un suo live, sperando che “queste storie” non finiscano qui!

 

TRACKLIST:
/ scusi signor tempo
/ mario
/ la goccia di pioggia
/ chi sono
/ cartoline

 

Autrice: Fiorella Todisco