[Live Report] Aghia Sophia Fest l’utile inutilità della filosofia miscelata con arte, musica, storia e archeologia

a cura di Maurizio Lucchini

Si è conclusa ieri sera la prima edizione di Aghia Sophia Fest, una due giorni che ha miscelato filosofia, storia, archeologia, arte e musica tra i resti dell’ Abbazzia di Corazzo in provincia di Catanzaro.

Il festival ha avuto inizio sabato 24 alle 17 e l’organizzazione, curata dall’associazione Il Filo di Sophia,  è stata così perfetta che, per la prima volta nella storia delle manifestazioni, ogni appuntamento si è svolto esattamente come da calendario, senza ritardi, intoppi, rallentamenti, slittamenti.

Davanti alle rovine dell’abazia i partecipanti trovavano l’area stand con cibo e cultura, grazie alla Libreria Ubik di Cosenza e diversi stand di bibite, birre artigianali e prodotto gastronomici.

Un’ampia area, di fronte al palco, delimitata da bandierine rosse, permetteva di rilassarsi, socializzare e godersi gli spettacoli, mantenendo il distanziamento sociale.
Anche sotto questo punto, obiettivo raggiunto. L’Aghia Sophia Fest è stata una delle poche feste, di cui ho ricordo, che ha saputo ben gestire il distanziamento, non solo a parole.

 

A pochi metri di distanza, all’interno dell’abbazia, o meglio di quello che rimane, l’area dibattiti ha avuto come primo ospite Matteo Saudino, conosciuto anche come Barbasophia. Molti gli spunti di riflessione che ha proposto ai partecipanti, quali l’utile inutilità della filosofia, il tempo nell’era dei social e degli smarphone.

Aprono invece la serata musicale i Prospettive di Gioia Sulla Luna

 

a seguire la band A R T I C O

 

 

terzo a salire sul palco è Yosonu con le sue sperimentazioni musicali senza strumenti

 

ed infine Francesco Motta nell’unica data calabrese del suo  Semplice Tour

 

La serata si chiude con il Dj Set a cura di Fabio Nirta.

La seconda giornata dell’Aghia Sophia Fest inizia all’alba, o quasi, con la prima delle escursioni didattiche tra le rovine dell’Abbazia, seguito da uno showcase di A R T I C O e, a mezzogiorno, dal Dj Set, sempre curato da Fabio Nirta.

Succesivamente relax in un piacevole tepore estivo mitigato dai 1000 metri di altitudine, fino alle 15, con la riapertura delle attività, tra le quali una nuova escursione guidata.

Nell’area dibatti sono, in questa giornata, Maura Gancitano e Andrea Colamedici  di Tlon a condividere le loro riflessioni con i partecipanti e a proporre argomenti di riflessione e discussione. Affiancati da Giuseppe Bornino e da Matteo Saudino, che abbiamo avuto il piacere di vedere e di ascoltare anche in questa  giornata.

È ora di cena e L’uomo Senza Tonno ha dato un assaggio delle sua capacità di improvvisazione culinaria abbinate ad una selezione musicale.

La serata è monopolizzata dallo spettacolo di Babilonia Teatri una formazione entrata con passo deciso nel panorama teatrale contemporaneo distinguendosi per un linguaggio che a più voci viene definito pop, rock, punk.

Chiude la prima edizione di Aghia Sophia Fest il dj set a cura di Roberto Vagliolise