[recensione] Raw- Roberto Ventimiglia, crudo romanticismo

Recensione a cura di Paolo Spinelli

Raw è il primo disco a marchio Gusville registrato da Roberto Ventimiglia, in assetto lo-fi/DIY,
come il precedente “Bees Make Love to Flowers”.

Subito dopo aver ascoltato l’album, ci si stupisce del fatto che sia un disco interamente prodotto
a casa, autonomamente, e con una qualità che va oltre le aspettative.
La ripresa dei temi d’amore e il romanticismo diretto e per niente eccessivo dei testi, fa rimettere
in linea l’ascoltatore che probabilmente ha già ascoltato in precedenza il primo disco e quindi non
è stranito da un eventuale cambio di stile.
Raw è un disco per tutti i generi, quasi impossibile dire che non sia orecchiabile o fastidioso dal
punto di vista della scelta stilistica. Si apre con un intro acustica e prosegue con un ritmo più
rockeggiante, cercando di introdurre l’ascoltatore in un ambiente più movimentato.
Lo stile va da un pop-rock come quello di Colin Hay e arriva ad avere sfumature e influenze in
chiave Bon Iver.
Seguendo una linea preparata, con i brani One Hour Love, Ventimiglia arriva anche a toccare
l’ambient music in stile elettro-rock, senza farsi mancare nulla nella scelta stilistica e rimanendo
comunque capace di mantenere una certa coerenza.
Il finale è con il brano in toni allegri “Something Missing in our Eyes”, in stile pop acustico che
chiude l’album intero seguendo il sound dell’introduzione.
Raw quindi si presenta come un album per tutti i sound, adatto a una playlist come “il caffè del
Buongiorno” o “Carica Mattutina”, per niente fastidioso ma piacevolissimo da ascoltare.