Giovane fino alla fine: l’abbraccio di Tax Farano e Paolo Spaccamonti a Marco Mathieu

Young Till I Die
Young Till I Die

a cura di Antonio Serra.

 

Il termine seminale, riferito ad un artista, viene utilizzato sovente per identificare produzioni che vanno al di là del tempo nel quale esso opera e che fungono da base, ispirazione, per generazioni di artisti a venire. Gli artisti seminali diventano riferimenti, fari, fondamenta sulle quali tanto i contemporanei quanto i posteri costruiranno castelli. Ecco, i Negazione sono stati una band seminale.

Attivi sin dai primissimi anni ’80, con base in una Torino operaia definita essenzialmente dalla FIAT, diventano ben presto gli alfieri del punk hardcore italico prima, europeo e internazionale poi. In dieci anni di attività hanno contribuito a definire un genere che ancora oggi, dal Giappone alla West Coast, passando per Cosenza, appassiona e fa proseliti.

 

 

Dopo una serie di lungimiranti EP autoprodotti, il debutto ufficiale Lo Spirito Continua, fino al cristallino ultimo lavoro 100%, la band si scioglie dando vita ad una serie di fortunate sperienze successive. Roberto “Tax” Farano parteciperà all’avventura Fluxus. Guido “Zazzo” Sassola continuerà a gravitare nella scena abbandonando il ruolo di frontman. Marco Mathieu diventerà un giornalista affermato, caporedattore ed inviato per grandi testate periodiche italiane.

Mathieu, dal 13 Luglio 2017, vive in stato vegetativo a causa di un grave incidente stradale. Il 6 Marzo scorso ha compiuto 55 anni. Per celebrare la grande vitalità e carisma dell’ex sodale, Tax Farano col supporto di Paolo Spaccamonti decide di dare alle stampe un EP in vinile colorato, con due brani. Uno è la rivisitazione in chiave ambient drone di un classicone dei Negazione: Lo Spirito Continua. L’altro è un brano inedito, che prende le stesse pieghe sonore care a Spaccamonti e che da il titolo al progetto: Young Till I Die.

 

 

Il titolo, spiega Tax, è preso dalla frase che incidevano sulle medagliette “stile Vietnam” che condividevano con i ragazzi del mucchio, ormai 30 anni fa. La frase, a sua volta, era il titolo di un anthem dei 7 Seconds. Un tuffo nel passato, insomma, per andare a ripescare il seme di quella rabbia, forza, determinazione, giovinezza che hanno sempre caratterizzato i Negazione, chi gli stava intorno e soprattutto Marco Mathieu.

Young Till I Die è stato registrato, masterizzato e missato da Ezra Nomade. Realizzato da Dunque e Escape From Today Record. L’artwork è opera di Dee Mo a.k.a. Dumbo (già autore tra l’altro della copertina di Tutti Pazzi). Il ricavato andrà alla famiglia di Marco.

 

 

L’aura evocativa del disco, le atmosfere dilatate, gli echi ed i reverberi, le architetture sonore, le armonizzazioni malinconiche, tutto fa pensare ad un sogno sospeso, non ancora finito, solo messo in pausa. Ripetizioni, eco che rimbalzano da distanze su pareti apparentemente inafferrabili, distorsioni che si accavallano e si sommano fino ad alzare onde di drone che sembrano voler spazzare via la tristezza scritta sulla sabbia. La sensazione è quella di un crescendo continuo, del quale si attende l’esplosione da un momento all’altro. Ma l’esplosione, volutamente, è rimandata. Come ci fosse una catena, o meglio, un elastico che tiene legati noi ascoltatori alle cuffie esattamente come il letto tiene legato Marco.

Young Till I Die è un progetto commovente, bellissimo, straripante di pathos. E’ l’occasione per celebrare la vita guardando in faccia la morte. E’ hardcore in senso universale, quand’anche non canonicamente nello stile musicale. Una dichiarazione d’amore incondizionato per un certo modo di vivere, lottare, amare e intendere il mondo.