QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – IL REGISTA DEL MESE: Andrew Niccol

Rubrica a cura di Vito D’addesa

Oggi è il primo giorno d’aprile, nonché il primo mercoledì di questo mese. Il calendario dice che il 21 marzo è passato e che pertanto è cominciata la primavera. Beh, non lo sembra affatto. Sì, certo, gli alberi sono in fiore, iniziano a spuntare le prime fragole, le rondini stanno tornando dall’Africa, ma il fatto che siamo bloccati in casa per via della quarantena non ci permette di “sentirla”.

Sta di fatto che la quarantena è necessaria… E se vogliamo debellare questo malefico virus dobbiamo fare tutti la nostra parte restando in casa, magari leggendo un libro, guardando un film o una serie tv, cucinando, studiando…

Dal mio canto, con quest’articolo, cerco di farvi passare un po’ di tempo insieme a me e, per questo mese, insieme a Andrew Niccol.

Andrew Niccol è un regista neozelandese. Ma prima che essere un regista, è un grande sceneggiatore: tutti conoscono quel piccolo capolavoro di “The Truman Show”, nato dalla mente proprio di Niccol, di cui scrisse la sceneggiatura del film diretto da Peter Weir.

Niccol scrive tutti i film che dirige, oltre a produrre più della metà di essi.

La sua filmografia non è molto ampia, ma tutti i film che la compongono hanno lasciato qualcosa al mondo del cinema (o perlomeno a me). In tutte le sue pellicole, Niccol ha qualcosa da dire: in effetti, in buona parte di esse si percepisce una nemmeno tanto velata critica nei confronti della società e prova ad immaginare, sotto forma fantascientifica, il futuro del genere umano; anche se bisogna dire che lascia sempre trasparire, in generale, un barlume di speranza alla fine di ogni pellicola.

Tutto è iniziato nel 1997 con “Gattaca”, l’anno prima dell’uscita nelle sale di “The Truman Show”. In questa pellicola Niccol immagina che, in un futuro neanche troppo lontano, è possibile far nascere esseri umani con un preciso corredo genetico, senza imperfezioni. Nascerà quindi la differenza tra i “validi”, cioè esseri dal corredo genetico perfetto, e i “non validi”, ovvero le persone nate coi loro genomi naturali.

Poi è il turno di “S1m0ne”, che parla di un regista ormai in crisi, interpretato da Al Pacino, il quale per ultimare il suo ultimo film, dopo essere stato scaricato da tutti, utilizzerà una particolare tecnologia che gli permetterà di creare una bellissima donna bionda, Simone, che farà esordire nel film grazie ad effetti speciali. Ovviamente il fatto che Simone non sia una donna reale deve restare un segreto.

Nel 2005 dirige invece “Lord of War”. Niente fantascienza in questo film, si parla invece di guerra e traffico d’armi. Il protagonista è Nicolas Cage, il quale interpreta un trafficante d’armi che si è fatto da solo, riuscendo ad arrivare ad altissimi livelli, con contatti in tutte le zone di guerra del globo.

Nicolas Cage in “Lord of War”

Sei anni dopo esce nei cinema “In Time”, probabilmente il più noto al grande pubblico tra i film di Niccol. Corre l’anno 2169, le persone sono geneticamente programmate per invecchiare soltanto fino a 25 anni. Appena compiuta questa età, si attiva su un braccio un conto alla rovescia che dura un anno; finito il conto alla rovescia, l’individuo morirà all’istante, a meno che nel frattempo non ha guadagnato altro tempo, il quale è diventato a tutti gli effetti la valuta corrente.

Quindi è il turno di “The Host” (letteralmente “L’Ospite”), basato sul romanzo di fantascienza di Stephenie Meyer. In un futuro non troppo lontano la Terra è stata colonizzata dalle Anime, una razza aliena che si è impossessata dei corpi degli umani. Le Anime hanno trasformato il pianeta in un mondo pulito, sicuro e pacifico, ma al costo di aver quasi estinto la razza umana. Sono pochi, infatti, gli umani sopravvissuti, che combattono contro il pericolo di essere catturati e annientati.

Saoirse Ronan in “The Host”

Nel 2014 presenta in concorso alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il suo sesto lungometraggio, dal titolo “Good Kill”. Per questo film Niccol ritorna al presente. Tratta di un pilota di caccia da combattimento, passato poi a pilotare droni, usati quotidianamente contro i talebani. Con il passare del tempo si chiede sempre più se il suo comportamento sia corretto e se con il suo operato non stia contribuendo al procrearsi di nuovi terroristi.

L’ultimo film diretto da Niccol è “Anon”, ancora una volta un film ambientato nel futuro, un futuro in cui tutte le persone ricevono un flusso costante d’informazioni visive attraverso impianti per la realtà aumentata. L’anonimato è scomparso. La vita di ogni cittadino viene registrata e scaricata in un database chiamato Ether, a cui le autorità possono accedere per perseguire i criminali.

 

 

Per quanto riguarda le colonne sonore, Niccol si è affidato sempre a compositori più o meno esperti e competenti, tipo il compositore canadese Christophe Beck e il compositore inglese esponente del minimalismo musicale Michael Nyman. C’è comunque la presenza di brani non originali, tipo in “Lord of War”, che ne è pieno. “Radioactive” degli Imagine Dragons, compare nella colonna sonora di “The Host”.

 

Qualche brano estratto dalle colonne sonore dei film diretti da Andrew Niccol lo potete trovare nella seguente lista:

 

The One Moment – Michael Nyman (da “Gattaca”)

Cocaine – Eric Clapton (da “Lord of War”)

Hallelujah – Jeff Buckley (da “Lord of War”)

Mother’s Run – Craig Armstrong (da “In Time”)

Radioactive – Imagine Dragons (da “The Host”)

Flame Brain – Christophe Beck (da “Anon”)