SUCCI: Nuove date del tour di presentazione “CARNE CRUDA A COLAZIONE”

Prosegue, con continui aggiornamenti, la serie di appuntamenti live invernali di SUCCI per presentare “CARNE CRUDA A COLAZIONE”, il nuovo album di inediti.

I prossimi concerti:

VENERDÌ 24/01 – Savona – Raindogs House
SABATO 01/02 – Magenta – XÒ
VENERDÌ 07/02 – Cavriglia (AR) – Officina Klee
SABATO 08/02 – Grosseto – Spazio 72
DOMENICA 09/02 – Forlì – Diagonal Loft Club
VENERDÌ 21/02 – Torino – Ziggy Club
SABATO 14/03 – Castiglione del Lago (PG) – Darsena Live Music
DOMENICA 15/03 – Bologna – Mikasa

Secondo lavoro discografico a proprio nome del co-fondatore e autore dei Bachi da Pietra, “Carne cruda a colazione” vede nuovamente il lavoro di produzione di Ivan A. Rossi (Baustelle, The Zen Circus, Dimartino), che ha già lavorato sul precedente disco.

L’album arriva a due anni dal precedente “Con ghiaccio”, primo disco firmato Succi, dopo il vinile per sola voce in cui ha inciso i versi di Giorgio Caproni de “Il Conte di Kevenhuller” e un album di cover di brani di Paolo Conte, intitolato “Lampi per Macachi”.

Succi torna con 10 brani fatti di crudezza e amaro realismo conditi con un pizzico di ironia e pronti per essere assaporati.

L’album è stato anticipato dal video del brano “Algoritmo”, seguito dal videoclip di “Povero Zio” e dall’ultimo estratto “Cabrio”.

SUCCI PARLA DEL DISCO “CARNE CRUDA A COLAZIONE”

Ogni mia canzone è carne viva, te la presento cruda, battuta al coltello, pezzo dopo pezzo: una proposta che non è fuori dal mondo, solo fuori dallo schema.

Neanche gli algoritmi sanno dove collocarmi, poveracci. Sarà un difetto? Sono difettoso. Sono un prendere o lasciare.

CARNE CRUDA A COLAZIONE, per il giorno che non ne puoi più di marmellate.

La risposta al romanticismo spiccio e dozzinale dominante la qualunque. Nel Bel Paese dove tutto si risolve con il cuore, e infatti fila tutto a meraviglia, accuso troppa grazia. Piuttosto che altri zuccheri, CARNE CRUDA A COLAZIONE sbattuta fresca in faccia. E il bello della carne è che non mente, se l’ascolti non la puoi fraintendere. Lampante come le cose chiare a pelle.

Come svegliarsi e far l’amore prima di dover parlare. La carne accade.

Certo, un bel macello; come in questo disco, tutto sommato tranquillo.

Il secondo album di inediti a mio nome è un macinato a base di me stesso. Può contenere frammenti di Kraftwerk, Paolo Conte, Talking Heads, Snoop Doggy Dog, LCD Sound System, Tom Waits, Velvet Underground, Lupo De Lupis.

Tutto questo io lo chiamo rock’n’roll.

 

SUCCI RACCONTA L’ALBUM “CARNE CRUDA A COLAZIONE” TRACCIA PER TRACCIA

 

01_POVERO ZIO

Per me una canzone funziona quando non serve commento. Se mai qualcuno verrà a chiedermi chi è il povero zio del testo, lo perculerei dicendo che è il buon vecchio zio Ezio. Si credeva un dio in terra, morto di cirrosi epatica, sulla sua tomba mantiene l’epiteto fiero di Ragionier. Uomo di sanissimi principi tutti puramente teorici, ne fece di ogni. Antifascista adolescente nel ventennio, fascistissimo in democrazia. Un vero testa di cazzo, povero zio. Dicono abbia creato il mondo in sei giorni, santificando il settimo, come si deve. Lo trovavi al bar, opinando di tutto.

 

02_ALGORITMO

Trionfo della superficialità dell’ascolto. Musica tappezzeria? Anche meno: la tappezzeria te la scegli, la musica te la sceglie lui. Di te lui sa tutto. Ti piace questo e questo, pronti: eccone un altro vagone. Potrebbe piacerti anche questo. Indovinano i tuoi gusti, i tuoi bisogni, i tuoi tempi, le tue emozioni. E te li porta, te li organizza. Ma è chi, chi sono? “We are the robots”? Non solo l’autore, anche l’ascoltatore in fondo è superfluo: loro potrebbero benissimo ascoltarsi da soli.

 

 

03_GRAZIE PER L’ATTESA

Tutti i gestori telefonici del pianeta vogliono che cambi compagnia. Continuamente: è un mondo di lusinghe. Ti ci affidi vergine come ad ogni nuovo amore, vibrante di promesse, in un mare di certezze e trasparenze. Fino al giorno in cui, per oscuri motivi, ti si pianta tutto sul più bello e resti solo, isolato dal mondo. Se ti accade nelle ferie, poi, è la fine. E se fosse la fine per davvero? Nel vuoto di notizie ti sei perso il conflitto nucleare che proprio in quell’istante ha riportato tutto a zero. Oppure i funghi han fatto effetto? Chi può dirlo. Fine certezze. Il jingle in loop ringrazia ad libitum.

 

 

04_I MELLIFLUI

Gino Melenso e i Melliflui in concerto stavano trallallando il loro ultimo grande successo quando ho vomitato questo testo sulla carta igienica del locale. Davanti al pubblico gongolante dell’indie bello, Gino gorgheggiava l’immensa gioia del suo cuore palpitante in un mondo fatto a forma di cornetto, e gigioneggiando lo mimava con le mani. Lì ho capito tutto di me stesso. Nella mia visione credo di aver colto un nocciolo di verità del mio essere e del mio destino. E giuro, non lo cambierei mai per niente al mondo con quello luccicante del grandissimo Gino.

 

05_CABRIO

Quando riascolto questo pezzo sento il profumo dei tigli lungo il torrente Belbo a Nizza Monferrato. Siccome il mare è lontano, si sale in collina. Anche questo è stato un fondale, alcune ere geologiche fa: un oceano che ammiri fuori tempo massimo e che ha seminato dei fossili in vigna. A luci spente rivedi le stelle e cogli il ritmo delle galassie. Passi d’accendere. Niente di speciale per un cinquantenne. Roba da fotoromanzo, come gli oceani, fuori tempo massimo.

 

06_ARTI

Sostenersi sugli arti inferiori è naturale; sostenersi sulle arti (inferiori nella considerazione comune, al di là della retorica, diciamola tutta) non è altrettanto scontato. Eppure è una vita che ci provo. Mi sono indispensabili per andare dove voglio, non in senso economico purtroppo. Per andare verso un vago oltre o almeno per sporgersi altrove, come davanti a balaustre panoramiche. Ma di chi si sporge in realtà, si contemplano le natiche. Alla fine tutti i nostri slanci, le nostre aspirazioni, bene o male si sorreggono così. Traballanti, in preda ai crampi. Ci cammini, ci balli, ci inciampi… Eccetera.

 

07_LA RISPOSTA

Non ti auguro il giorno in cui scopri di aver sbagliato tutto nella vita. Ma pare che chiunque tu sia, prima o poi quel giorno arriva. E ti presenta le tue certezze tutte stropicciate, ti tempesta di domande. Ti sbatte sotto il naso le evidenze e tutte le ragioni che davi per scontate. Ti ricorda o ti rinfaccia le tue scelte. Questo pezzo è il manuale di istruzioni per quel giorno di merda, se arrivasse mai. Ti indica la risposta pronta a tutte le domande stronze del caso. La risposta eccola. Segnatela, dammi retta.

 

08_GRIGIA

La più improbabile delle città, sia per un amore, sia per una canzone. Alessandria, per gli amici Ale, hai presente? No, appunto. Geometri, anarchici, militari, caserme, alluvioni e centri commerciali. Chiamano spalti anche i viali alberati. Ad un passo da Langhe e Monferrato ma non trovi il vino, non sanno cos’è. Solo prosecchi industriali. Patria del Borsalino, così famoso che ha sostituito nel mondo il nome del cappello da uomo, ma riserbo: nessuno deve saperlo. Un giorno però ci ritrovi l’amore. E se lei è ventenne, Forza Grigi sempre.

 

09_MEGLIO DI NIENTE

WARNING. Questa canzone è fatta per la notte. Non suonatela alle feste di compleanno, mai in sottofondo nei centri commerciali, nemmeno tra cent’anni, quando sarò del tutto digerito anche dai vermi. Non suonatela dai parrucchieri, nei negozi, non diffondetela all’ora della merenda. Non usatela per i lavori di casa, fareste solo danni. Niente bricolage o sport, ti toccherà sederti. Fanne un uso adulto. Ascoltala guidando, o scopando, o fissando il muro, osservando la notte che come carne – credimi – ti preferisce a crudo.

 

10_BALENE PER ME – BONUS TRACK

In un universo parallelo forse – non so se meglio o peggio, o solo mio – deve esistere un’estate segnata da questa canzone. La mia canzone dell’estate. La stagione è sempre quella, chi cambia sei tu. Quell’immensa parentesi immaginaria di libertà e scoperte, poco alla volta si restringe e ci ritrovi dentro solo cicche e le cartacce dei cornetti. Stagione cantata da tutti, carica di sogni e di mistero, di grandi aspettative fantastiche… Poi un bel giorno ti svegli nei tuoi panni e l’estate è una seccatura come un’altra, e mentre pensi ancora a come fartela passare, perculato da un tormentone, se n’è già andata a quel paese e buonanotte ai suonatori.