PINGUINI TATTICI NUCLEARI – Esce oggi “Fuori dall’Hype” ed ecco subito la recensione del disco

Recensione a cura di Emanuele Colella

Esce oggi, 5 Aprile, “Fuori dall’Hype”, il nuovo album dei Pinguini Tattici Nucleari, band bergamasca con all’attivo tre dischi, 20 milioni di streaming e oltre 7 milioni di views su YouTube.

L’album è composto da un totale di dieci inediti anticipati dall’uscita dai singoli Verdura – che ha superato il milione di ascolti su Spotify in poco più di un mese – Sashimi e dalla title track Fuori dall’Hype.

I Pinguini Tattici Nucleari nascono (per caso) nel 2012 e sono capitanati da Riccardo Zanotti (compositore di testi e musiche nonché cantante), Nicola Buttafuoco (chitarra), Elio Biffi (tastiere), Lorenzo Pasini (chitarra), Simone Pagani (basso) e Matteo Locati (batteria).

Il nome del gruppo traduce il nome della birra “Tactical Nuclear Penguin”, birra scozzese che ha il 32% di alcool e ha il primato della birra “più forte” al mondo.

Essere “Fuori dall’Hype” significa essere sempre un passo indietro rispetto agli altri, un Monopoly in mezzo alle Playstation, un Richie Cunningham in mezzo ai Fonzie, una Panda in mezzo alle Ferrari”.

Con queste parole sui social il gruppo ha lanciato il brano che dà il titolo al nuovo album.

Un disco sicuramente diverso da quelli a cui ci hanno abituato finora i Pinguini.

È un po’ scomparsa quella fantastica visione e critica politica costante negli album precedenti, ma sicuramente tutto questo non influisce sull’ottima riuscita del disco e su bravura e genialità del gruppo.

Con le ultime strofe di Fuori dall’Hype, intro dell’album, Riccardo stesso scrive “Sulla mia tomba scrivete: Belli i primi…poi venduto”, probabilmente consapevole di aver fatto un lavoro diverso, più “radiofonico” e alla portata di un pubblico più vasto a differenza dei precedenti, oppure una risposta provocatoria alle critiche di alcuni fan per il nuovo contratto con Sony.

L’album è innegabilmente bello, coinvolgente, con la chitarra protagonista in ogni brano, accompagnata da splendide melodie al pianoforte.

Basso e batteria incisivi ed un alternarsi di tamburelli e percussioni che allontanano del tutto la banalità insieme a ritmi cangianti e i ritornelli che restano in testa sin dal primo ascolto, fanno si che questo nuovo lavoro dei Pinguini sia davvero eccezionale.

Testi originali, ricchi di citazioni, storie ed ironia, come spesso ci hanno abituato ma con un sound più maturo e diretto.

Ogni brano è autonomo e indipendente dagli altri con la sua metrica, il suo ritmo e il suo stile.

Si passa dalla storia di come Riccardo Zanotti sia diventato un cantante contrastando l’idea di suo padre che lo voleva Ingegnere o Architetto (Scatole), al brano funky sul Sashimi al Sushiko. Dalle divertenti citazioni di No No No sui lemuri di Madagascar, il pattinatore Steven Bradbury e il Takeshi’s Castle, alla terra natia dei pinguini, Antartide, con immagini al limite del profano: “e forse Dio ha creato i buchi nell’ozono/ per spiarti quando ti fai la doccia”.

“E forse è vero, non manca niente” (La banalità del mare) in questo splendido album.

Con Fuori dall’Hype i Pinguini vogliono crescere e farsi conoscere e credo lo abbiano fatto nel migliore dei modi.

Insomma un album da ascoltare, divertirsi e ballare in compagnia di questo splendido gruppo.

Signore e Signori, i Pinguini Tattici Nucleari.

Il giorno dopo l’uscita di Fuori dall’Hype, il 5 aprile, i Pinguini partiranno per un tour che regalerà emozioni e sold out.

 

 

TRACKLIST

01_Fuori Dall’Hype;

02_ Antartide;

03_Lake Washington BLVD;

04_Monopoli;

05_ No No No;

06_ Scatole;

07_Sashimi;

08_La banalità del mare;

09_Verdura;

10_Freddie

 

DATE TOUR

06/04/19 _ PADOVA Hall (Sold Out)

11/04/19 _ VENARIA REALE (TO) Teatro Della Concordia (Sold Out)

12/04/19 _BOLOGNA Palaestragon (Sold Out)

13/04/19 _ FIRENZE Auditorium Flog (Sold Out)

15/04/19 _ MILANO Alcatraz (Sold Out)

17/04/19 _ ROMA Atlantico

19/04/19_ AREZZO Karemaski

20/04/19 _ MODUGNO (Bari) Demodè Club

21/04/19 _ CESENA Vidia Rock Club

27/04/19 _ SENIGALLIA Mamamia

04/05/19 _ NAPOLI Casa della Musica Federico I

 

 

Fuori Dall’hype – I testi – Pinguini Tattici Nucleari

E se dopo questa notte
Mi trovi morto in mezzo a un prato
Sarò io che l’ho deciso
Sarò io che l’ho cercato
In te c’ho creduto sempre
Anche dopo che è finita
Stretti i pugni e duro il muso
Tifo Inter da una vita.

Te lo dico sottovoce
Non so amarti con il sole
Mi dispiace ma davvero
Ti amo solo quando piove
Musica yeah

Perché noi siamo
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Comunque vada io non piango mai
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
E vaffan*ulo a te che te ne vaiLa vita a fine settembre
Forse alla fine è come un orso
Ti lascia in pace solamente
Se ti sai fingere morto
Ma cosa vogliono saperne loro
Di cos’è la felicità
Che non ascoltano Battisti e non metton la cipolla nel kebab
E allora trovami un bel prato per morire degnamente
Come i gatti che si appartano lontano dalla gente
Non voglio più sentire niente
Neanche la musica
Ya-ha-ha.

Perché noi siamo
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Comunque vada io non piango mai
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
E vaffan*ulo a te che te non lo sai.

E ora vado ma ci tengo
Che si sappia che ho vissuto
Sulla mia tomba scrivete
“Belli i primi… poi venduto”.

Perché noi siamo
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Comunque vada io non piango mai
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype
Fuori dall’hype

E vaffan*ulo a te che te ne vai.

 

ANTARTIDE

 

Ad undici anni quando eri piccola

Aspettavi una lettera da Hogwarts

Per dimostrare a tutti i tuoi compagni

Che eri tu quella diversa da loro

Si ma non arrivò

E la bimba più dolce pianse lacrime amare

A volte però

Sembra quasi tu sia ancora lì ad aspettare 

E non so cosa, non so dove, non so chi, se

Nessuno guarda freghi l’uva all’MD eh

Disegni arcobaleni sopra a Pinochet

Credi che tutte le eccezioni siano regole

 

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Ma giuri che tra un po’ te ne andrai

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Alla fine però non lo fai mai

 Ahi ahi ahi ahi ahahi

Provo a rompere il ghiaccio con te

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Lo sanno che tu sei l’Antartide

 

Quando le amiche parlavano di sesso

Ergevi i muri e ti mancava l’aria

Qualcuna di loro poi rimase incinta

Invece tu sempre in cinta muraria

Gli uomini sai

Sono animali strani come ti diceva tua nonna

In grado di dimenticare gli olocausti

Ma quasi mai il viso di una donna

 

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Ma giuri che tra un po’ te ne andrai

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Alla fine però non lo fai mai

 Ahi ahi ahi ahi ahahi

Provo a rompere il ghiaccio con te

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Lo sanno che tu sei l’Antartide

 

Oh oh oh oh ohohoh

Oh oh oh oh ohohoh

 

E con lo sguardo perso

Dentro a un cielo terso

Il cuore DJD e la testa di QUESO?

E nello studio di papà mettevi i dischi

Gigi D’Agostino e poi Stravinskij

E forse Dio ha creato i buchi nell’ozono

Per spiarti quando ti fai la doccia

E pagheresti tutti i tuoi giorni di sole

Per un singolo giorno di pioggia

 

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Ma giuri che tra un po’ te ne andrai

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Alla fine però non lo fai mai

 Ahi ahi ahi ahi ahahi

Provo a rompere il ghiaccio con te

Ahi ahi ahi ahi ahahi

Lo sanno che tu sei l’Antartide

 

LAKE WASHINGTON BLVD

 

Amore mio, da dove vengo io

Un bacio ed un addio

Sono la stessa cosa

Vieni con me, ti porterò dove

La solitudine è un regalo più bello di una rosa

 

Lui era figlio dei ritardi del treno

Che fecero conoscere mamma e papà

Lei era bella come il cielo più nero

Cercava il senso della vita nei bar

Fingevano di esser in un cinepanettone

Perché lì la vita no, non sembra mai dura

E invece qua in questa fottuta provincia

Ci vuole del coraggio anche per aver paura

 

Amore mio, da dove vengo io

Un bacio ed un addio

Sono la stessa cosa

Vieni con me, ti porterò dove

La solitudine è un regalo più bello di una rosa

 

Amarmi sai non so se ti conviene

Mi manchi e sai perché

Perché non miri bene

Si sentirà uno sparo in lontananza

Poi un rumore di ambulanza

Ed io non ci sarò più

 

Facevano l’amore in codice morse

Di notte sopra al tetto di un monolocale

Per mandare un messaggio agli alieni

Infondo anche noi uomini non siamo così male

Un giorno lui le chiese: ‘Chiara vuoi sposarmi?’

Con un anello in mano ed un sorriso forzato

Lei ci pensò davvero un minuto o due

Poi disse: ‘no no usciamo a prenderci un gelato’

 

Amore mio, da dove vengo io

Un bacio ed un addio

Sono la stessa cosa

Vieni con me, ti porterò dove

La solitudine è un regalo più bello di una rosa

 

Amarmi sai non so se ti conviene

Mi manchi e sai perché

Perché non miri bene

Si sentirà uno sparo in lontananza

Poi un rumore di ambulanza

Ed io non ci sarò più

 

Quando arrivarono gli investigatori

Le chiesero che cosa fosse capitato

E lei rispose di non saperne nulla

Poi disse: ‘Esco, vado a prendermi un gelato’

 

MONOPOLI

 

Quello che mi ricordo io

È un viaggio in autostrada

Un cellulare buttato via

Con dentro la tua mamma che gridava

Cinquanta occhiali da sole

Ma solo uno spazzolino

Occhi diversi tutte le sere

Ma sempre il solito vecchio sorriso

Quello che mi ricordo io

Erano i denti stretti sempre

E la paura di inciampare

Nelle vite della gente

Non guardavamo mai la luna

E lei non guardava noi

Eravamo bimbi piccoli

Vestiti da supereroi

 

Ma se mi vuoi davvero

Allora dimmi chi sei

Belli i tuoi occhi verdi

Si ma non ci vivrei

Ma se mi vuoi davvero

Allora dimmi chi sei

Anche dopo cent’anni

Non ti capirei

Non ti capirei

Non ti capirei

 

E ti porterei anche in America

Che ho venduto la macchina apposta

Mille euro per la Panda del 2006

L’anno dei mondiali

E della mia prima volta

Stanotte voleremo via

Chissà che cosa ti dirà tua mamma

E ti guardava andare in bici senza mani

E ora ti guarda andare via senza un domani

 

Ma se mi vuoi davvero

Allora dimmi chi sei

Belli i tuoi occhi verdi

Si ma non ci vivrei

Ma se mi vuoi davvero

Allora dimmi chi sei

Anche dopo cent’anni

Non ti capirei

Non ti capirei

Non ti capirei

 

Io sono nato a Monopoli

E tu invece a Shangai

Se giochi con me perdi tutto

Se gioco con te crollerai

Se mi vuoi davvero torna ora

Ma so già che non tornerai

Se mi vuoi davvero torna ora

Oppure non tornare mai

 

Ma se mi vuoi davvero

Allora dimmi chi sei

Belli i tuoi occhi verdi

Si ma non ci vivrei

Ma se mi vuoi davvero

Allora dimmi chi sei

Anche dopo cent’anni

Non ti capirei

 

 

NO NO NO

 

E ieri ho fatto un sogno (no no no)

E c’eri dentro anche te

Leggevi piccoli brividi (no no no)

E bevevi un caffè con me

Non riuscivamo a dormire (no no no)

Ci siamo messi a ridere

Dalla paura di morire

Dalla voglia di partire

Dalla gioia di vivere

Ti leggevo la mano (no no no)

E la imparavo a memoria

E se ho fortuna ti giuro

Che un giorno ti porto nei libri di storia

E me l’ha detto il pakistano (no no no)

Da cui ho comprato le rose

Capo ricordati che la felicità

Sta dentro alle piccole cose

 

Yeeh yeheh yeheh

E spettinata resti qua

Perché la più grande libertà

È quella che ti tiene in catene

Yeeh yeheh yeheh

I pugni in faccia che mi dai

Li conservo nell’anima

Accanto a tutti i ti voglio bene

 

Ieri mi sono svegliato (no no no)

Che erano circa le tre

Quando il telefono non ha squillato

Io l’ho capito che eri te

Hai detto: ‘Impara a vivere da solo (no no no)

Ma solo ci sapevo stare

La mia solitudine era un mondo magico

Che io ti volevo mostrare

Che bello quando balli con quegli occhi vividi (no no no)

Mi piace se ti muovi come fanno i lemuri (no no no)

Son l’ultimo dei tuoi pensieri tu mi eviti (no no no)

Ma gli ultimi saranno i primi

Come Steven Bradbury

Tu sei la sfida finale di Takeshi’s Castle (no no no)

Io ci provo a capirti

E non capisco un cazzo (no no no)

Guarda che notte

C’è la luna piena

E ti citiamo solo perché mi fai pena

 

Yeeh yeheh yeheh

E spettinata resti qua

Perché la più grande libertà

È quella che ti tiene in catene

Yeeh yeheh yeheh

I pugni in faccia che mi dai

Li conservo nell’anima

Accanto a tutti i ti voglio bene

 

Perché tutte le vendite

Di coltelli a notte fonda

Sui canali di provincia

Mi parlano di te

E dicono che dopotutto

Sempre il giorno ricomincia

Ma ti giuro non lo so

 

Ti giuro non lo so

 

Yeeh yeheh yeheh

E spettinata resti qua

Perché la più grande libertà

È quella che ti tiene in catene

Yeeh yeheh yeheh

I pugni in faccia che mi dai

Li conservo nell’anima

Accanto a tutti i ti voglio bene

Yeeh yeheh yeheh

Tu sei la mia felicità

Un po’ come Festival-bar

Che da bambino guardavo al mare

Yeeh yeheh yeheh

E spettinata resti qua

Perché la più grande libertà

È quella che non ti lascia andare

Via

 

SCATOLE

One, two, three, four

Mio padre ha sempre fatto il muratore

Odia chi si lamenta, chi sta zitto e gli ottimisti

Ha sempre poco tempo per l’amore

E tutte le altre cose

Inventate dai comunisti

Il suo diploma da geometra

Sta appeso in soffitta da vent’anni

In una teca polverosa

E da piccolo sognavo anch’io

Di avere una teca che dicesse

Che so fare qualche cosa

 

Lui avrebbe voluto che facessi

Gli studi da architetto

Oppure da ingegnere

Ma io volevo fare il musicista

A suonare la chitarra passavo le mie sere

Ricordo un giorno mi prese da parte

Mi disse: “Non capisci proprio un cazzo della vita”

Perché solo a chi si sporca le mani

È concesso il privilegio

Di avere una coscienza pulita

 

Si ma io non sono come te

Di quello che sarò tu che ne sai

Si ma io non sono come te

Vedi di non dimenticarlo mai

 

Ed un po’ come un testimone di Geova

Il mio futuro spesso suonava al campanello

Ed io non si provai neanche ad aprire

Solo per diventare un ingegnere o un architetto

Io volevo far piangere la gente

E davanti a dei mattoni nessuno si commuove

Perché le case infondo sono, sono scatole

Dove la gente si rifugia

Quando fuori piove

Poi un giorno sono andato a Londra

Era per studiare musica all’università

E durante gli altri, tra un esame e l’altro

Ho ripensato spesso alle parole di papà

 

Si ma io non sono come te

Di quello che sarò tu che ne sai

Si ma io non sono come te

Vedi di non dimenticarlo mai

 

E adesso anche io c’ho una soffitta

Ed un pezzo di carta in una teca pulita

E non faccio l’architetto o l’ingegnere

Mio padre in qualche modo

Ha accettato la mia vita

 

Gli dicevo: io non sono come te,

io sono diverso, io sono migliore

ma le canzoni infondo sono solo scatole

dove la gente si rifugia

quando fuori piove

 

SASHIMI

 

Ciao, come va?
Sei tornato anche questa sera qua
Non fraintendere, mi fa piacere
Però bene non ti fa
Ascolta, tutto il sashimi che ingoi
Non risana le ferite che ti porti dentro al cuore (ahh)
Ordini gyoza
Il cielo singhiozza
Pensi al suo viaggio a Saragozza
Sembrava amore invece era una stronza amen (amen)
Sono cose che succedono in Erasmus
Stai nell’ombra come stavano i The Rasmus

 

So che ti senti vivo solo quando vieni al sushi
Ma non vorrei finissi proprio come John Belushi
Monsters & Co. c’ha insegnato tutto sulla vita
Cioè che una risata è più forte di un milione di grida (yeee)

 

Ciao, come va?
Dicono che la speranza è l’ultima a morire
Ma di certo è la prima a mandarti a fanchiulo
Poi chissà lei cosa fa là
Ha trovato la felicità
Tra le braccia di un tipo spagnolo
Che dice “Te quiero” ma non l’amerà mai come te
Che sorseggi il tuo Saké
Ma che cosa vuoi che sia
L’hai presa con filosofia
Ma era quella di Kierkegaard
Ed è per questo che ti trovi qui
A parlare d’amore e di vita con un cameriere dell’all you can eat

 

So che ti senti vivo solo quando vieni al sushi
Ma non vorrei finissi proprio come John Belushi
Monsters & Co. c’ha insegnato tutto sulla vita
Cioè che una risata è più forte di un milione di grida (yeee)

 

E se le stelle fossero brufoli
Di un Dio adolescente che gioca a The Simps di sera
E l’apocalisse non fosse altro che
Sua mamma che dall’altra stanza lo chiama per cena

 

Tutto finisce
Tutto finisce
Anche il sashimi al Sushiko
Tutto ferisce
Tutto ferisce
Tutto ferisce Gianrico

Tutto finisce
Tutto finisce
Anche il sashimi al Sushiko
Tutto ferisce
Tutto ferisce
Tutto ferisce Gianrico

Tutto finisce
Tutto finisce
Anche il sashimi al Sushiko
Tutto ferisce
Tutto ferisce
Tutto ferisce Gianrico

 

LA BANALITÀ DEL MARE

Ti prego non usciamo questa sera

Restiamo qui ad accarezzare il gatto

Mi hai detto: “Guarda c’è la luna piena!”

Poi abbiamo litigato e hai rotto un piatto

Ci siamo persi in un bicchiere d’acqua

E poi ci siamo ritrovati in mare

Promettimi che se io metto i Kooks

Tu poi mi insegni a ballare

I tuoi schiaffi finti alla Bud Spencer

Lascian segni veri sulla pelle

Scherzi, balli, ridi e fumi sempre

E forse è vero, non ti manca niente

 

Cosa mi dirai quando sarò lontano

Vieni nei miei guai, ti prendo per la mano

Guarda la città, potrebbe anche bruciare

Ti commuove la banalità del mare

Uho oh oh oh ohohohoh

Uho oh oh oh ohohohoh

 

E resta qui con me tutta la notte

E ti giuro che ti salverò

Dalla gente che ti pesta i piedi

Mentre balla reggaeton

Con te i lunedì sanno di sabato

Non ricordo neanche dove abito

Scherzi, balli, ridi e fumi sempre

E forse è vero non ci manca niente

 

Cosa mi dirai quando sarò lontano

Vieni nei miei guai, ti prendo per la mano

Guarda la città, potrebbe anche bruciare

Ti commuove la banalità del mare

Uho oh oh oh ohohohoh

Uho oh oh oh ohohohoh

 

Ti hanno visto per le strade

A piedi nudi sul cemento

Che ballavi con le amiche rock ‘nd roll

Dicono che quest’estate sarà

La più calda della storia

Ma ti giuro amore non lo so

Non ti porto sulla spiaggia

Noi siam destinati a cose grandi

Andiamo sulla luna in autostop

Ho bussato sopra a quei tuoi occhi blu

Ti giuro che finché non apri io t’aspetterò

 

Cosa mi dirai quando sarò lontano

Vieni nei miei guai, ti prendo per la mano

Guarda la città, potrebbe anche bruciare

Ti commuove la banalità del mare

banalità del mare

Uho oh oh oh ohohohoh

Uho oh oh oh ohohohoh

Uho oh oh oh ohohohoh

Uho oh oh oh ohohohoh

 

 

VERDURA

 

Ma chi l’avrebbe mai detto
Che mi sarei trovato qua
Prima di andare a letto
In questa stupida grandissima città
A pensare che forse
La tua assenza mi dà conforto
Più della presenza del resto del mondo

Ed ho cercato il sonno
Sul fondo di una moka
Siamo pinguini che non san scappare dalla foca
Vorrei nuotare ma tu hai prosciugato i mari
Vorrei volare via ma tu m’hai tagliato le ali
I sorrisi migliori li hai dati a degli stronzi
Avevi Richie Cunningham 
Hai preferito Fonzie
Ma alla fine va bene
Alla fine vai scialla
Si sopravvive a tutto
Ascoltando Lucio Dalla

 

Siamo la fine del mondo
Di domenica mattina
Siamo una cena a lume di candela
Fra due taniche di benzina
Da quando sei partita
Io non ho più paura
E riesco a ridere pure quando mangio la verdura

 

Ma chi l’avrebbe mai detto
Che sarebbe finita così
Eh eh eh
Sono sopra il mio letto
Con le tue ossa che hai dimenticato qui
Faccio uno scacciapensieri
E sulla porta lo metterò
Mi avvertirà quando il ricordo che ho di te cerca di entrare
Ed io non aprirò
E gli occhi sono stanchi
Netflix non lo rinnovo
Ti cerco dentro Google Maps e vedo se ti trovo
Una parola è troppa
Due invece sono poche
E allora in bocca al lupo, Principessa Mononoke
Perché non ho più voglia delle canzoni tristi
Che son come caramelle date dai dentisti
Eravamo benzina, una vita tranquilla
E poi ti ho incontrata ed è scoccata la scintilla

 

Siamo la fine del mondo
Di domenica mattina
Siamo una cena a lume di candela
Fra due taniche di benzina
Da quando sei partita
Io non ho più paura
E riesco a ridere pure quando mangio la verdura

Siamo la fine del mondo
Siamo la fine del mondo
Siamo la fine del mondo
Siamo la fine del mondo
Che cosa siamo noi?
(Siamo la fine del mondo)
Che cosa siamo noi?
(Siamo la fine del mondo)
Che cosa siamo noi?
(Siamo la fine del mondo)
Che cosa siamo noi?

Siamo la fine del mondo
Di domenica mattina
Siamo una cena a lume di candela
Fra due taniche di benzina
Da quando sei partita
Io non ho più paura
E riesco a ridere pure quando mangio la verdura

 

FREDDIE

 

Freddie sta attento e non dirlo a tuo padre

Chissà cosa potrebbe far

Tu lascialo stare tra slot e zanzare

Insieme agli amici del bar

Dentro sto Flixbus che sembra volare

Tu cadi e non riesci ad aggrapparti

Perché la tua vita va troppo veloce

Più dei giudizi degli altri

 

Freddie sta attento e non dirlo a tua madre

Anche se lei nel cuore già sa

Ha preso in affitto due occhi diversi

Per piangere lontano da tuo papà

Il corridoio che vi separa

Sta sotto al tetto che vi unisce

E lei non te lo dice ma ti ama davvero

Anche se forse non ti capisce

 

Fuori in strada che buio che c’è

Ma domattina io arrivo da te

Per te tra un bacio ed il cannibalismo

Infondo la differenza non c’è

Baciami forte fino a inghiottirmi

Vivrò per sempre all’interno di te

 

E tutti i tagli che ti porti sulle braccia

Sono fiordi dentro cui non si può navigare, e no

E i ricordi che ti porti nella testa

Sono barche che non hanno visto ancora il mare, o no

Freddie lo sai che arriverà il giorno

E magari sarà intorno a Natale

In cui dovrai dirlo per forza a sto mondo

Che anche tu sei in grado di amare

 

Fuori in strada che buio che c’è

Ma domattina io arrivo da te

Per te tra un bacio ed il cannibalismo

Infondo la differenza non c’è

Baciami forte fino a inghiottirmi

Vivrò per sempre all’interno di te

 

Il Flixbus è arrivato a Bologna

Un’ora e mezza in ritardo

E fuori c’è un cuore che aspetta

Un cuore purissimo, un cuore testardo

La poesia più bella del mondo

È un segreto tenuto nascosto

Freddie scende, lo bacia e gli dice:

“Fra le tue braccia ho trovato il mio posto”

Fuori strada che buio che c’è