E’ uscito “Proxima B” il primo album di Genz Phabia Project

Il 12 Aprile, Giornata mondiale dei viaggi dell’uomo nello spazio, è uscito “Proxima B”, il primo album di Genz Phabia, seconda uscita per l’etichetta Agitòriu Records.

Proxima B è il primo album del batterista Fabio Carta e del suo progetto Genz Phabia, uscito oggi, 12 aprile in tutti gli store digitali (Spotify, iTunes, Amazon, GooglePlay, Youtube, Soundcloud, ecc.) per Agitòriu Records

La data prescelta non è casuale: si tratta infatti della Giornata mondiale dei viaggi dell’uomo nello spazio, e quale giorno migliore per un concept album che trae ispirazione proprio dalle esplorazioni fuori dall’atmosfera terrestre?

Il disco è stato composto, arrangiato e suonato interamente da Fabio Carta, che ha realizzato tutte le parti, dalla batteria alle tastiere, dal basso ai synth. Fanno eccezione gli assoli di chitarra, nei brani 4.2 light years, A.I.D.S. part II e Retreat, eseguiti dal chitarrista cagliaritano Ivano Carta e gli assoli di Sax nei brani Travellers e Few Hopes, eseguiti dal sassofonista cagliaritano Alessandro Angiolini.

L’album è stato registrato e mixato interamente al Genz Phabia Studio di Ovodda

L’universo Musicale di Proxima B è permeato di suggestioni fantascientifiche, un viaggio in musica ma anche nello spazio e nel tempo, una colonna sonora che accompagna immagini.

I brani di Proxima B sono caratterizzati da una costante presenza di sonorità elettroniche/ambient e di impianti metrico/ritmici abbastanza orecchiabili ma allo stesso tempo elaborati e talvolta irregolari.

E’ un album sostanzialmente strumentale, con brevi dialoghi ed effetti sonori di stampo cinematografico ottenuti in vari modi, sia tramite ripresa microfonica e successivo trattamento, sia tramite l’estrapolazione di frammenti audio da svariate fonti.

Il disco ha una matrice compositiva tendenzialmente Pop/Fusion, con saltuari richiami alla Dance, diverse però sono le influenze presenti: dal  Rock/Metal dei brani chitarristici, al Jazz dei brani che vedono come protagonista il sax. Difficile però attribuirgli una connotazione stilistica precisa, potrebbe forse definirsi come una sorta di progressive Pop.

La grafica dell’album è stata curata dallo stesso Fabio Carta e rappresenta in sintesi quello che è il concetto dell’album, ossia il desiderio innato dell’uomo di esplorare lo spazio infinito, sempre alla ricerca di nuove sfide e obiettivi da raggiungere, con la consapevolezza che le difficoltà e gli imprevisti sono l’essenza stessa di tali esperienze.

“Proxima B” verrà presentato a puntate sul canale Youtube di Agitòriu.

 

 

Track List

1. Another World

2. Proxima B

3. Centaurus

4. Travellers

5. 4,2 Light Years

6. Few Hopes

7. A.I.D.S. (anti invasion defence system) part I

8. A.I.D.S. (anti invasion defence system) part II

9. Retreat

10. Lost in Space

DESTINAZIONE: PROXIMA B

In un ipotetico futuro, in cui la razza umana si trova a dover affrontare un’epoca di decadenza sociale e di sconvolgimenti climatici senza precedenti, al limite della sopravvivenza stessa, la tecnologia e la conoscenza scientifica sono talmente sviluppate da consentire all’uomo di percorrere enormi distanze cosmiche in tempi relativamente brevi.

E’ in questo contesto che viene sviluppato il progetto “Proxima”: a bordo dell’astronave “Centaurus”, 5000 uomini e donne altamente selezionati (tra equipaggio, militari e civili) si apprestano ad affrontare per la prima volta in assoluto un viaggio verso l’Esopianeta più vicino alla terra, distante 4,2 anni luce, il quale si è definitivamente dimostrato essere abitabile, seppur in condizioni non ideali come la Terra. Il suo nome è proprio “Proxima B”, appartenente alla stella “Proxima Centauri” del sistema stellare di “Alpha Centauri”.

L’obiettivo è quello di esplorare il pianeta con una prima missione; se le condizioni di abitabilità e sopravvivenza verranno confermate (poichè tutto è stato ipotizzato in linea teorica), si procederà successivamente alla colonizzazione del pianeta con le altre missioni previste dal progetto.

L’astronave “Centaurus” affronta il viaggio di andata in relativa tranquillità, ma è in prossimità della destinazione che la situazione precipita: l’esopianeta è inaspettatamente abitato (qualunque tentativo di contatto, effettuato nel corso degli anni, con un eventuale civiltà di Proxima B non aveva dato esiti, perciò data l’enorme distanza, non era rimasto altro da fare che verificare con una missione la reale situazione del pianeta) e, cosa ancor più grave, gli abitanti non hanno alcuna intenzione amichevole. Il pianeta è circondato nella sua totalità da un’enorme zona presidiata dalle astronavi nemiche, definita dai militari della “Centaurus” come “No Fly Zone”.

La nave terrestre decide comunque di posizionarsi al confine della “No Fly Zone” e di tentare di mettersi ancora in contatto con le forze militari a presidio dell’esopianeta.

Dopo diversi tentativi dai quali non scaturisce alcuna risposta, la situazione diventa drammatica: un’intera flotta di astronavi nemiche improvvisamente attacca, con una sistematicità e un’organizzazione impressionanti, l’astronave “Centaurus” (il sistema di difesa nemico viene definito dai militari terrestri con la sigla “A.I.D.S.” anti invasion defence system).

I terrestri combattono e si difendono con ogni risorsa ed energia disponibile, ma l’efficienza e

l’efferatezza del nemico costringono la “Centaurus” ad una rapida e difficile ritirata: le perdite sono numerose e l’astronave è gravemente ed irrimediabilmente danneggiata.

Allontanatasi a sufficienza da Proxima B si ritrova in uno stato di stallo irreversibile: abbandonata al proprio destino dai nemici ed impossibilitata ad affrontare un viaggio di ritorno verso la Terra, la nave terrestre vaga nello spazio profondo senza più una meta, i superstiti attendono solamente una lenta e terribile fine in agonia.

BIOGRAFIA

Batterista di Ovodda (Nuoro), Fabio Carta ha iniziato i suoi studi in giovane età al Saint Louis College of Music di Roma e successivamente alla scuola civica di musica di Nuoro, per poi diplomarsi nel 2014 in Musicoterapia alla scuola G. Ferrari di Padova.

Dotato di uno stile energico, pulito e versatile, Fabio spazia prevalentemente dal jazz al rock-pop. Nel 2010 si diploma al conservatorio di Cagliari in batteria jazz e può vantare esperienze ai festival jazz di Villa Celimontana di Roma e all’ European Jazz Expo a Cagliari. Tra le principali esperienze musicali, in studio e live, da ricordare sicuramente quelle con: il trio italo-francese “Randevu”, l’ex componente degli “Area” Ares Tavolazzi, il pianista Australiano Peter Waters, i chitarristi americani Jennifer Batten e Joe Lo Piccolo, il trombettista tedesco Hans Peter Salentin e il cantante e compositore di sigle TV Douglas Meakin.

Da sempre si dedica unicamente alla musica, scegliendo di portare avanti anche la carriera didattica come insegnante in varie scuole di musica della Sardegna.