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“Ultima botta a Pisa”: Myss Keta al Lumiere!

Foto, parole e conteggi a cura di Maurizio Lucchini

1,2,3,4 … no, non sono una donna che conta , ma ugualmente sto contando, sto contando quante volte ho rincorso la sacerdotessa.

Tutto è iniziato per caso, in una serata di maggio al The Cage di Livorno, dove ho vissuto Un sabato sera in CAPSLOCK, da lì un susseguirsi di eventi che mi hanno condotto dopo solo pochi mesi al Reality Bites Festival con Fucecchio, Zuppa e Coca e,  un solo mese dopo, al Frac Festival di Ketanzaro.

Ora mi trovo a Pisa, dopo aver appunto girato in tondo l’italia, mi trovo al Lumiere, ex storico cinema d’essai, da un po’ di anni riconvertito in spazio per iniziative musicali e di spettacolo e che, da un anno e mezzo a questa parte, sta rivitalizzando la città non solo con concerti di qualità, ma anche con valide iniziative orientate al sociale.
Le strade che portano al Lumiere sono transennate e stracolme di persone in attesa di entrare, il concerto è però sold out dalle 20.

Myss Keta ci fa aspettare fino alle 23, quando sale sul palco un boato si alza dalla sala. Eccola, di nuovo, a poche decine di centimetri di distanza, ogni volta con un abbigliamento ugualmente diverso e diversamente uguale.

Questa volta potremmo dire che è in versione light, almeno così pare, visto che sul palco sono solo in 3. In realtà l’ho vista in varie configurazioni, una delle ultime volte erano addirittura in 5. Ma, appunto, ogni spettacolo, pur muovendosi entro una carreggiata definita, è diverso.
Ed ora è qua, in una sala in tutti i sensi calda.
La temperatura interna è altissima e la gente caliente. La temperatura ambiente era così alta che un po’ tutti sul palco ne hanno sofferto, e per gli amanti della sacerdotessa questo ha comportato un vantaggio, ovvero una maggior spregiudicatezza della performer milanese.

Il pubblico. Ah il pubblico! O meglio “ah, questo pubblico”. Molto diverso da quello trovato negli altri concerti della Myss.
Non saprei definirlo, forse sconvolgente e a tratti allucinante [cit.], ragazzini/e in prima fila che quasi si strappavano i capelli di dosso.
Sento una persona a fianco a me dire “ooohhhh nooooo, non è possibile, non è possibile, non ci credo, ma è lei, è lei davveroooo, esiste, esiste davvero, e io sono qui, a pochi metri da lei, non mi sembra vero, sembra tutto un sogno”.

Bene dimenichiamoci di tutto questo, che lo spettacolo abbia inizio!

Non passano neanche 30 secondi che una arrogante, strafottente ragazzina fotografa, in maniera per nulla professionale né rispettosa, ignorando tutto e tutti si fionda sotto il palco sgomitando, calpestando 4 ragazzine che stavano lì in prima fila a godersi lo spettacolo, fregandosene bellamente degli altri fotografi, che stavano scattando, si posiziona in pole position, fa quattro click a Myss Keta e poi si volta a fare foto al pubblico, ovviamente sempre con le stesse modalità precedenti.

Torniamo a Myss Keta, che snocciola uno a uno i suoi pezzi migliori, elargendoci nel frattempo utili consigli per una vita migliore.
Lo spettacolo è come sempre molto coinvolgente, molto libero ma allo stesso tempo molto studiato.

Come un cronometro svizzero (ovviamente un rolex), esattamente dopo 60 minuti, si conclude la sua performance musicale, concede un solo bis, sicuramente per il caldo poco sopportabile che doveva esserci sul palco.
Per oggi abbiamo avuto la nostra razione di Myss Keta, ma a breve avremo bisogno  di un’altra dose. Nell’attesa del prossimo evento, adoriamola in alcuni momenti della serata.

 

 

 

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