[Live Report] Subsonica live a Schiavonea di Corigliano

Testi e immagini a cura di Maurizio Lucchini

Proseguono le involontarie avventure estive, in terra calabra, di alcuni collaboratori di Dafenproject che, dopo Motta al Festival Aghia Sophia, li ha portati a circa 200 km dalla tappa precedente, più precisamente a Schiavonea, nella provincia di Cosenza.

Arrivare non è agevolissimo, abbiamo attraversato lande desolate, boschi in fiamme, strade tortuose dissestate.
Finalmente terra in vista, anzi mare in vista. Una volta arrivati nella cittadina balneare, raggiungere il luogo del concerto è davvero molto semplice, ma dove parcheggiare?

L’idea più furba è parcheggiare dove stanno montando le bancarelle per la festa che si svolgerà la sera, qualche dubbio ci viene sulla scelta, ma i vigili del posto ci assicurano che il nostro parcheggio era perfetto. Scopriremo all’una di notte che sì, la zona era parcheggiabile, ma che la strada era invasa da pedoni che totalmente noncuranti delle auto creavano code mostruose.
Ma torniamo all’arrivo. Parcheggiata la macchina, perché non aspettare le 19,30 orario di apertura dei cancelli con un bel cocktail vista mare?
Il mare è decisamente bello, peccato che è ancora tutto chiuso, solo verso le 18,30 riusciamo a prenderci qualcosa in un bar nella piazza del paese.
Si avvicina l’ora dell’apertura. Ci avviamo quindi verso i cancelli, sono le 19,20.


Il ragionamento è stato: “arriviamo presto, ci posizioniamo nelle poltroncine avanti e così possiamo fare anche qualche scatto al gruppo”.
Ah sì, perché il concerto sarà da seduti. La gente mormora, vorrebbe poter ballare, d’altra parte in questo momento l’alternativa è il nulla, per cui, già un concerto da seduti è meglio di nessun corcerto.
Siamo davanti ai cancelli mentre gli organizzatori sistemano le ultime cose.
Da quel momento fino alla fine del concerto abbiamo visto ogni forza dell’ordine possibile immaginabile. Body guard, Polizia municipale, Polizia di stato, Carabinieri, Guardie forestali, Guardie eco-zoofilee, guardiamarina della flotta stellare.
L’organizzazione, in alcuni momenti, ha mostrato problemi. Succede, soprattutto per un evento così grande in un momento con così tante restrizioni da applicare.
Però i problemi organizzativi dovrebbero essere meno palesati al pubblico.
Invece dal momento dell’ingresso fino all’inizio del concerto sono accadute cose realmente comiche.

Partiamo dall’entrata. Il concerto prevedeva la prenotazione, gratuita, obbligatoria.
Eventbrite inviava il biglietto con nome e cognome più un qrcode.
All’ingresso, almeno quando siamo entrati noi, guardavano semplicemente che si fosse in possesso del pdf della prenotazione.
Nessuna scansione del qrcode, neppure il nome è stato guardato. Saremmo potuti entrare tutti con la stessa copia del biglietto.
Ci viene detto “dalla terza fila in poi sedetevi dove volete, le prime due sono riservate ad autorità, personalità e persone varie autorizzate, i congiunti seduti a fianco, se no due poltrone vuote tra una persona e l’altra”.
Perfetto terza fila, vuota. Passano 5 minuti e veniamo avvertiti che “dalla terza fila in avanti” significava il doversi sedere nella quarta.


D’accordo, ci spostiamo. Non facciamo in tempo a sederci che un’altra persona viene a dirci “no no, potete stare qui”.
Questa scenetta si è verifiata altre 2 volte, fino a quando uno del servizio di sicurezza non comunica in tono perentorio “dovete uscire tutti perché l’organizzazione non è ancora pronta. Tutti fuori”.
D’accordo, ci alziamo, prendiamo le nostre cose e ci avviamo verso l’uscita… o dobbiamo andare verso l’entrata?
Entrate e uscite sono in posti diversi. Al momento di entrare ci era stato detto che “forse”, una volta entrati non saremmo più potuti uscire pena il non rientrare. Questo per questioni organizzative, visto che l’evento era sold out, sarebbe stato difficile capire chi era dentro, chi fuori e i posti rimasti vuoti.
Ok, ci dirigiamo verso l’uscita. Facciamo forse venti passi e i vicini di postazione ci chiamano, sbracciandosi, invitanto a tornare a posto.
Le regole erano cambiate, in un istante, non c’era più bisogno di uscire. Quindi ci sediamo di nuovo allo stesso posto.
All’entrata una racccomandazione è stata “potete stare senza mascherina, una volta seduti, ma dovete comunque averla con voi”.
Mi sembra più che logico.
Passa circa un quarto d’ora e una persona della sicurezza ci intima di indossare la mascherina, obbligatoriamente”.
E mascherina sia.
Peccato che le file “personalità” fossero in buona parte rimaste invece senza, non nel senso di sprovviste, ma non indossate.
E ancora ok, passano dieci minuti e nessuno aveva più le mascherine, nessuno del servizio d’ordine ha più detto nulla, forse un altro fraintendimento organizzativo.
Anche i litigi ad alta voce tra gli organizzatori, di fronte al pubblico, sono sembrati fuori luogo, d’altra parte l’organizzazione, forse non era molto avvezza a questo tipo di iniziative e si è trovata a gestire problemi che non aveva previsto.
Tolte queste problematiche, comunque presto risolte, tutto è filato liscio, fino alla fine del concerto, o fino agli ultimi 2 pezzi del concerto.


Concerto iniziato con solo una decina di minuti di ritardo e durato due ore, in cui la band ha sciorinato brani dall’inizio della loro storia fino ad oggi.


Un concerto bellissimo, una band carica, il pubblico entusiasta, un’attenzione alle norme di sicurezza covid da parte di tutti i partecipanti, una belle situazione, decisamente.


Due ore di concerto scorrono, purtroppo in fretta, e si arriva alle fasi finali dell’esibizione, i pezzi che più stimolano ad alzarsi e ballare… ecco a questo punto il cattivo esempio è partito proprio da quelle famose prime file con persone che si sono alzate, spostate, messe a ballare.
Sicuramente non hanno creato assembramenti e probabilmente nessuna situazione pericolosa, certo è che se tutti avessero fatto in quel modo la situazione sarebbe presto sfuggita di mano.
È mezzanotte passata, la band ringrazia, saluta, si mette in posa per il selfie di rito con il pubblico e le uscite si spalancano, la gente defluisce lentamente verso il lungomare, ancora con le note dei Subsonica che si ripetono nella testa.

Giudizio sulla serata: ottima la location per il concerto, grande l’amministrazione per aver scelto questo gruppo, eccezionale il lavoro di tutti i tecnici e il service, Subsonica in ottima forma, serve solo una miglior organizzazione da parte di chi gestisce ingressi e sicurezza, perché se si sono verificati questi problemi prima dell’entrata in vigore dei green pass, ora le cose potrebbero diventare davvero complicate.

Ah last but not least, bello che la band non abbia fatto uso di bottigliette di plastica per acqua ma tutti erano dotati di bottigliette riutilizzabili in acciaio e bicchieri.

Nell’attesa dei prossimi eventi che Dafenproject seguirà in terra calabra, ecco alcuni momenti della serata.