I Ministry della musica! Il live-report di Ministry al Huxleys Neue Welt di Berlino

Parole, foto e video (rigorosamente low quality,  miracolosamente realizzati grazie ad uno smartphone)  a cura di Maurizio Lucchini.

Capita che ti trovi a Berlino a fine giugno, capita che il meteo sia tropicale, capita che ci sia una sequenza di buoni concerti: Chinese Man, The B-52s, i Ministry e qualcosa che la mia mente ha cancellato.

Capita che ti trovi a scegliere e alla fine scegli i Ministry,  le leggende dell’industrial-metal.

Capita che suonino pure sotto casa, il 30 giugno 2019.
Capita anche che la tour manager ci conceda il pass nel giro di qualche ora, ad un solo giorno dal concerto.

Capitano tante cose,
capita anche di assistere ad un concerto travolgente e a riflettere su un un po’ di cose.

Capita però che non hai con te la fotocamera e ti ritroverai a fare delle foto con uno smartphone 🙁

Intanto è un concerto di domenica, di pomeriggio (vabbé tardo pomeriggio). Noi siamo abituati male in Italia con i concerti che prima di mezzanotte-le due non iniziano. Qui invece questi orari sono la normalità.

Arriviamo all’ Huxleys Neue Welt mezz’ora prima dell’apertura cancelli, l’evento recitava “apetura cancelli alle 19”.
Si sa poi come vanno le cose, scrivono alle 19 e fino alle 20-20,30 non aprono ma.
Qui, no, siamo in germania e puntualissimi alle 19.00 aprono le porte.
Non c’è molta gente in fila, anzi ce n’è davvero poca, 15-20 persone al massimo davanti a noi.
Arriviamo alla cassa, e sì risultiamo in lista, l’entrata per noi consiste non in un bellissimo biglietto concerto, da conservare per i posteri, ma in un misero timbro di un coniglio applicato sul dorso della mano 🙁

La sala concerti è al piano superiore, 2 bar ai lati opposti della stanza spillano birra no-stop, mentre  una porta sul lato  permette l’accesso ad un grosso terrazzo esterno: spazio fumatori, ma pure spazio raffreddamento.
La sala concerti è caldissima, il pavimento appiccica.
C’è poca gente eppure il concerto era prossimo al sold-out, chissà.
Faccio un giro a vedere il merchandising, ancora stanno allestendo… uff… devo aspettare.


Mi metto ad osservare la gente.Ci sono due tipologie di persone nel pubblico: ragazzi e ragazze molto, molto giovani e  gente di terza età (si dice “di terza età”? Ma sì diciamolo).
Questi ultimi seduti sulle gradinate con indosso abiti da persone anziane (non so cosa sono o se esistono gli abiti da persone anziane, ma quelli vi assicurano lo erano) che stavano mezzi morti a sventolare ventagli.
Dopo 10 minuti dall’apertura porte, mentre  ci sono 30 persone circa all’intero, arrivano gli infermieri, qualcuno sulle gradinate non si sente bene, te pareva! 
Dalla parte opposta invece i giovani cercano, erroneamente, di combattere il caldo con fredde birre.
La temperatura è tropicale, caldo umida, fastidiosa.


Sono da poco passate le 8, arriva il primo gruppo, sono i 3Teeth una industrial metal band di Los Angeles, formata da Alexis Mincolla (voce), Chase Brawner (chitarra), Xavier Swafford (tastiere e synt), Andrew Means (modular synth e basso) e Justin Hanson (batteria). Arrivano freschi del loro terzo album “Metawar”, uscito da meno di un mese per la Century Media Records.
 Il tempo di arrivare sotto il palco che la sala misteriosamente diventa piena.

Ma è ora di vederli e ascoltari. Eccoli in alcuni momenti del live:

 

Un’ora di concerto, molto tirato, i fan entusiasti. Ma adesso devono cedere il posto ai Ministry.

Prima però la loro setlist


Mezz’ora più o meno per il cambio palco e l’allestimento

Salgono ora sul palco i Ministry, una band attiva dai primi anni ’80, guidata dal carismatico Al Jourgensen.
Un concerto interminabile, circa due ore di show, con la sala che pogava senza soluzione di continuità, mentre il pavimento vibrava così forte che in più di una occasione ho pensato potesse crollare.
Tra slideshow e video sullo sfondo e bandiere antifa e anarchiche che sventolavano sul palco, sotto la gente riusciva a pogare mentre sventolava il ventaglio. Che stranezza!
Ma quelle persone anziane che si trovavano sugli spalti? Che fine hanno fatto? Morti? No, eccoli scatenati, di colpo ringiovaniti,  pure loro nella mischia del pogo.
E’ però il momento di smettere di parlare e vedere alcuni momenti dello spettacolo

 

Questa la setlist

Parte 1

  • I Know Words
  • Twilight Zone
  • Victims of a Clown
  • TV5/4Chan
  • We’re Tired of It
  • Wargasm
  • Antifa
  • Game Over
  • AmeriKKKa

Parte 2

  • The Missing
  • Deity
  • Stigmata
  • Jesus Built My Hotrod
  • Just One Fix
  • N.W.O.
  • Thieves
  • No Devotion
    (Revolting Cocks cover)

Bis:

  • Everyday Is) Halloween
    (acoustic)

Sono circa le 11,30, il concerto finisce, la gente ordinatamente scorre verso l’uscita.
Eravamo disidratati e la birra non era certo uno buona soluzione. 
Allo stesso tempo i negozi e i bar sono già chiusi, tutti chiusi a quest’ora, d’altra parte una bottiglia d’acqua nei locali costa qualcosa come 5 euro, per cui raggiungiamo in fretta casa, che fortunatamente dista pochi minuti a piedi, per reidratarci e riflettere su uno stupendo concerto, che da tanto non vedevamo.