Quando tutto diventò blu con Alessandro Baronciani • Ride Milano – 15 Settembre

a cura di Ylenia Montonetti  

Al Ride di Milano martedì sera, alle spalle della ferrovia Alessandro Baronciani con HER SKIN, Any other, Ilariauni (voce dei Gomma) e Maria Antonietta presenta il concerto a fumetti. Il palco era immerso nel blu, verso le 22.00 Alessandro afferra qualsiasi tonalità di blu ed inizia a raccontare il suo libro  “Quando tutto divento blu”. Fin dalle prima parole dell’illustratore pesarese si percepisce qualcosa che viene da dentro, dal profondo, frutto delle sue esperienze. Questo libro è stato il primo con cui ha cercato di capire come poteva essere un libro che potesse piacere a suo padre, zio e fratello.

Il fulcro è: l’avventura che viene descritta minuziosamente. Per le varie generazioni il concetto di avventura può variare, per esempio: per suo padre che aveva sempre guardato Tex l’avventura è sempre stata qualcosa che riguardava il west e la sua conquista che doveva conquistare l’ovest, come se per lui l’avventura fosse tutta ad ovest. Per suo zio che era più giovane l’avventura ero lo spazio, tutto ciò che era legato alla fantascienza e alla conquista. Basti pensare a Toy Story 2, Woody diventa meno importante di Buzz. Lo spostarsi dell’immaginario comune verso la luna e la sua conquista è visibile anche in questo film d’animazione. Mentre per la  generazione successiva (ovvero quella di Alessandro) arrivarono i manga.

Ricapitolando avevamo già conquistato il west, lo spazio, avevamo trovato di nuovo l’oriente con i manga ed i cartoni animati, cosa mancava? Dove era finita l’avventura?

Quando ho scritto “Quando tutto diventò blu” mi sono chiesto dove fosse finita l’avventura e l’avventura per me era qua, mancava forse parlare di qualcosa che era legato nel profondo e infatti questa storia inizia nel profondo del mare che è anche l’apertura del libro , dove per la prima volta succede qualcosa.

Succede qualcosa come gli attacchi di panico.

 

Alessandro inizia a racconta del suo primo attacco di panico, nel treno per Bologna e qui inizia la magia mentre lui disegna sul palco Ilariauni canta “She’s Lost Control” dei Joy Divison.

Il racconto continua con la paura di avere qualcosa, ai polmoni magari, a qualsiasi cosa all’infuori degli attacchi di panico. Si arriva alle prime visite, i primi farmaci, esami ad esempio l’holter cardiaco. Alessandro a tal proposito racconta di quando una volta lui e la sua ex fidanzata, figlia di un cardiologo, registravano proprio su queste cassette utilizzate per questo esame le loro canzoni. Una volta erano in giro a cercare una festa e si sono ritrovati in dei campi intorno Pesaro, ad un certo punto la canzone era finita e si sono ritrovati fra i campi con in sottofondo solo questi battiti.

Subito dopo cominciano ad arrivare, ansiolitici, medicine per dormire, per farti passare questo panico il primo possibile, tutta questa parte della storia legate alle medicine, a queste buonissimi medicine alla fragola viene raccontata da una giovanissima HER SKIN  e la sua chitarra.

Nella storia succede che fai poche cose, preferisci dormire piuttosto che uscire e poi arriva Karin, la stessa Karin dei Massimo Volume in “Sul Viking Express”. Karin era l’esatto contrario, cercava attenzioni. Questa parte importantissima della storia viene raccontata da Any Other con alcuni dei suoi pezzi: “Walktrough”, “Geography”.

Poi arriva il mare, smetti di lavorare,  di studiare, di fare tutto, l’unica cosa da fare è andare al mare. Il mare ti dice che la fine è più in la, ancora non sei arrivato, probabilmente sei nel pieno del problema ma il fatto di poter vedere l’orizzonte anche quando il mare è in tempesta, mosso, incazzato ti fa sentire che la fine se non è adesso è più in la.

Alessandro continua a raccontare dell’idea del suo libro, un libro in cui potersi immedesimare, difatti prima di parlarne con l’editore la protagonista non aveva un nome.  Nella ultima parte del concerto Maria Antonietta racconta che gli attacchi di panico non sono un’avventura ma qualcosa da cui uscire e ci sono più persone di quanto possiamo immaginare che soffrono o hanno sofferto di attacchi di panico. Maria Antonietta con l’energia che la contraddistingue da sempre canta: “Diavolo”,” Saliva”, “Questa è la mia festa”.

Il cerchio, l’avventura, si chiude, proprio com’è iniziato: con il mare, come se la ragazza dai capelli blu fosse sospesa a mezz’aria e tantissimi applausi.