[RECENSIONE] “ESSENSUALITY” (VANESSA JAY MULDER): Vibrazioni in salsa black

Recensione a cura di Mattia Passariello

Essensuality, in uscita oggi per M.B.C. Musica/Pirames International, è il nuovo EP di Vanessa Jay Mulder, nuovo astro nascente della black music made in Olanda. Originaria del Suriname, la musicista, che ha un rapporto privilegiato con l’Italia, vanta già collaborazioni di tutto rispetto come quelle con Zucchero e Raf, senza dimenticare quella con Henry Padovani dei Police, nella sua ancora giovane carriera.

Essensuality è un album che tiene fede al titolo, che fonde i due concetti cardine dell’artista: essenza e sensualità. Il sound dei 7 brani che lo compongono è del resto intimo, sbarazzino, seducente. È un lavoro che invita l’ascoltatore ad accettarsi anche nelle pieghe imperfette, perché ogni individuo è (fortunatamente?) unico e irripetibile. Fondamentale il lavoro dei coautori Tommaso Colliva e Raffaele Scogna.

La vocalità black e soul non è l’unico aspetto musicalmente apprezzabile dell’album, che per certi versi si avvia verso lidi jazz. La spiritualità dell’artista emerge con eleganza e passionalità mescolate sapientemente: ciò si nota in tracce come Stranger, in cui la paura della diversità viene esorcizzata in un canto leggero contro la discriminazione. Vany e Shade affrontano il tema della vera identità dell’individuo spesso nascosta dietro vetrate virtuali, come possono essere i social. Sick Love ed Angel toccano i punti più fragili dell’artista, quelli emozionali e sentimentali, così come la più rilassata Delicious, una vera e propria esaltazione dell’amore.

Essensuality è un album che va “degustato” lentamente, come un piatto da gourmet. Riesce appieno nella missione di stimolare le sensazioni che ci rendono vitali, sia quelle “superficiali” che quelle più profonde.

 

Tracklist:

  1. Essensuality
  2. Stranger
  3. Vany
  4. Sick Love
  5. Shade
  6. Angel
  7. Delicious