Conferenza stampa di presentazione di “‘An Evening with Manuel Agnelli”

a cura di Ylenia Montonetti

Manuel  Agnelli  ha presentato, nella splendida cornice di Carlo e Camilla in Segheria, il nuovo ed unico spettacolo  che lo vedrà protagonista su ben 14 palchi accompagnato da Rodrigo D’Erasmo, violinista, polistrumentista e arrangiatore.

Nonostante altri progetti di Manuel senza gli Afterhours, questo spettacolo rappresenta un cambiamento ma sopratutto la voglia di ritornare a fare musica senza una grande progettualità intorno, ritrovare una certa leggerezza nel veicolare la musica e sopratutto un’intimità con il pubblico, è proprio questo che ha spinto il cantante a scegliere dei teatri piuttosto che dei palazzetti.

“Non  volevo organizzare uno spettacolo che fosse troppo stretto perché non avrebbe avuto nessun senso e quindi l’impianto dello spettacolo non è e non sarà fisso, sicuramente faremo delle cose per sbizzarrirci di sera in sera, delle letture, una parte performativa, delle canzoni degli Afterhours però rivisitate completamente perché siamo in due a suonare, spero non solo il versione acustica ma anche diverse, delle cover che hanno segnato il mio percorso e che mi raccontano in qualche modo.”

 “Una novità potrebbe essere uno storytelling, per mia fortuna raccolgo un pubblico molto asciutto, se c’è un vantaggio vero che mi ha dato andare in televisione è l’apertura nei confronti di un certo modo di rapportarsi al pubblico, mantenere una serietà, mantenere dello spessore, mantenere dei contenuti non vuol dire per forza avere la faccia scura. Questo l’ho imparato con  il tempo anche perché ho acquisito sicurezza nel rapportarmi al pubblico e nel dire le mie cose. Quindi, spero, uno storytelling che non sia una cosa forzata, partirà dal racconto delle canzoni: perché sono nate, in che contesto sono nate, che cos’ero io quando sono nate queste canzoni, che visioni avevo del mondo intorno a me e delle cose.”

Rodrigo definisce questo spettacolo una sorta di incubatore, un contenitore dove far succedere le cose, spettacolo dove è possibile cambiare in corso d’opera, evitando di far risultare il tutto troppo ingessato bensì uno spettacolo dinamico.

Manuel reduce da mega produzioni, stimolanti, organizzate, con una scaletta da organizzare sente l’esigenza di un’esperienza più libera ed è proprio questo che vuole ritrovare in questo spettacolo, la libertà  ad esempio di poter suonare metà scaletta fra il pubblico o di invitare un ospite senza grandi annunci premeditati.  Parte fondamentale è sicuramente il pubblico, un pubblico stabile ed anche molto variegato che è si è rigenerato nel tempo, in un certo senso concede tutta questa libertà; un pubblico che si fida e compra i biglietti senza sapere cosa prevede lo spettacolo precisamente.

È inevitabile menzionare il doppio cd/dvd che è stato annunciato da poco “NOI SIAMO AFTERHOURS”, il cd live del concerto evento al Forum di Assago di quest’anno filmato dal loro amico regista Giorgio Testi.  Nonostante le perplessità iniziali di prestare troppa attenzione a suonare e cantare bene ottenendo una cosa senza anima, le riprese sono risultate eccellenti e sopratutto rappresentano bene musicalmente la band.

“In qualche modo progetti solisti li ho già fatti, sono diversi da quelli  prettamente musicali, già da Xfactor è un progetto solista, o fare Ossigeno ancora di più a livello musicale è stato un progetta solista. Il fatto che io sia riuscito a costruirmi una sorta di rapporto con il pubblico diverso da quello che hanno gli altri musicisti o in generale le persone. Pensa che ad esempio io non ho social, non ho neanche whataspp, questa è una cosa  abbastanza curiosa perché sono riuscito a costruire un rapporto fatto di feedback che non partono da me.[…] Io ho un sacco di fakes su internet, un sacco di Manuel Agnelli che non sono io e che  parlano per me e spesso parlano per me in maniera più intelligente di quella che farei io, quindi chi me lo fa fare di aprire un profilo ufficiale, ho gente più intelligente di me che lo fa per me. E credo che questo sia un fatto curioso oggi come oggi, perché io non la responsabilità di apparire li , di rispondere lì, non ho la responsabilità di nessun tipo di posizione. […] Per me basta spegnere il telefono vado a giocare a tennis, a leggere un libro, è una forma di libertà che è un po’ sparita. “

 

Manuel precisa che questo progetto non seguirà dei binari fissi, sarà un progetto attitudinale dove sarà inevitabile suonare e riarrangiare le canzoni degli Afterhours, l’unica cosa certa è che lui e Rodrigo stanno scrivendo moltissimo ed anche il suo riavvicinamento al pianoforte vista la sua formazione classica.

“Una cosa sicuramente molto stimolante è il fatto di essere più nudi dal punto di vista musicale, quindi più in pericolo, più a rischio, esposti e quindi riappropriarsi di un rapporto con lo strumento molto più profondo.”

Arrivato il momento delle domande a Manuel viene chiesto se il progetto Afterhours è arrivato alla fine con il concerto al forum di Assago o riprenderà, egli ammette che sono in standby per tanti motivi, fra i tanti i suoi impegni ma anche perché gli After erano arrivati a un punto, celebrato al forum, di grande creatività visti i risultati dell’ultimo disco, primo in classifica “pur parlando di tumori e morte che in Italia è roba che fa strizzare le palle appena ne parli“. Manuel riassicura affermando che gli After non si sciolgono e prima o poi riprenderanno qualche tipo di attività, lo stanby non è dovuto a un problema di creatività bensì un’esigenza di prendere aria da un progetto che è diventato molto grande e quindi impone una progettualità, organizzazione e impegno enorme.

Seconda domanda per quel che riguarda gli ospiti dello spettacolo, Manuel specifica che chiamare amici a suonare con loro e quindi provare fa perdere senso al tour, gente che capita lì e quindi viene invitata a suonare, recitare, senza annunciare gli ospiti evitando così di dipendere dalla loro presenza.

Per quel che riguarda Xfactor, Manuel si sente di aver detto e fatto tutto ciò aveva da dire e da fare, stando lì come musicista e produttore adattandosi agli schemi televisivi ma sempre in funzione della musica, portando una visione della musica che prescinde dai numeri e dal successo a tutti i costi.

 “Volevo evitare di diventare il pupazzetto del giudice cattivo  che schiaccia il bottone e dice la cattiveria  volevo evitare di diventare un cartonato di me stesso”

Alla domanda se lo spettacolo sarà cantautorale, Manuel non vuole illudere nessuno dicendo che non sarà solo chitarra e voce anzi cercheranno di rielaborare il tutto in maniera diversa ed anche più estrema dal punto di vista musicale.

All’accusa  sollevata da qualcuno di essersi imborghesito risponde così:

“Imborghesito? Io ho  lasciato volontariamente e pubblicamente il lavoro meglio pagato della mia vita, decine e decine di migliaia di euro, con dei benefit mostruosi compresi i bambini che fanno i selfie, un posto al ristorante assicurato, visibilità e tutto questo si tramuta in decine di migliaia di euro, ho rinunciato a tutto questo perché mi sembrava di aver finito il mio compito  e perché voglio tornare a fare musica in un’altra maniera, mi  sembra l’antitesi di esser diventato imborghesito. [..] Una decisione come questa ti cambia la vita, una decisione super pesante, decisione che ho preso pensandoci settimane, hanno detto che l’abbia presa per ripicca ma mi sarebbe caduto il cazzo se avessi preso per ripicca una decisione così importante.[…] Questo tipo di analisi sia lo specchio di una superficialità con la quale ormai analizziamo il tutto ed anche l’ipnosi collettiva che ci provoca la televisione.”

In conclusione An Evening with Manuel Agnelli sarà uno spettacolo unico, che vedrà MANUEL AGNELLI mettersi completamente in gioco, fare comunicazione, avere un linguaggio e riappropriarsi di una certa intimità con il suo pubblico.