RECENSIONI

La recensione di Tracks: il nuovo album di Souvlaki

Recensione a cura di Altea Masci

A pochissimi giorni dalla sua uscita, l’EP Tracks di Souvlaki ha già conquistato il cuore di tutti.
Dietro il nome cosi risonante (ispirato al famoso disco degli Slowdive) si cela Nicola Piccinelli, musicista bresciano dalle idee molto chiare. Egli infatti sa perfettamente come vuole che suonino le sue tracce, tracks che riflettono il suo io interiore, il suo universo più profondo, fatto di
sentimenti irrefrenabili e realtà oniriche trascendentali.


L’EP, uscito per Elastica Records, si rivela uno scrigno contenente quattro piccole perle, partendo dalle sfumature 2-step di Fellow, passando per i ritmi ambient di Speak free fino ad arrivare alla deep house di End (a cui ha partecipato la cantante Folkie, già nota per le sue collaborazioni con Souvlaki) e End pt.2.

 

Che il producer bresciano fosse abile nell’arte di far convergere abilmente diversi stili è cosa già nota; basti pensare alle due tracce realizzate nel 2016 per la raccolta Burial Collection vol.1 o al singolo Mybe uscito nel 2017. L’elettronica di Souvlaki è quindi un’elettronica diversa dal normale,
un’elettronica che spiazza e che accompagna noi ascoltatori attraverso trip mentali unici, trascendendo la realtà che ci circonda. Come ha dischiarato lo stesso producer riferendosi ai suoi pezzi: “ essi sgusciano fuori direttamente da quello che provo, senza troppe regole a controllare i
sentimenti”. S e potessimo dunque usare un solo aggettivo per descivere questo EP il termine più adatto che mi suvviene è uno ed uno solo: limitless.

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