Il secondo EP di PARTY ANIMAL: Leave

Party Animal
Party Animal

a cura di Antonio Serra

Non so chi sia la Cristina di Riviera, ma credo di immaginare cosa avrà provato sentendosi dire di andar via, “don’t touch me again”, che la sua presenza provocava dolore fisico, mentre l’uomo dietro il moniker Party Animal fuma una sigaretta. D’amori finiti o sul punto di franare, parla questo EP uscito nel Gennaio 2019 per Dotto, E’ un Brutto Posto Dove Vivere e Winter Beach. Si intitola Leave ed è impregnato di ascolti ossessivi dei dischi di Sparklehorse, Elliot Smith, Rhye.

Partito dalla natìa Puglia e trasferitosi a Torino, il ragazzo che si fa chiamare Party Animal compone canzoni con un piglio che farebbe pensare molto poco a lui come ad un animale da festa. Quelli di Leave sono cinque brani partoriti da una attitudine al songwriting evidentemente orientata alla performance voce e chitarra, impreziositi in fase di arrangiamento da elettronica, sintetizzatori, basso e batteria magistralmente suonati.

 

 

Atmosfere rallentate, sonorità morbide e calde, un cantato mai spinto oltre la soglia del fiato e sempre pieno di pathos. Vagamente dream pop, senza tradire un cuore indie folk, i cinque brani di Leave sono delicati e timidamente lisergici. Una produzione omogenea e ben bilanciata mette in risalto doti e caratteristiche chiave dell’umbratile cantautore, prima fra tutte l’atmosfera crepuscolare, introspettiva, della proposta musicale.

Licenziato questo secondo EP, la naturale evoluzione del progetto Party Animal sarebbe la composizione del primo disco. Magari realizzato con la stessa melancolia di questo, la stessa fragilità, la stessa raffinatezza e semplicità. Ci dispiace per Cristina, che pare abbia rovinato tutto, ma l’onda lunga del dolore, si sa, porta sempre i doni più ispirati.