[Recensione] Cloudchaser and Old Songs: semplicità e noisepop

Recensione a cura di Paolo Spinelli

‘’Cloudchaser and Old Songs’’ è il titolo dell’EP della band bolognese Human Colonies.

All’apertura del brano ‘’Cloudchaser’’ si capisce subito la loro tendenza, da sempre mantenuta, al
sound noisepop, carico di distorsioni e ritmo incalzante che riesce a non stancare.

Un EP che ti fa venire voglia di intraprendere un trip in auto o correre per lunghe strade, uno stile musicale che ricorda più che bene le band alternative statunitensi di inizio anno 2000, le stesse che ritrovavamo come protagoniste delle soundtracks dei nostri film/serie preferiti.

Immaginando un albero genealogico sul quale sono disposti gruppi quali Arcade Fire, The National, Band of Horses o Young the Giant, non è difficile reindirizzare gli Human Colonies sullo stesso loro dominio musicale.

Foto di Vanessa Tomasin

Tralasciando per un attimo l’orecchiabilità e la facile ascoltabilità del cd, questa forte tendenza alternative e influenza di fine ’90 inizio 2000, sembra però non suggerire niente di nuovo all’orecchio dell’ascoltatore, in quanto la fascia melodica in questione presentata nell’EP sembra quasi mancare di punto finale che fa parte di un climax ascendente che sembra non arrivare poi a un traguardo deciso.

Foto di Vanessa Tomasin

In conclusione, l’EP è alla portata di tutti, senza alcun tipo di pretesa stilistica o conoscenza
tecnico-musicale, e può rappresentare uno start deciso per gli Human Colonies nel mondo della
musica-italiana e non.

Tornate il 28  mattina e troverete lo streaming dell’EP da ascoltare, intanto potete ascoltare altri loro lavori: