BALENA FESTIVAL: LA RAPPRESENTANTE DI LISTA PROTAGONISTA DELLA SECONDA SERATA INSIEME A EDDA

BALENA FESTIVAL, LA RAPPRESENTANTE DI LISTA PROTAGONISTA DELLA SECONDA SERATA INSIEME A EDDA
Sul palco anche il cantautore genovese Followtheriver
 
Continua, nella giornata della Liberazione, la quattro giorni dedicata alla musica Indie che ha inaugurato ieri sera la sua primissima edizione. Il Balena Festival, che ha preso il via insieme a Franco126, Sorrowland, Jesse The Faccio e Le Astronavi, si prepara al suo secondo appuntamento.
A partire dalle 21.30, infatti, sul palco di Piazza delle Feste, nel cuore del Porto Antico di Genova, sarà il turno del cantautore milanese Edda che presenterà al pubblico genovese il suo ultimo disco intitolato Fru Fru; a seguire il gruppo La Rappresentante di Lista, reduce dal lancio dell’ultimo album Go Go Diva uscito il 14 dicembre scorso. 
La serata vedrà anche l’esibizione dei talenti genovesi Followtheriver e Misentotale.
 
Apertura cancelli: 19.00
Inizio concerti: 21.30
 
La Rappresentante di Lista
La Rappresentante di Lista è una band che nasce nel 2011 dall’incontro tra la cantante Veronica Lucchesi e il chitarrista Dario Mangiaracina.
Si tratta innanzitutto un progetto di ricerca, nato con un punto di vista plurale femminile: una femmina che accoglie, che si prende cura, che ama.
Le canzoni de La Rappresentante di Lista sono un unicum nel quale convivono scrittura, teatro e forma canzone: i loro versi sono frammenti di romanzi, i loro concerti sono spettacoli teatrali, la metrica dei loro versi scalcia violentemente fra un accordo e un altro, la sostanza musicale dei loro brani è brutalmente istintiva, ma più che consapevolmente rigorosa, a tal punto sfiora il rituale. 
L’energia che muove la ricerca della band prescinde dalla necessità di cristallizzare un genere e nella descrizione che gli stessi autori fanno della loro musica, definendola queer, è già presente questa continua trasformazione.
 
Con la scrittura di questo terzo disco in studio, LRDL prosegue la ricerca avviata con (Per la) Via di Casa Bu Bu Sad: l’analisi delle contraddizioni, dei sogni, delle paure, delle fragilità, sfocia in un racconto che ha come punto focale la complessità delle relazioni umane. LRDL pur scrivendo canzoni, non ha un approccio cantautorale alla scrittura. I versi si susseguono stratificando immagini. L’amore è un pretesto per raccontare della vita, del mondo, della politica, della guerra, del male, in una sola parola: dell’uomo. 
 
 
La Rappresentante di Lista parla di Go Go Diva
La scrittura del nostro terzo disco nasce da un desiderio, da un impulso che ha coinvolto tutti gli organi di questo corpo. In ogni canzone, lungo il racconto di questa storia, abbiamo sentito la necessità di gridare i nostri momenti di crisi, di vivere la nostra solitudine, di manifestare il nostro amore. Scegliamo di nuovo una protagonista femminile come guida attraverso questa foresta di parole e di musica. L’abbiamo chiamata Go Go Diva. Una femmina che desidera, che ingurgita, che ascolta, che vive e non è mai sazia. Go Go Diva è un invito a perdersi, a battersi, a spogliarsi e a cantare con tutta la voce che si ha in corpo. Nell’inferno dei desideri, nel buio della paura, nell’oscurità di questa notte noi ci sentiamo maledettamente vivi.
 
 
Edda
Stefano Rampoldi, in arte Edda, nasce artisticamente alla fine degli anni ’80 come cantante dei Ritmo Tribale, storica band seminale nel mondo del rock italiano, con cui ha realizzato cinque dischi e centinaia di concerti. Poi sparisce.
2009: esce Semper Biot, prodotto da Taketo Gohara, pubblicato da Niegazowana. Un debutto scarno e lancinante, un diario intimo che sa di doloroso miracolo. Numerosi gli ospiti, tra cui Mauro Pagani al violino, e tanti gli ammiratori illustri di questo disco, da Vinicio Capossela a Manuel Agnelli.
Osannato dalla critica come uno dei dischi più puri degli ultimi anni. Anche Daria Bignardi l’ha voluto ospite nel suo programma L’Era Glaciale, dove il cantautore ha saputo raccontare il suo universo con spiazzante sincerità. Parte un tour lungo un anno, durante il quale Edda ha, tra le altre cose, condiviso più volte il palco con gli Afterhours, duettando con loro il suo brano “Milano”. Semper Biot viene candidato al Premio Tenco come “miglior esordio dell’anno”.
2010: esce l’ep live In Orbita, registrato a Radio Capodistria. Il mini-album fotografa la poesia di un suo concerto. Oltre ai brani tratti da Semper Biot, degna da citare la cover della bellissima canzone di Moltheni “Suprema”.
2012: esce Odio i vivi, un album più denso e ricco dal punto di vista degli arrangiamenti, costituito dalla sperimentazione orchestrale, sempre con la produzione di Taketo Gohara. Il disco ottiene ancora una volta grandi consensi dalla critica, per molte delle testate è disco del mese. Il mensile Blow Up gli dedica la copertina. Il PIMI gli conferisce il premio come miglior artista dell’anno 2012. Viene candidato nuovamente al Premio Tenco, questa volta nella sezione “Miglior disco dell’anno”.
2014: esce Stavolta come mi ammazzerai?, l’album rock della sua carriera solista. Prodotto da Fabio Capalbo, è il lavoro che consacra Edda come uno dei più significativi cantautori italiani. La critica è unanime nel dichiarare che è uno dei dischi italiani più belli del decennio. Altri dichiarano che era da “Hai paura del buio?” che non si sentiva un disco così. Ma è soprattutto il pubblico a fare la differenza questa volta, aumentando considerevolmente e dimostrando grande attaccamento durante le 70 date del tour.
Il 10 febbraio 2017 è uscito il disco di inediti, dal titolo “Graziosa Utopia”.
 
Edda parla di Fru Fru
A distanza di due anni dal precedente disco “Graziosa utopia”, esce il 22 febbraio  per Woodworm Label “Fru Fru”, il quinto album solista.
Edda torna con un disco inconsueto, inaspettato e maturo, diverso dai precedenti.  “Fru Fru” è il suo titolo ma è soprattutto l’aggettivo con cui l’artista lo descrive: 
 
I Fru Fru sono i wafer, l’unico biscotto che mi sento di raccomandare in quanto privo di uova. Ma è anche un termine che indica la leggerezza con la quale mi piacerebbe affrontare la vita. Sarà un caso ma la musica che ascoltavo da bambino veniva detta musica leggera ed evidentemente questa cosa mi è rimasta dentro. Già con Graziosa Utopia ci eravamo spostati dal rock e questo disco ne è la prosecuzione. Luca Bossi è il produttore artistico e arrangiatore di tutte le canzoni. Oltre a lui hanno suonato i musicisti che mi accompagnano in concerto: Nick Lamberti “one take” alla batteria e il principe Killa chitarra elettrica. Registrato dal nobile Davide Tessari e mixato dall’incandescente Angelo G.Mauro.
Unico protagonista del disco è se stesso, in un monologo in 9 tracce, un lungo flusso di coscienza che travolge, un fiume di parole in libertà che messe insieme costruiscono il mondo di dell’artista, un paese delle meraviglie per adulti cinici, un luogo in cui i pensieri si inseguono vertiginosamente per ritrovarsi in un discorso compiuto, vero e spontaneo. Edda conferma: 
Nel disco non ci sono personaggi, ci sono io, non parlo di temi specifici: passo di palo in frasca seguendo l’istinto. Di solito nasce prima la melodia poi arrivano le parole. La prima cosa che mi viene in testa, la butto giù e vado avanti così, in una specie di stream of consciousness de noi altri.
 
 
F O L L O W T H E R I V E R 
f o l l o w t h e r i v e r è un’idea di Filippo Ghiglione nata a Genova alla fine del 2014 con le prime canzoni scritte in inglese dopo la dolorosa fine di una storia d’amore.
All’inizio il progetto si chiama “River” (nome rubato dal titolo dell’EP di debutto in italiano, uscito nel 2012 per Sounday Music) e viene concepito come una sorta di “collettivo” di illustratori, videomaker e musicisti.
 Nel corso del 2015 il collettivo produce il primo lavoro, “Sounds”: otto video di varie cover unplugged girati in piano-sequenza in svariate location, dai sobborghi urbani di Genova fino a un cimitero monumentale.
 Nel 2016 Filippo produce e pubblica insieme a Gabriele Pallanca (Genova Records) il primo EP, “How to rebuild a pounding heart”, registrato tra Genova e Milano e pensato come un concept album sul “rehab” successivo alla fine di un amore, trainato dal cortometraggio “Spellbound”. Nel 2017 Filippo registra e produce il suo secondo EP “Into this morning mood”, questa volta in solitaria, in una piccola casa sulle montagne valdostane. 
Soltanto voce, chitarra e una scheda audio. Una sorta di riflessione mattutina, accompagnata da video girati esclusivamente nelle ore del mattino, così come sono state registrate le canzoni.
Tra il 2017 e il 2018 il progetto viene messo in stand by per una ricerca approfondita sul suono e un cambio radicale del sound. 
Il nome viene leggermente modificato in “f o l l o w t h e r i v e r”, alla ricerca di qualcosa incastrato da qualche parte tra l’alt folk dei Bon Iver e i beat minimali di James Blake.
 Il risultato è un nuovo EP di cinque canzoni, “blankets & bumblebees”, prodotto con Simone Meneghelli (Misentotale), registrato insieme a un piccolo team di persone in quella stessa piccola casa sulle montagne, mixato da Gabriele Pallanca negli studi di Genova Records e masterizzato da Gianluca Patrito al G-Effect Studio di Torino.
Nel corso degli anni Filippo colleziona anche numerosi eventi live, in particolare molti opening act per diversi artisti, tra cui Max Gazzè, Zibba, Perturbazione, Rodrigo D’Erasmo & Roberto Angelini, Comaneci, An Early Bird.
 
 
Balena Festival
La manifestazione, che affida la direzione artistica a Luca Pietronave, promotore dell’ormai ultradecennale Mojotic Festival di Sestri Levante, nasce grazie alla collaborazione di Porto Antico di Genova S.p.A. con diverse realtà musicali del territorio: Aluha, Circolo CANEPioggia Rossa Dischi e Greenfog Studio.
 
Balena Festival organizzato e diretto da menti giovani e dinamiche, vuole portare in città una nuova idea di cultura pop, offrendo al pubblico musica e intrattenimento di qualità, in un’ottica di condivisione e aggregazione.
Raccogliendo l’eredità lasciata dalla rassegna Supernova, che negli ultimi quattro anni ha permesso a numerosi artisti di esibirsi a Genova, lo staff pone un’attenzione particolare al programma delle serate: “Abbiamo cercato di captare quale fosse la musica che il pubblico genovese avrebbe voluto ascoltare dal vivo – spiega Luca Pietronave, direttore artistico del Balena Festival – e provato a strutturare una line up il più coerente possibile. Tra un artista, una band e le altre c’è un gioco di richiami, come in una playlist, che fa del nostro festival un unico grande concerto tutto da vivere“. 
 
Un risultato che non sarebbe stato possibile senza l’unione di tante energie e tante esperienze. “Il festival prende corpo grazie a un lavoro di squadra – continua Pietronave – e non è un caso che ciò accada in un periodo così complicato per la città. Vogliamo dimostrare che la cultura c’è ed è vibrante, che esiste un’energia positiva attorno alla musica“.
 
IL PROGRAMMA
25/04 La Rappresentante di Lista // Edda // Followtheriver // Misentotale
26/04 Giorgio Poi // Clavdio // L’ultimodeimieicani // Gringo Goes To Hollywood
27/04 Tre Allegri Ragazzi Morti // I Hate My Village // Banana Joe // Axis