[Live Report] Stuart Braithwaite – una preview del Color Fest 2021

meshup di testi e foto a cura di Renata Rossi e Maurizio Lucchini

Prosegue la complessa tournee calabrese di DafenProject, inseguiti dall’anticiclone africano Lucifero, circondati da roghi e incendi, squagliati da temperature che superavano amorevolmente i 45°C, ci dirigiamo di nuovo verso la provincia di Catanzaro.

La destinazione è Maida, un paese vicino a Lamezia Terme, dove decidiamo di partecipare all’anteprima del Color Fest 2021 per vedere Stuart Braithwaite.

A chi non dovesse dire nulla questo nome, possiamo bisbigliare la parola Mogwai per riaccende la memoria e dare un volto e un ritmo a quello che è il cantante e chitarrista dell’omonima band post-rock inglese.

Appuntamento con Renata alle 20,30 all’ingresso del’agriturismo che ospita l’evento.
Al solito arrivamo presto,  finiamo presto e di solito non… ah no, questa è un’altra cosa.
Arriviamo comunque primi, l’apertura dei cancelli è posticipata di una decina di minuti, l’agriturismo oltre al concerto ha anche persone a cena, quindi il tutto è sicuramente più complesso da gestire.

Premesso che l’organizzazione dell’evento è stata impeccabile, la serietà degli organizzatori fuori discussione, che sono state prese tutte le misure per permettere la miglior fruizione del concerto, pur in periodo covid,  un appunto lo dobbiamo fare, non agli organizzatori, probabilmente al personale dell’agriturismo.

Nell’attesa di entrare, abbiamo fatto in tempo a vedere tantissime persone arrivare, tutte hanno avuto un problema, noi compresi.
Problema che al contempo ha rivelato un aspetto molto interessante e decisamente positivo, praticamente tutti avevano con se una  bottiglia d’acqua riutilizzabile in acciaio (o in alluminio, ma cambia poco).
Molto bello vedere anno dopo anno, prendere piede questa abitudine di sostituire le bottigliette di plastica con dei contenitori riutilizzabili, un grazie di cuore dal pianeta terra, un ringraziamento da parte degli organizzatori degli eventi che, di norma, si ritrovano il giorno successivo a raccogliere montagne di plastica.

Purtroppo, all’entrata, la sicurezza dell’agriturismo ha chiesto di controllare ogni borsa e ha vietato l’ingresso a queste bottiglie.

Dubito si trattasse di problemi di sicurezza, tipo la paura che queste bottigliette fossero lanciate, in sostituzione dei pomodori, verso il musicista, in caso di insoddisfazione.
Men che meno che potessero essere usate come corpi contundenti, in caso di risse, solo le bottiglie erano vietate, oggetti altrettanto grandi, che potevano essere decisamente più dannosi e dolorosi sono entrati senza lamentele.

Dubito, perché la domanda che facevano, prima di chiedere di aprire zaini e borse, era direttamente: “avete bottiglie d’acqua con voi? Perché se le avete dovete lasciarle, le portate in macchina o ce le date in custodia fino alla fine del concerto”.

Considerando che la maggior parte della gente al concerto beve birra o cocktail, l’eventuale perdita derivante da questa mancata vendita di bottigliette, sarebbe stata decisamente irrisoria. Al contrario si sarebbe dato un ottimo segnale, in difesa dell’ambiente, supportando questa pratica.

Superata la security, ci rechiamo all’ingresso, avevamo acquistato i biglietti online, quindi scasione del codice biglietto, richiesta e verifica del green pass e poi dritti verso il prato verde davanti al palco.

È presto ma Fabio Nirta inizia già il warm up mentre i partecipanti stendono i loro teli sul prato, in apposite aree, separate da bandierine, per mantenere il distanziamento.

Intanto rivediamo vecchi amici, qualcuno non lo vedevamo dal lock down, più precisamene dal 19 dicembre 2019, al Mood Social Club, al concerto dei Massimo Volume (QUI)

 

Massimo Volume @ Mood Social Club – Foto Maurizio Lucchini

altri invece dal concerto dei Subsonica a Schivonea di qualche giorno fa (QUI)

Subsonica Live a Schiavonea (CS) – Foto Maurizio Lucchini

Il Dj Set di Fabio Nirta è sempre piacevole, gli amici reincontrati, rendono l’attesa del concerto, un piacere.

Renata, che viene da Cosenza, tarda ad arrivare, sarà lei a raccontarci del concerto, intanto stava rischiando di perdere ogni posto disponibile per sedersi.

Finalmente eccola arrivare, riesce a posizionarsi praticamente sopra il cane di una coppia che si era sistemata un’ora prima in pole position, coppia che presumiamo, speriamo, abbia insultato pesantemente la nostra amata collaboratrice, per aver rovinato la sua tranquillità.

Vi lasciamo ora alle parole di Renata che aprirà le danze o meglio, visto che le norme covid ci hanno costretti seduti tutto il tempo, potremmo dire “aprirà la seduta”,  alla fine tutto quello che abbiamo scritto fino ad ora è stato solo per coprire il suo ritardo 🙂


Notti magiche…

 Non sto ricordando le imprese di Italia ’90 né la strepitosa vittoria degli azzurri del mese scorso ma un live in  una serata speciale sotto un cielo stellato. È  il 10 agosto, la notte di San Lorenzo, martire cui ogni estate credenti e laici affidano le proprie preghiere, rivelano desideri mai svelati, sussurrano frasi osservando il cielo, nella speranza che qualcosa di magico possa accadere.
Qualcuno in Calabria ha preferito ai lidi, ai falò, alle sagre di paese, l’abbraccio collettivo che sono un live intimo e coinvolgente può regalare e ha così in qualche modo realizzato un piccolo sogno.

Stuart Braithwaite, leader del gruppo scozzese Mogwai, ha incantato un pubblico attento e assorto nell’anteprima del Color Fest, in quel di Maida presso l’agriturismo Costantino, un luogo speciale immerso nel verde, circondato dalla natura, lontano dalla calura cittadina.

La serata è iniziata col solito dj set tutto cuore e qualità di Fabio Nirta, local hero calabrese ed espressione massima dell’amore per la buona musica.


Subito dopo tocca al duo reggino degli Aquarell, creare le giuste sensazioni, spostare le emozioni un po’ più in là, dove l’elettronica incontra la psichedelia.

Una manciata di minuti e arriva il cantante scozzese, accompagnato dalla sua chitarra e da un buon bicchiere di rosso. Il suo amore per l’Italia è sincero, svelato dalla maglietta “Hiroshima Mon Amour” e dallo sforzo di presentare brani e di ringraziare il pubblico in italiano.

Diverso dall’imprevedibile schizofrenia dei Mogwai ma ugualmente forte e geniale, il live ha svelato l’anima blues di Stuart, l’intensità della sua chitarra. Spazio dunque a turbamenti  ed emozioni, esplosioni improvvise, quiete e tensione, malinconia  ed epicità.

Canzoni  del repertorio dei Mogwai alternate a Cover, come quella di Insight dei Joy DIvision, che hanno offerto ai presenti un concerto indimenticabile, giusta preview di quel che sarà il Color Fest nelle serate del  12 e 13 agosto.


Malgrado il Covid entrambe le date sono sold out, una consuetudine per il Color Fest, ormai una realtà importante e consolidata nel panorama italiano dei festival, che è già in moto per la prossima edizione, quella del decimo compleanno, una ricorrenza importante che gli organizzatori hanno intenzione di celebrare nel migliore dei modi!