RECENSIONI

Solo et pensoso i più deserti campi. La recensione del nuovo lavoro di Daniele Sanfilippo in uscita il 16 ottobre

Recensione a cura di Giuseppe Visco

Daniele Sanfilippo dal 2004 lavora come sound engineer presso gli studi di Suoneria Mediterranea e già nello stesso hanno ha ottenuto la qualifica di fonico da studio e live, questo la dice lunga sull’esperienza dell’artista stesso coi suoni e la sperimentazione di essi stessi.

Il suo primo lavoro da solista esce nel 2010 con CI SEI TU ed inizia a guadagnare notorietà che lo porta a molte esibizioni live tra piazze ed auditorium. Nel 2014 si ripresenta al pubblico con LEM, album dal quale gli viene riconosciuto il suo naturale talento venendo apprezzato sia dalla critica che dagli ascoltatori, scalando le classifice di iTunes. Spinto dall’entusiasmo portato da LEM decide di intraprendere un percorso artistico che lo ha portato a Aquarius.

Uscirà il 16 Ottobre e abbiamo come l’impressione che sarà l’opera che lo affermerà come una delle migliori novità italiane. Un album quasi solo strumentale e con pochissimo testo – in molte totalmente inesistente – che rappresenta quasi una novità assoluta per gli standard italiani ai quali siamo abituati. Sanfilippo decide di passare dalla musica elettronica classica a un sound molto più post rock ove l’utilizzo della chitarra – finemente utilizzata – sottolinea il cambiamento e sancisce il passaggio alla maturità artistica con atmosfere più introspettive ed eleganti.

L’opera parla della storia dell’Astronauta, del quale Daniele già aveva fatto presente in LEM. Dall’astronauta che vagabondava nello spazio si passa alla situazione in Aquarius ove l’astronauta stesso prende coscienza di aver fallito la sua missione e riflette, analizzando il perché, sulla sua disfatta personale. Il personaggio si sviluppa col susseguirsi dei brani ove dai synth dai tratti psichedelici si passa a un sound molto più ambient a sottolineare il passaggio traumatico e drastico dei tratti caratteriali. Un destino che sembra segnato, quello dell’Astronauta, che si spoglia innanzi alla sua sconfitta, raccontandosi e infine prende la parola attraverso l’interpretazione di Francesco Bruno.

Un lavoro davvero ben fatto, che prende le distanze da LEM, cambiando un po’ le atmosfere ove l’Astronauta si ritrova a “galleggiare” e che sottolinea le qualità dell’artista stesso, capace di adattarsi alla storia da lui inventata, cambiando anche stile e passando dalla pura elettronica al post punk fino alla musica ambient

 

TRACKLIST “AQUARIUS”

1. Intro
2. On Earth
3. Aquarius
4. Stop the machines
5. We won’t wast all this time
6. Exit
7. Metamorphosis
8. Kuma
9. Draconis
10. Out of the illusion
11. Genesis

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