Lo sbarco dei Lags sulle coste livornesi – Live al Surfer Joe

Tornati dal Surfer Joe Vintage Music Festival, avevamo davanti a noi un lungo ponte ricco di interessanti iniziative.
Casualmente lo sguardo cade su un concerto, anche questo al Surfer Joe di Livorno, di una band chiamata Lags.
Non conoscevo i Lags e allo stesso tempo avevo in programma un’altro concerto interessante, fortuna volle che durante alcuni minuti di cazzeggio decisi di ascoltare il brano che i ragazzi di Venerdì Inconsapevole avevano messo nel post dell’evento in questione. Questo:

L’ascolto, ed in cascata di altri brani sulla pagina della band mi ha portato alla decisione di rinunciare ad un altro concerto per raggiungere la costa labronica.
Non conoscevo i Lags, non mi era mai capitato di ascoltarli, e non conoscevo la formazione.
Tra un po’ scopriremo il perché questo ultimo fatto è importante.

Nei giorni precedenti il concerto mi ascolto un po’ di roba loro e leggo qua e là alcune recensioni, mi convinco sempre più che andarli a vedere possa essere una scelta tutt’altro che azzardata.

Quindi rotta impostata per Livorno –  Terrazza Mascagni, sabato 2 giugno 2017 ore 22. Anzi ore 20,30 in modo da mangiare, preparare un po’ di cose e alle 22 essere pronti per il concerto. 
Il Surfer Joe ci stava abituando troppo bene, i concerti scorsi sembravano organizzati da degli svizzeri, tutto puntuale in orario, al contrario di tutti gli altri posti in Italia dove un concerto fissato alle 10 non inizia prima di mezzanotte (nel migliore dei casi).
Ora 20,30, i Lags stanno concludendo il sound-check mentre un’orda di bambini incontrollabili sta per riversarsi dentro il Surfer Joe per festeggiare un completanno. Non vedo l’ora che il concerto inizi, così i genitori infastiditi potranno portare via quelle furie scalmanate, in caso contrario un po’ di post hardcore non avrebbe potuto che giovare loro.
Sono le 9, ci separa ancora un’ora dal concerto, un’amica mi dice “ma il batterista mi sa che non è quello della band”, e io “boh non so chi sia il batterista della band, è un problema?”. Scopro quindi che il batterista della band è 

SPOILER MODE ON

Andrew Curtis Howe ,un lunghista e velocista italiano di origine statunitense detentore del record italiano assoluto sia outdoor (8,47 m) che indoor (8,30 m) del salto in lungo, specialità di cui può vantare un titolo di campione europeo, etc etc .
Ed è anche quello della pubblicità di [OMISSIS] !!!

SPOILER MODE OFF

Bene, dopo averle spiegato in dettaglio la vastità di quanto mi importi della fama dei membri, ai fini del godermi una band, è giunto il momento di avvicinarsi al palco.
E’ una strana serata, la temperatura era estiva fino ad un minuto prima e ora stava arrivando dal mare il freddo.
Manca mezz’ora, ancora il mixer era sovrastato da una coperta bourdeaux. Non so se fosse realmente una coperta ma quello vedevano i miei occhi e in più occasioni ho pensato di rubarla per ripararmi dal freddo in arrivo. Mentre intorno a me la gente passava da t-shirt a maglioni, la mia felpa più vicina distava circa 1 km, nel baule della macchina.
Sono indeciso fino all’ultimo se andare a prenderla e rischiare di perdermi l’inizio del concerto o aspettare e patire il freddo, che ancora era tutto sommato sopportabile.

Vabbene, non iniziano, decido quindi di andare, e con lo spirito di Andrew Curtis Howe che mi spronava a correre sempre più veloce, arrivo e torno in un lampo.
Ottimo, di corsa con la felpa addosso, ora il problema non è più il freddo, l’esatto opposto,  ma rispogliarmi di nuovo non era una opzione.
Sono le 10.15, ma questo concerto? I ragazzi al mixer sono li tutti tranquilli che guardano la copertina, gli organizzatori non sembrano per nulla in ansia, ma della band nessuna traccia nei dintorni. 
Sul palco a fianco dell’impianto un borsone bianco, di plastica probabilmente lasciato temporaneamente da un venditore ambulante.
Scoprirò più tardi contenere il merchandising della band 🙂

Il banchetto del merchandising è pronto la band no, decido di andare a prendere da bere. Grazie alla Legge di Murphy, non appena mi consegnano il cocktail il gruppo inizia a suonare, decido di abbandonare momentaneamente il bicchiere (che non rivedrò mai più), per scattare alcune foto.


Il Surfer Joe è veramente pieno di gente interessata a vedere questa band post-hardocore romana, nata nel 2013, le cui produzioni escono per l’etichetta To Lose La Track
La band è composta da
Antonio Canestri – Voce principale e chitarra
Gianluca Lateana – Chitarra e voce
Daniele De Carli – Basso e voce
Andrew Howe  – Batteria, sostituito ieri all’ultimo momento causa impegno improvviso, che in reatà scopriamo il giorno dopo essere un duplice “impegno”.

Torniamo quindi ai Lags, con Alessandro Pascolo che sostituisce Andrew.
Non ho capito se il concerto non è durato tantissimo, forse anche per il batterista sostituito all’ultimo, o se il tempo sia veramente volato.

Ecco la setlist della serata (potete ascoltare i brani originali facendo click sul nome)
Turbin

Solid Gold

Queer Bee

War Was Over

Dreaming Babylon

Fear Control Moters

A push and a rush (guardalo nella diretta streaming Facebook del concerto)

Behind the clouds

Something I Learned Today – Ascolta la versione degli Hüsker Dü

The Stream

Family Man

The Flight Of The Flies

Se questo concerto ci sia piaciuto oppure no, lo trovate in fondo all’articolo 🙂

Intanto lo trovate qui, raccontato per immagini, da Maurizio Lucchini

E questo il brano finale con cui si è concluso il concerto, in Realtà Virtutale  , realizzato sempre da Maurizio Lucchini – muovete il mouse o lo smartphone per diventare voi stessi registi e scegliere il punto di osservazione del concerto, oppure indossate un visore VR e godetevi lo spettacolo.

Last but not least, ecco anche la diretta streaming Facebook di A Push And A Rush

 

 

Ok, ci sono piaciuti i Lags? A parere del nostro piatto, che sta facendo girare ininterrottamente da ore il vinile bianco trasparente di Pilot, e dai vicini frastornati, direi di si 🙂

 

Testi, parole, immagini, video 360, a cura di Maurizio Lucchini