QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – IL REGISTA DEL MESE: Giuseppe Tornatore

Rubrica a cura di Vito D’addesa

In questo primo mercoledì di novembre parleremo del regista italiano Giuseppe Tornatore.

Nato a Baarìa (Bagheria) in provincia di Palermo, Tornatore è riuscito a farsi strada nel mondo, diventando uno tra i registi italiani più apprezzati a livello internazionale. Autore inoltre di numerosi documentari, è noto anche per il suo impegno civile, trasmessogli evidentemente dal padre Peppino Tornatore, sindacalista della CGIL.

 Nelle sue pellicole, che scrive e dirige, molto spesso non è possibile distinguere un genere predominante; si passa dalla commedia al grottesco, dal sentimentale al dramma, dal thriller al noir, il tutto carico di simbolismi.

Le sue 11 pellicole sono la dimostrazione che si può anche non sbagliare mai. Tra queste pellicole possiamo trovare un film meno bello di un altro, ma mai un film più brutto di un altro (la differenza è sottile, ma sostanziale).

 

Il suo esordio come regista sul grande schermo avviene nel 1986 con “Il camorrista”. Il film è un must see del genere gangster napoletano, nel quale si narrano le vicende del Professore Vesuviano, personaggio ispirato al capo della Nuova Camorra Organizzata Raffaele Cutolo. Il professore è interpretato da Ben Gazzara, doppiato da Mariano Rigillo, mentre l’interpretazione che spicca di più è quella di Leo Gullotta (ispettore Iervolino), che gli valse il David di Donatello.

Il secondo film segna il punto più alto della filmografia di Tornatore; si parla infatti di “Nuovo Cinema Paradiso”. La pellicola ripercorre, sotto forma di flashback l’infanzia e l’adolescenza di un fittizio regista Siciliano, fino al suo ritorno nella sua terra natia dopo 30 anni di assenza. Il film con protagonista Philippe Noiret è stato insignito del Premio Oscar al Miglior film straniero e del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, insieme a tantissimi altri premi.

 

Scena di “Nuovo Cinema Paradiso”

 

In “Stanno tutti bene” Tornatore dirige quel mostro sacro di Marcello Mastroianni, che mette in scena un’interpretazione tra il comico e il drammatico come solo lui può fare. Il suo personaggio è un anziano signore siciliano che non vede i figli da molto tempo, essendo sparsi per tutta l’Italia, e per questo decide di intraprendere un viaggio in treno per andarli a trovare uno ad uno e toccare con mano la loro presunta felicità.

Dopo aver diretto “Il cane blu”, episodio del film “La domenica specialmente”, Tornatore dirige il suo primo ed unico giallo, “Una Pura formalità”, dove spiccano i nomi di Roman Polanski e Gérard Depardieu. Quest’ultimo interpreta un famoso scrittore di nome Onoff, mentre il primo impersona il commissario che deve far luce su un caso che vede interessato lo stesso scrittore, di cui il commissario è un grande ammiratore. Una curiosità riguardo a questo film è che Roman Polanski è stato doppiato da Leo Gullotta, il cui volto è ricorrente nei film di Tornatore.

 

Scena di “Una pura formalità”

Ai grandi nomi diretti dal regista siciliano si aggiunge quello di Sergio Castellitto, protagonista de “L’uomo delle stelle”. Castellitto è Joe Morelli, un sedicente scopritore di talenti attoriali, che gira per la Sicilia facendo provini per 1500 lire e promettendo ai provinati talentuosi la fama e una nuova vita. Ma le circostanze della vita lo postano a vivere situazioni avverse.

Dopo “L’uomo delle stelle” Tornatore ha diretto il suo primo film in lingua inglese, “La leggenda del pianista sull’oceano”. Tim Roth interpreta Novecento, un pianista nato proprio all’inizio di quel secolo su una nave, trovato ed adottato da un macchinista di colore. Novecento no scese mai da quella nave, seppure fosse considerato, da chi lo aveva sentito suonare, il migliore pianista del mondo.

La pellicola seguente è una delle sue più conosciute. Trattasi di “Malèna”, con protagonista l’affascinante Monica Bellucci e il giovane Giuseppe Sulfaro. Quest’ultimo rincorre fino all’ultimo un amore impossibile nei confronti di una donna troppo bella e troppo più grande di lui.

 

Scena di “Malèna”

 

Sei anni dopo Tornatore torna al cinema con il thriller “La sconosciuta”, il quale è ispirato a fatti di cronaca riguardanti lo sfruttamento della prostituzione di ragazze dell’Europa dell’Est e l’imposizione di affittare il proprio utero a gente che non può avere figli. Infatti la protagonista è proprio un’ex prostituta ucraina alla ricerca della figlia avuta con l’uomo che amava e trappatale via dalle braccia.

Con “Baarìa” il regista ritorna in Sicilia, proprio nel suo paese natale, Bagheria (Baarìa nel dialetto locale). Le tematiche affrontate sono varie; si va dalle lotte sindacali al partito comunista, dal fascismo alla mafia, dal lavoro all’amore.

Film totalmente diverso è invece “La migliore offerta”, secondo film in lingua inglese per Tornatore. Il film con protagonista il grande Geoffrey Rush è la storia di un banditore d’asta ossessionato dalla figura femminile. Egli possiede difatti una vasta collezione di ritratti di donne, tutti di grande valore. La sua professione gli toglie il tempo per qualsiasi contatto umano e quei ritratti rappresentano pertanto l’unica porta verso l’altro sesso. Ma la sua vita cambierà quando incontrerà una ragazza molto più giovane di lui…

L’ultima sua opera è “La corrispondenza”, suo terzo film in lingua inglese. Il protagonista, interpretato da Jeremy Irons, è un professore universitario sposato innamorato di una studentessa. Dopo la sua morte, la sua amante continua a ricevere messaggi e regali da lui, una corrispondenza postuma che lo rendeva di ancora vivo.

Scena de “La migliore offerta”

 

Per le colonne sonora, Giuseppe Tornatore si affida alle sapienti mani e alla mente illuminata del celebre compositore romano Ennio Morricone, purtroppo scomparso il 6 luglio 2020 all’età di 91 anni. Con la sua esperienza e il suo genio, Morricone compone per Tornatore delle colonne sonore che sono in perfetto connubio con ciò che guardiamo. Le musiche riescono a far arrivare al pubblico tutto ciò che non viene detto e tutto ciò che non viene fatto vedere, tanto è il potere evocativo.

Grazie alle colonne sonore composte per Tornatore, Morricone riesce a vincere un Golden Globe, un BAFTA, SEI David DI Donatello, 4 Nastri d’argento e molti alti premi.

L’unica eccezione nella filmografia del regista siciliano è costituita da “Il Camorrista”, nel quale la colonna sonora è stata composta da un altro grande della musica italiana, ovvero il compositore Premio Oscar Nicola Piovani.

 

Eccovi una playlist contenente alcuni brani estratti dalle colonne sonore dei film di Giuseppe Tornatore:

Il Camorrista (Camorra Man) – Nicola Piovani (da “Il camorrista”)

Il Professore (The Professor) – Nicola Piovani (da “Il camorrista”)

Tema D’amore – Ennio Morricone (da “Nuovo Cinema Paradiso”)

Totò e Alfredo – Ennio Morricone (da “Nuovo Cinema Paradiso”)

Viaggio – Ennio Morricone (da “Stanno tutti bene”)

Breathlessly, a Perdifiato – Ennio Morricone (da “Una pura formalità”)

L’uomo delle stelle – Ennio Morricone (da “L’uomo delle stelle”)

1900’s Theme – Ennio Morricone (da “La leggenda del pianista sull’oceano”)

Passeggiata in paese – Ennio Morricone (da “Malèna”)

La sconosciuta – Ennio Morricone (da “La sconosciuta”)

Ribellione – Ennio Morricone (da “Baarìa”)

Il vento, il mare, i silenzi – Ennio Morricone (da “Baarìa”)

La migliore offerta – Ennio Morricone (da “La migliore offerta”)

Il vuoto dentro – Ennio Morricone (da “La migliore offerta”)

La corrispondenza – Ennio Morricone (da “La corrispondenza”)