[Recensione] La sfera intima di Gigante con Buonanotte

A cura di Giuseppe Visco

Uscirà il 13 marzo per Carosello Records il secondo album di Gigante, Buonanotte. L’album, anticipato dai tre singoli Rettile, La felicità a che ora arriva? e Vene, rappresenta il lavoro con cui riaffermarsi dopo lo splendido esordio con Himalaya datato 2018.

Dopo essersi imposto come una news con Himalaya, Gigante torna in scena portando con sé delle innovazioni a livello stilistico e musicale. Il lasso di tempo che è interceduto fra il primo album – autoprodotto – e questo, ha fatto maturare l’artista che, da “possibile meteora indie del momento” mira a diventare una solida realtà della scena musicale italiana.

 

Il potenziale evocativo di Gigante era già molto chiaro in Himalya ma con Buonanotte va solo a confermarci quanto abbiamo già visto – e ascoltato. L’ambivalenza nel titolo che da una parte dà l’idea di qualcosa di tenebroso e dall’altra racchiude nel concetto della notte il climax di una giornata, soprattutto a livello creativo; si forma così l’idea di un qualcosa che sta per terminare ma che raggiunge, alla fine, il suo punto più intenso. L’artista ha, inoltre, scritto la maggior parte dell’album di notte. (Nota personale: “buonanotte” è un intercalare che Ronny usa spesso, quasi fosse uno slang personale, dalla versatilità che difficilmente ne rende chiara la comprensione: “buonanotte” è una risposta alle cose che non vanno, o a quando invece possono andare talmente bene da non riuscire a crederci.)

 

Interessante notare come siano state inserite due canzoni composte da sola musica: Lontra e Cous Cous. È Lontra a dare il benvenuto a chi ascolta l’album, lasciando pensare cosa ci si può aspettare dall’intero lavoro, confermandosi, canzone dopo canzone, come un microcosmo molto intimo e personale, in cui Gigante si mostra un po’più piccolo, più introspettivo.

 

L’utilizzo dei synth riporta l’atmosfera tipica degli anni 70’ e 80’ si affianca all’ukulele, marchio di fabbrica di Gigante, rappresentando la voglia di innovazione. L’ultima traccia Tempesta ne è proprio l’esempio: riprende una canzone del suo album precedente, apponendo delle modifiche – ben riuscite – mostrando il processo di crescita che ha contrassegnato questo anno e mezzo.

 

Un ottimo lavoro, nel complesso. Da tenere sott’occhio.