L’astronave Dardust al Bum Bum Festival – Live report

Photo Credits: Simona Luchini

Parole di Luca Nicoli

Era parecchio tempo che non mi capitava di andare a seguire una serata al Bum Bum Festival di Trescore (Bg) . Negli anni scorsi questo festival era, dal punto di vista musicale, uno dei più importanti della bergamasca. Offriva una programmazione musicale ben bilanciata tra musica sperimentale e serate più commerciali. Durante le ultime edizioni però, il numero di serate commerciali ha preso il sopravvento sulle altre e spesso durante questi anni mi è capitato di scorrere il calendario fino alla fine senza trovare qualcosa d’interessante. Anche quest’anno, scorro il programma della 25 edizione del Bum Bum Festival e, in mezzo al alcune serate che mi lasciano un po’ perplesso, vedo sbucare una specie di gioiello raro.

Dopo la serata di apertura con la Bandabardò, la seguente con dj Molella riesumato da qualche balera e quella successiva con il conclamato vincitore della kermesse sanremese Gabbani, Domenica 27/08/2017 va in scena sul palco di Trescore Balneario una serata dai suoni decisamente diversi ed interessanti. La serata in questione prevede Birthh in apertura e Dardust come piatto forte.

L’apertura della serata è affidata ad Eleuteria, che con grande timidezza inaugura il palco. Con voce, violoncello e violino elettrico dà il via alla serata ed apre in parte ai temi minimalisti ed eterei, che caratterizzeranno tutti gli altri set.

Photo Credits: Simona Luchini

Il set continua con la performance di Birthh. Il trio elettronico capeggiato dalla giovanissima cauntratrice Alice Bisi, è una delle più interessanti novità arrivate dalla scena indie italiana degli ultimi anni. Il loro disco d’esordio Born In The Woods ha ricevuto ottime recensioni. I brani eseguiti durante la serata provengono tutti da questo disco e colpiscono per la passione e il sentimento che trasmettono. Le sonorità sono quelle a cui hanno aperto le porte gente come gli XX e James Blake, ma che in Italia non avevano ancora trovato una casa. La chitarra che la maggior parte delle volte è appena accennata, le percussioni leggere e spesso soffocate, l’aggiunta di un leggero tappeto sintetico, diventano gli elementi perfetti per fare emergere la bella voce di Alice, che colpisce e commuove. Chlorine è il forse il brano di maggiore impatto e quello in cui i tre si lasciano andare maggiormente. Una bella esibizione intensa e piena di energia, che pecca di qualche vizio dovuto all’inesperienza, ma sicuramente lascia ben sperare per il futuro.

Photo Credits: Simona Luchini

Dardust è uno dei progetti più innovativi prodotti in terra italiana, tanto è vero che non vengono registrati in Italia, ma nascono in terra straniera (il primo lavoro in terra berlinese e il secondo in terre islandese). Il termine “neoclassicismo” è un termine che sta andando di moda in Europa in questo periodo, ma che non può contare su un grande seguito in Italia. Per questo motivo possiamo identificare in Dardust i maggiori esponenti del movimento italiano. Dario Faini è il cuore e la mente di questo progetto e si posiziona al centro del palco dietro alla sua tastiera. Attorno a lui ci sono due percussionisti, che rappresentano il resto dell’equipaggio come da lui definito.

Photo Credits: Simona Luchini

Intorno a tutti loro è un gioco spettacolare di luci e visual, che rendono onirico e spettacolare questo viaggio. Il set viene diviso in due parti, la prima più legata al neoclassicismo dei suoni e prevede i brani dal primo disco intitolato 7, mentre la seconda è intitolato “The New Loud” è composta dai brani del secondo album Birth. La prima parte del set è caratterizzata da suoni più dolci, e la tastiera di Dario è la principale protagonista. Le linee melodiche sono leggere e le percussioni, accompagnano, sottolineano ed accarezzano. La seconda parte del live è caratterizzata dalle percussioni, che colpiscono come dei martellii e fanno vibrare tutto il parco delle Stanze, in cui è ospitato il Bum Bum Festival. Il live che era partito con degli svolazzi ritmici leggeri, finisce con dei brani molto potenti, che devono sicuramente qualcosa alle lezioni date negli ultimi da gente come i Moderat.

Photo Credits: SImona Luchini

In definitiva è stata una grande serata, in cui si sono messi in mostra due grandi talenti della nostra scena musicale. Niente di nuovo, perché ormai sono sonorità che abbiamo imparato ad apprezzare, ma che vengono rielaborate in salsa italiana. Questa serata è stata una scommessa forte per il tipo di festival di cui abbiamo parlato sopra. Purtroppo è una scommessa finita male, se si vuole valutare l’esito della serata dal punto di vista delle folle che accalcano il palco, ma è una scommessa finita benissimo se si preferisce valutare lo spettacolo a cui abbiamo assistito.