Intervista: Machweo

Machweo (nonostante lo dichiari nel titolo) riesce a rivalutare, come se fosse già un cult, la musica elettronica italiana.

Ciao, Machweo, un paio di domande al volo per rompere il ghiaccio: come vanno gli studi? Hai finalmente superato la “paura” dei live?

Gli studi van benone, la paura del live invece muta nel tempo ma resta sempre, sono diventato abbastanza sicuro di me e delle mie capacità tecniche ma lavorando con strumenti non acustici non hai idea di quanti imprevisti anche stupidi puoi incontrare suonando in giro. Banalmente se dovesse crashare Live dal vivo la metà dei suoni che escono dall’impianto sparirebbe. Live crasha poco ma crasha. Paura eh?

Si scherzava! Ho divorato tutte le tracce del disco e anche le altre dai tuoi profili. Se queste sono le premesse, ormai il gap qualitativo con la musica elettronica di produzione mittel europea può dirsi colmato?

Assolutamente no. L’italia sta iniziando a raccogliere i primissimi frutti di una lunga semina, per questa generazione nuova di musicisti made in Italy. Per me la strada è davvero molto lunga ancora. Le premesse ci sono tutte.

Come pubblico italiano, siamo arrivati ad una maturità di ascolto che permetta anche produzioni di qualità, come la tua, o la musica elettronica rimarrà relegata a pezzi che, come “Geordie” “La Danza Delle Streghe”, non superano il confronto con i brani originali?

Mah guarda, a me continuano a dire che Musica Da Festa sia un disco complesso, quindi può essere tutto. Ho paura che a volte semplicità e banalità vengano usate come sinonimi ma reputo il pubblico italiano molto intelligente, non ci sono grossi gap con quello europeo o mondiale. Spero che la complessità e la maturità dei dischi in generale possa continuare a crescere, cercando di scrollarci di dosso più o meno velate imitazioni degli eroi della musica elettronica mondiale. Molti artisti italiani però hanno una fortissima e personale idea di musica, infatti all’estero vanno molto forte. Penso a Lorenzo Senni o a Not Waving. Sono fiducioso.

In alcuni passaggi del disco si notano i retaggi della disco anni 90′, sopratutto rievocati con i titoli dei brani. Potendo registrare una musicassetta per una festa, oggi cosa metteresti?

Madrigali e musica barocca.

In alcune tracce si nota molto la chitarra come strumento di partenza della sintetizzazione, hai provato anche con altri strumenti?

Sì, ho usato moltissimi synth in questo disco sia hardware che software.

Hai scritto un EP e un LP dopo il terremoto dell’Emilia, molto cupo, adesso hai ricordato a tutti noi le prime feste e la prima musica “da disco”. Il prossimo? Un disco per i live?

Il prossimo un disco per clavicembalo e viola da gamba. No, veramente ora non ho idea di cosa sarà il prossimo disco, non ci sto neanche pensando.

Hai remixato alcuni brani di artisti (come Colapesce, Machinedrum, King Krule) e in questo fai un featuring con Costanza Delle Rose (Be Forest). Altre collaborazioni in programma?

Le collaborazioni non sono qualcosa a cui penso spesso perché, per me, nascono quando ascoltando una mia produzione mi viene in mente che suonerebbe benissimo l’incursione strumentale o vocale di un altro musicista. Solo in quel caso mi viene in mente di cercare la persona o la band a cui ho pensato, altrimenti non mi è mai successo di partire a scrivere un pezzo pensando a una collaborazione.

Machweo by Lisa Barbieri

Facebook: https://www.facebook.com/Machweo/?fref=ts

Ufficio stampa: https://www.facebook.com/sferacubica/

Intervista ad opera di Michele Quartucci

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