[Recensione] Gli Editors tirano le somme con Black Gold

editors - black gold
editors - black gold

a cura di Antonio Serra

 

Quando debuttarono 14 anni fa col disco The Back Room, gli Editors vennero immediatamente iscritti nella cerchia di band che rivisitarono il filone più vicino ai Joy Division della New Wave a cavallo tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80. Le chitarre affilate, la voce baritonale, le atmosfere giuste. Se già all’epoca questa etichetta gli stava stretta, è nel corso dei successivi tre lustri che si sono impegnati a trascendere ogni classificazione. Spaziando con suoni, attitudini, arrangiamenti, scrittura, attraverso molteplici declinazioni di quello che, solo per semplicità e spirito di semplificazione, viene banalmente definito indie rock.

 

 

Incredibilmente prolifici, soprattuto nell’ultima decade, la rimaneggiata formazione inglese ha sfornato quattro dischi negli ultimi sei anni, macinato una miriade di concerti e presieduto decine di festival da headliner. A qualche mese di distanza da The Blanck Mass Sessions uscito per il record store day in collaborazione col producer Blanck Mass, gli Editors decidono che è arrivato finalmente il momento di tirare una riga sulla loro voluminosa produzione e raccoglierne il meglio in un disco in uscita il 25 Ottobre.

Black Gold, questo il titolo, contiene tre inediti prodotti da Garrett “Jacknife” Lee (U2, Snow Patrol, REM, The Killers), già dietro la regia del loro secondo fortunatissimo album An End Has A Start, più il meglio del meglio delle loto hit che hanno raggiunto quasi tutte la top 10 nel corso dei loro 14 anni di carriera. Nella versione deluxe è presente un secondo disco con otto brani del loro repertorio, stavolta in versione acustica.

 

 

Nell’attesa che il loro album definitivo venga dato alle stampe, questo best of è il miglior modo per farsi una idea di quanto la band si sia evoluta negli anni, oltre ovviamente ad ascoltarli dal vivo a Febbraio in Italia per tre date tra Milano e Roma. Ascoltando questo disco dall’inizio alla fine si stenta quasi a trovare il filo logico che lega le diverse canzoni, assistendo a balzi sonori e di “gusto musicale” inattesi e stranianti. Programmaticamente camaleontici e guidati da un Tom Smith sempre più leader maximo, agli Editors non si può certo non riconoscere il coraggio di osare.

Tracklist

Frankenstein
Papillon
Munich
Sugar
Hallelujah (So Low)
An End Has A Start
Upside Down
Bullets
Ocean Of Night
No Harm
Smokers Outside The Hospital Doors
A Ton Of Love
Magazine
The Racing Rats
Black Gold
No Sound But The Wind