[RECENSIONE] “Ascendente”: l’ascesa dei La Metralli

Recensione a cura di Rita Salomone


“Ascendente” come un’ascesa, quasi esoterica, difficilmente decifrabile, a una pienezza musicale in cammino.

“Ascendente” è il nuovo album de i La Metralli, gruppo modenese indipendente che mastica bene il genere dell’elettronica con tinte folk ed echi di pop sperimentale.

In questo nuovo progetto il gruppo però si avvicina a dei richiami elettronici realizzato con soli strumenti acustici e semi acustici.

I La Metralli decidono dunque di non limitarsi a un genere ma di impegnarsi in una musica evocativa, piena di suggerimenti ed immagini variegate e sognanti, attenti però a restare coi piedi per terra.

E dalla terra, infatti, si apre l’album, con il singolo “Il sindaco” che esplora con una melodia malinconica e trasportante, la vicenda del sindaco Mimmo Lucano di Riace, tanto impegnato nel suo paese.

 

La voce nel brano, come pure in quello successivo, con delicatezza richiama a una storia amara, senza troppi eccessi musicali.

 

Pure in “Elegiaca” la voce si mescola con l’atmosfera ricreata dagli strumenti con semplicità ma sprigionando una grande potenza effettiva.

 

In “Portami qui” la voce è addirittura alla stregua di uno strumento vero e proprio, si accorda armoniosamente ricreando un’atmosfera quasi idilliaca.

 

I dieci brani che compongono l’album de i La Metralli partecipano pienamente al motivo dell’ascesa verso qualcosa di speciale, fortemente simbolico, in cui poter trovare la propria dimensione e distendersi per un ascolto che diventa trasporto.