[Photogallery] “Sentii che era venuto il momento mio di muovermi. e per questo saltavo pestavo correvo saltavo tremante. sul bianco puro lenzuolo del grigio silenzio artico” – Massimo Volume al Mood Social Club

Testi, foto, idee e frammenti di ricordi, a cura di Maurizio Lucchini

Nota scritta alla fine dell’articolo!
Quando ho iniziato a scrivere questo testo, mi sono detto: “fai solo la gallery, fai solo la gallery, pubblica solo le foto, non fare altro”… seguito dopo poco dal pensiero modificato in: “fai solo la gallery, fai solo la gallery… e magari scrivi due righe di presentazione del gruppo ma giusto 2 e non di più”… successivamente è diventato “fai la gallery, fai la gallery, magari fai anche sentire i pezzi che hanno suonato e scrivi giusto due righe, non di più, sul concerto, ma niente di più”.
Un po’ come Alice, mi do degli ottimi consigli, però poi li seguo raramente, ed ecco che una semplice, nuda gallery diventa una cosa lunghissima.

E’ il 19 dicembre 2019, sono le 8,30 (le 20,30) e davanti al Mood Social Club, anche se manca un’ora all’apertura dei cancelli, la gente inizia ad arrivare e ad accalcarsi davanti all’entrata ancora chiusa.
E’ molto presto, troppo presto! Mi dicono che è tradizione cosentina iniziare i concerti decisamente dopo l’orario previsto, spesso molto dopo la mezzanotte. E sì, nelle poche esperienze in zona, ho potuto verificarlo. Scoprirò più tardi che, questa volta, la regola è stata violata.

Facciamola breve, 10 ore di lavoro, due ore di viaggio ed eccomi a Cosenza, per il concerto dei Massimo Volume.

Il concerto in realtà è un pretesto, sicuramente per vedere come è il Mood, dato che con Sara e i ragazzi di Be Alternative e Mk-Live abbiamo una bella collaborazione, ma soprattuto per vedere Mimì.
Non sono un suo groupie, anche se, quando gli ho scritto alcuni giorni fa, non riconoscendomi, sono certo mi abbia scambiato per un fan importunatore.
Non sono un groupie e neppure un fan sfegatato della sua band, i miei amici, però, lo sono.

Incontrare Mimì, per me è tutta un’altra cosa, e succede davvero di rado che lo possa incontrare. Diciamo tre volte negli ultimi 6 anni.
Incontrarlo ad un concerto non è, solo,  l’ascoltare le sue canzoni, vedere le performance live, è vedere come l’evoluzione di una persona, i risultati dei suoi sforzi e delle sue energie.

Ho tanti ricordi di quando ad inizi anni ’90 condividevamo la quotidianità, i problemi, le cose belle e le cose brutte e ognuno di noi aveva delle aspirazioni e delle ambizioni, ma non li racconterò. E’ bello sapere che un amico riesce a realizzarli. E’ altrettanto bello sapere che, nonostante il mondo intorno a noi cambi, anche molto, troppo in fretta, i legami, spesso, rimangono.

Dovevamo vederci prima del concerto, per parlare delle nostre vite, di come da allora si sono evolute, e di tanto altro. Non ci siamo riusciti. Pre e post concerto sapevo sarebbe stato impossibile farlo, troppa gente, troppo caos, poca tranquillità. Sono certo che troveremo un’altro modo per ragguargliarci sui tanti anni trascorsi.

Fine della divagazione. Passiamo alla serata.

Bel posto il Mood, ben organizzati, gentili, disponibili, manco stessi recensendoli su Trip Advisor, ma è vero.

Puntuali alle 21,30 aprono l’entrata ai due spazi sottostanti. L’opening avverrà in uno spazio e il concerto dei Massimo Volume in un altro.

Ad aprire la serata il Live Musical Poetry  di Quello  Sporco Duo, che riempiono di pubblico l’intera sala.
Eccoli in alcuni momenti del loro live:

 

Terminato il concerto del gruppo di apertura, cambiamo sala, e passiamo ad una più grande e più buia.
Emidio, Vittoria, Egle, Sara non ci mettono molto a salire sul palco e ad iniziare il lungo show.

Sul palco c’è, incollato, il foglio della setlist – sono previsti ben 22 brani in scaletta!

Cercherò di rendervi partecipi della serata, come foste stati insieme a noi e alle tante persone che ieri si sono riversate al Mood, attraverso alcuni scatti e facendovi ascoltare uno a uno tutti i brani dell’esibizione.

Solo una cosa non vi farò provare, l’unico aspetto brutto del concerto, aspetto che non dipende ovviamente dal gruppo, né dall’impeccabile e seria organizzazione del Mood. Dipende dalle persone, da quelle persone che vanno ai concerti, presumo, solo per farsi vedere, perché fa figo, ma non sono minimamente interessati all’evento. E cosa fanno? Stanno a farsi gli affari loro, parlando a voce discretamene alta, per tutto il tempo.
Generando un rumore di fondo, costante per tutto il concerto,  sia quello dei Massimo Volume che di Quello Sporco Duo. Rumore che è riuscito ad infastidire molte delle persone interessate allo show e, se non ho interpretato male alcune espressioni, anche la band stessa.

Tolto questo fastidio, il resto è stato perfetto!

Ed ecco che sul palco Mimì e compari iniziano il loro show con: “Ronald, Tomas e io”

Passiamo al secondo brano in scaletta: Fauso

 

 

Terzo pezzo: Le nostre ore contate

Quarto pezzo: Una voce a Orlando

 

Brano 5: Amica prudenza

 

Sesto pezzo in scaletta: “Nostra signora del caso”

 

7. Fred

Ottova brano: La ditta di acqua minerale

brano numero 9: L’ultima notte del mondo

Dieci: Il nuotatore

11. Mia madre e la morte del gen. José Sanjurjo

12. arriva, a furor di popolo: “Stanze”

13. Un sapore, tutto qui

14 Il nome di Dio

15. Alessandro

 

16. Vedute dallo spazio

17 Ororo


I Massimo Volume si prendono una breve pausa, e poi riprendono con ultimi pezzi del bis:

 

 

 

Terminato il concerto, la gente torna a casa, in una piovosa serata cosentina, non particolarmente fredda.
Io resto dentro, mentre i fan più affezionati cercano i dischi sul banchetto e aspettano l’arrivo della loro band preferita per firme, abbracci, selfie, chiacchere.
So che sarà impossibile fare un discorso più lungo di qualche secondo con Mimì, visto la folla di persone che non vedono l’ora di avere un qualche tipo di contatto con Emidio & co. Ma lo aspetto ugualmente per un velocissimo saluto. Giusto due parole mentre la gente lo reclama, con la stessa enfasi di quando parcheggi un secondo in doppia fila e le auto ti suonano con veemenza.
Credo che la nostra chiaccherata sarà spostata un poco più avanti nel tempo, non troppo però, a breve sicuramente riusciremo a vederci, lontano dai riflettori e dalle luci del palco, per qualche ora da dedicare solo a noi.