ILARIA VIOLA – Esce oggi “SE NASCEVO FEMMINA” il nuovo disco di inediti. Release Party 1 luglio ROMA – ‘NA COSETTA ESTIVA

Esce oggi, venerdì 24 maggio, “SE NASCEVO FEMMINA”, il nuovo disco di inediti di ILARIA VIOLA pubblicato da Goodfellas / Lapidarie Incisioni.

L’album è stato anticipato dal singolo e video “Se nascevo femmina”

Annunciato anche l’appuntamento con il release party del disco. L’artista presenterà il nuovo album a Roma con un evento in programma lunedì 1 luglio a ‘Na Cosetta Estiva, nella nuova location di Via del Mandrione, 63.

La cantautrice romana intesse un nuovo lavoro, scritto in totale rottura con tutto ciò che la rappresentava nel precedente album intitolato “Giochi di parole”, uscito nel 2014. L’artista abbandona consapevolmente la ricerca forsennata del bello, sorpassa l’ideale del manierismo tecnico e lascia intatto il concetto come unica cosa che conta.

“Se nascevo femmina” è un disco che racconta dubbi e perplessità sulla condotta sociale universale e che ricerca e reclama un nuovo modo di rivendicare la femminilità.

Dalle nuove riflessioni emergono 8 tracce cariche di durezza e dolcezza al tempo stesso, in cui l’essenziale componente ironica racchiude un lavoro consapevole.

Il disco, interamente scritto da Ilaria Viola, è stato arrangiato dalla cantautrice insieme a Giacomo Ancillotto e vede la produzione artistica di Lucio Leoni.

TRACKILIST

01_Bamboombeto

02_Leila

03_Per mezz’ora

04_Se nascevo femmina

05_Martini

06_Per la gola

07_La via di mezzo

08_Mulini a vento

 

ILARIA VIOLA PARLA DEL DISCO “SE NASCEVO FEMMINA”

“Se nascevo femmina” è un disco che nasce dal desiderio di farmi esplodere. La costrizione manieristica del primo disco, che non rinnego assolutamente, ma che trovavo anacronistica rispetto alla mia crescita degli ultimi anni come essere umano, non rispecchiava più la rabbia che ho cominciato a provare per una società alla deriva. L’incontro con Giacomo Ancillotto col quale ho arrangiato tutto il disco è stato illuminante. Dopo un anno era pronto.

Quello che mi auguro è che riesca ad arrivare la denuncia e l’insofferenza che provo nei confronti di qualsiasi tipo di discriminazione, qualsiasi tipo di condizionamento socioculturale e qualsiasi lesione della libertà, non necessariamente dichiarata, ma a volte imposta attraverso condizionamenti mediatici. È un disco arrabbiato con la nostra società che non ci consente di vivere mai nulla che non abbia un’etichetta. Una cosa che io trovo claustrofobica.

Avere una propria spiritualità, mascolinità, femminilità, promiscuità, non significa necessariamente essere buddisti, induisti, maschi, femmine, immorali. Amare un uomo e disperarsi quando se ne va non vuol dire non sapere che si sopravvive e si supera. Essere una donna non vuol dire essere una femmina. E indossare le scarpe di Chanel non vuol dire essere una femmina, o essere una donna. Vuol dire semplicemente indosso scarpe di Chanel.   

 

GUIDA ALL’ASCOLTO DI “SE NASCEVO FEMMINA” BRANO PER BRANO

01_Bamboombeto

Il pezzo nasce da un meraviglioso viaggio in Giappone. Un mese in solitaria, dove ho avuto la possibilità di esplorare sia la parte moderna che quella più tradizionale della cultura nipponica. Tornata a Osaka dal pellegrinaggio del Kumano Kodo al sud del Kansaii, ho avuto la fortuna di essere ospitata da una famiglia giapponese in questa grande, moderna e tecnologica città. Sono entrata in contatto col loro essere ospitali fino quasi al ridicolo e, contestualmente, col loro razzismo; con la loro forsennata rincorsa alle nuove tecnologie e con le religioni più diffuse, scintoismo e buddismo, che invece di base reclamano un distacco dalle cose materiali. Questa dicotomia mi ha portato a riflettere sulla globalizzazione e su come le necessità imposte di beni materiali abbiano influito negativamente sulla nostra condizione sociale globale.

 

02_Leila

Un’immagine onirica di una donna onirica che ho cercato di rendere reale. Leila è un po’ sospesa nel tempo ma è alta, magra, mora, vegetariana e viveva in un attico al centro di Roma.

 

03_Per mezz’ora

A 35 anni ho capito di me che io sono questa. Insicura, decisa, femminile, con una morale propria che è mia. E non è più o meno giusta di altre morali. Solo che io ho bisogno di innamorarmi. Per scrivere, per lavorare, per passere il tempo con un’amica. Devo essere innamorata di quello che faccio. Altrimenti mi spengo.

 

04_Se nascevo femmina

Avevo deciso il titolo del disco prima di scrivere questo pezzo. Poi è nato il pezzo. Il rischio di essere fraintesa è tanto. Quello che io voglio comunicare è che, molto spesso quello che ci spacciano per femminismo oggi, in realtà non è altro che un’involuzione di tutto ciò per cui le nostre madri si sono battute. Il femminismo oggi dovrebbe essere portato alla versione 2.0. Non sono meno femminista se decido di fare la mamma o la casalinga a tempo pieno, ma solo se questa è una scelta consapevole e reale. Così come non sono meno femminista se indosso scarpe di Chanel o un rossetto rosso fuoco per andare in ufficio, ma solo se non penso che sarà quello a farmi fare carriera.

Ogni volta che alcune delle mie conoscenze mi guardano dall’alto in basso con quell’aria “non sarai mai completa come donna finché non sarai mamma” mi viene l’orticaria. Penso alle donne che non possono averne, alle donne che come me non vogliono averne, ma che quotidianamente lottano per l’equipollenza dei sessi. Il clima politico ultimamente mi spaventa molto riguardo la situazione femminile in Italia.

 

05_Martini

Il sesso occasionale è sempre stato un tabù per le donne. Ci sono donne che lo fanno anche solo per rivendicare un diritto conquistato, in termini storici, praticamente l’altro ieri. E non è nemmeno sempre vero. Altre che invece sono ancora legate alla verginità fino al matrimonio o all’amore che fa battere il cuore. A me non succede né l’uno né l’altro. Quindi quando è capitato, spesso avevo fantasie di vita vera, di curiosità che restavano lì appese e che guardavo nella mia mente sorridendo. E così è nato un pezzo. (Il dirty Martini è il mio drink preferito).

 

06_Per la gola

Un brano scritto da Leila Bohlouri che mi ha donato qualche anno fa. Alla chitarra Daniele Borsato. È un pezzo nudo e crudo, così come la storia che narra. Le storie di cannibalismo mi hanno sempre molto affascinato. E il contrasto tra l’affamarsi di lei e il di lui alla fine cibarsene mi ha entusiasmato fin dalla prima volta che l’ho ascoltato.

 

07_La via di mezzo

Si riprende il tema di “Se nascevo femmina” più nel particolare. Non si deve necessariamente scegliere uno stereotipo di donna, ma anche di uomo, e seguirlo fino all’insanità mentale. Eppure, se il tuo scopo ultimo nella vita è di fare e stare bene, spesso vieni considerata una folle, un’eterna bambina (nonostante io lavori da quando avevo 17 anni e sia totalmente indipendente dall’età di 22), una che non è né carne ne pesce. Nella nostra società di precariato non abbiamo idea di dove saremo tra un anno. Come possiamo immaginare e decidere oggi dove saremo tra 20?

 

08_Mulini a vento

Non credo che abbia bisogno di chiarificazioni. La fine di una storia, la colpa di entrambi come sempre è anche quando non sembra e la scoperta di come in realtà si riesca poi ad avere la consapevolezza che, nonostante tutto, si sopravvive.

 

ILARIA VIOLA – BIOGRAFIA

 

Roma è un paese cui hanno detto di diventare metropoli. Roma è un’intricata serie di pezzi diversi tra loro che messi insieme si trasformano in un unico perfettamente organico.

 

Ilaria Viola nasce a Roma il 6 giugno 1982 a Roma, e di Roma è una figlia naturale. 
Sin da bambina è innamorata della musica, e a sedici anni inizia a studiarla; da lì in poi non si ferma più: studia canto, segue i laboratori di Francesco Lo Cascio, Pierluca Buonfrate, Giovanni Palombo, Giorgio Mazza, Paolo Senni, perfeziona la tecnica vocale con Raffaella Misiti, con Elisabetta Antonini inizia un percorso di improvvisazione Jazz e vocal stat, segue seminari di Carl Anderson, Andrea Rodini, Elisabeth Howard, Claudio Fabbro, Livia Corelli, Fabio Carretti, studia arrangiamento Andrea Avena.

 

Nel 2006 entra alla facoltà Jazz del Conservatorio di Frosinone “Licinio Refice”, dove prosegue lo studio con Diana Torto, Roberto Spadoni, Stefano Caturelli, Eugenio Colombo, Luigi Onori, Paolo Tombolesi e Greg Burk, seguendo nello specifico il corso di arrangiamento e composizione Jazz.

 

Contemporaneamente allo studio “matto e disperatissimo”, Ilaria inizia il percorso che la porterà a “Giochi di Parole” (2014), il suo primo album come cantautrice; canta in diverse formazioni romane e frequenta i locali e le piazze di tutta Italia: suona con i Ghost, con i Lilien, Tutania, con gli SkunkHeads, Le Tarantole e come corista lavora con Rita Pavone, Adriana Volpe e Laura Tresa. E’ Lady Machbeth nel musical di Giorgio Mazza, ed infine, la musica inizia ad insegnarla; presso l’International Music Institute, L’ottava tuttaltramusica, la LIM, BRUSS RECORDs, SOUDVILLE JOHN COLTRANE MUSIC SCHOOL.
Poi nel 2006 incontra Daniele Borsato, e con lui dà vita al suo primo progetto di musica popolare cantautoriale originale “Variazionesultema”, e nel 2012 fonda L’Orchestra del condominio” collettivo di cantautori romani.

Nel 2014, a 31 anni, trasforma questi pezzi in un unico, perfettamente organico: “Giochi di parole”, il suo primo lavoro come cantautrice; Ilaria si è occupata dei testi, degli arrangiamenti e della produzione artistica; 8 tracce che raccontano il suo percorso all’interno della musica, che tessono la trama dei suoi incontri, i suoi amori e i suoi dolori all’interno del complicato mondo musicale, romano e non.

 

Con questo album partecipa al festival internazionale “Collisioni”, entra come finalista al Premio Lunezia e fa parte della rosa dei 30 candidati al Premio Tenco nella Categoria “Migliore Opera prima”. Gira l’Italia per l’omonimo tour.

Successivamente scompare dalla scena cantautorale, entra in uno stato artistico e personale un po’ tormentato che la porta a lasciare anche l’insegnamento.

 

Dopo 4 anni, incontra Giacomo Ancillotto col quale arrangia un disco scritto in totale rottura con tutto ciò che la rappresentava in “Giochi di parole”. Con l’aiuto di Lucio Leoni e di Lapidarie Incisioni concretizza il lavoro svolto per dare alla luce “Se nascevo femmina”, il nuovo album di inediti in uscita il 24 maggio 2019 per Goodfellas / Lapidarie Incisioni.