[PHOTO GALLERY] LET’S Festival 2019 @ Castelfranco di Sotto

A cura di Betty Bryce

Il 7 e l’ 8  settembre negli spazi dell’ Orto di San Matteo si è svolta la seconda edizione del Let’s Festival, a cura dell’ associazione giovanile Ass. Ediati con il patrocinio del Comune di Castelfranco di Sotto (PI).

Due giorni  di cibo, arte e musica che confermano le capacità dei giovani organizzatori, gli stessi che  nell’ ultimo anno, hanno collezionato un successo dopo l’altro con una serie di eventi in grado di scuotere questa porzione di provincia solitamente assopita: dal live de Le Mandorle al “Generazioni Festival”, organizzato con Musicastrada e l’Associazione Culturale Cani Bastardi, fino ad arrivare al “Let’s Monday”, un ciclo estivo di serate atte a creare aggregazione e anticipare il festival stesso.

Quest’ultima edizione, ha visto sul palco alternarsi alcuni dei nomi più promettenti del panorama musicale toscano e italiano: ad aprire le danze  i pisani Blue Jasmine, attivi da pochi mesi ma già capaci di destreggiare il palco con  i loro brani cantautorali,  influenzati da melodie pop/rock.

 

A seguire le All Broken 29, talentuosa band tutta al femminile che ha già fatto parlare di sé arrivando, lo scorso anno, in finale alle selezioni di “Sanremo Rock”, e che nonostante la giovanissima età vanta di un disco di inediti (FIX,  uscito nel 2017 per  Beng! Dischi), più un altro che vedrà la luce nei mesi a venire.

 

Subito dopo è stato il turno di Rugo, all’ anagrafe Francesco Ferrari, cantautore indie-pop,  un EP di brani allegramente tristi alle spalle e la capacità di catalizzare  su di se, accompagnato dalla sua chitarra,  l’ attezione di tutti i presenti.

 

Come nella precedente edizione non è mancato il rap, ed è stato Rambla, accompagnato da DJ Nardo, a tenere alto l’ onore del genere negli etruschi lidi,  proponendo i brani del suo ultimo EP  “La mia Stanza” ( registrato negli studi della SAE di Londra).

Un artista  completo, tanto giovane quanto interessante, con alle spalle anni di studio tra Italia ed Inghilterra e un percorso parallelo come producer.

Una piccola perla nostrana che vale davvero la pena tenere d’ occhio insomma,  quale che sia il proprio genere musicale d’ appartenenza.

 

Regina indiscussa della serata Merifiore, pugliese di origine e milanese d’ adozione.

Un’ ascesa rapida, che a pochi mesi dal suo esordio nel mondo della musica, l’ha portata  dal  concerto del Primo Maggio di Taranto nel 2014 di fronte a un pubblico di  oltre100.000 persone,  alla vittoria nazionale dell’Arezzo Wave Love Festival,  fino alla partecipazione nello stesso anno al CMJ Music Marathon di New York.  Nel 2015  partecipa allo Sziget Festival di Budapest, al Reeperbahn Festival di Amburgo, al Milano Film Festival, consolidando la sua esperienza dal vivo anche grazie a numerose aperture: The giornalisti, Giuliano Palma, Calibro 35, Dente, Willie Peyote, Cat Power.

 Una vera e propria carica esplosiva di talento e femminilità che ha travolto il pubblico con la grinta ammiccante delle sue sonorità elettroniche, accompagnate  dal flauto della polistrumentista Anna Bazueva.

 

A dare la delirante buonanotte Simone Maurri DJ.

 

 

Domenica partenza con il botto, i primi a salire sul palco del Let’s Festival sono stati i Cubi Rossi, con il loro rock/pop.

Anche loro giovanissimi ma con alle spalle un percorso da far invidia a molti artisti musicalmente più longevi: nel 2017  si sono fatti notare arrivando in finale ad Area Sanremo Tour e all’ European Social Sound di Perugia, nel 2018 la band rilascia il suo primo singolo “Nel Disordine” (prodotto con la casa discografica “Advice music”), un palco dopo l’ altro, italiano e non, sono arrivati fino ad  un oggi che li vede in studio di registrazione alle prese con la produzione di un disco.

 

A seguire i Tundra,  band attiva da poco più di un anno, ma che già incuriosisce grazie alle loro sonorità graffianti che spaziano dal rock al grunge. Uscirà  a breve il loro primo EP  (registrato presso Red Room Recording Studio Artwork a cura di Federico del Vecchio)

 

A scaldare una serata improvvisamente ventosa sono arrivati sul palco gli Afroquiesa Orchestra  un  Funk – Jazz – World-Fusion, che in un tripudio di fiati,  corde e  percussioni hanno fatto muovere anche il più immobile degli avventori.

 

Subito dopo  è stato il turno dei Fish Bones, gruppo ska-punk che nemmeno la pioggia è riuscita a fermare. Un EP alle spalle,  “Alcolismo e Indolenza”, composto da 7 tracce originali, che vedono vari generi musicali mescolarsi per dare vita ad un concentrato di energia pura che riesce forse ad essere ancora più travolgente nella sua versione dal vivo.

 

Protagonista della domenica sera, o fose in generale di tutta la manifestazione, Aldo Iacobelli, in arte Dola.

Prima di approdare nella provincia pisana per la  sua unica data toscana, una lunga serie di live su e giù per lo stivale  lo hanno portato ad esibirsi fino al blasonato MiAmi,

Dopo aver pubblicato i singoli SNLRNZ01SNLRNZ02, composti da tre tracce l’uno, escono i singoli “SHAMPOO”, “LIL PUMP” e “SUPERMERCATO” che anticipano l’album MENTALITÀ, uscito lo scorso 5 aprile. 

Dola è un artista in grado di mescolare con una certa maestria i più svariati generi musicali, una sorta di italico cantautorato rock classico ma riproposto in chiave urban, quale che sia poi la corretta definizione del genere sfugge totalmente alla sottoscritta, certo è che definirlo un’ interessante scoperta di quella che è la scena contemporanea, è forse riduttivo.

 

Finito il live di Dola , con i baci, gli abbracci, i brindisi e i bis di rito, è con Gruvy Dj in consolle che si è conclusa questa seconda scoppiettante edizione del Let’s Festival.

 

A noi piccoli provinciali che ogni tanto abbiamo la possibilità di godere di questo tipo di manifestazioni senza necessariamente dover macinare chilometri, non resta che aspettare, pazienti e fiduciosi, quella che sarà la prossima edizione.

A tutti coloro che invece a questo giro hanno preferito “boicottare” l’ evento con la loro irrilevante assenza nella vita, e ridondanza sui social network,  dedico una citazione di Manuel Agnelli: “Siete proprio dei pulcini”, anche se di fatto lo sappiamo tutti che scrivo “pulcini” e penso “coglioni”.