QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA SETTIMA ARTE – IL REGISTA DEL MESE: Sam Mendes

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Rubrica a cura di Vito D’addesa

Oggi è il primo mercoledì di giugno, tutto dedicato al regista britannico Sir Samuel Alexander Mendes, meglio conosciuto come Sam Mendes.

Mendes è un regista versatile, difatti la sua filmografia spazia tra film di guerra, commedia, drammi, film d’azione e gangster movie. Nei suoi film è chiara la ricerca, o meglio la scoperta delle debolezze dell’animo umano. Persino il suo James Bond appare più vulnerabile che mai, soprattutto in “Skyfall”.

In realtà nasce come regista teatrale, la quale passione non è mai tramontata, portandolo a vincere nel 2019 il Tony Award per il dramma “The Ferryman”.

Il suo esordio come regista cinematografico avviene nel 1999 con “American Beauty”. Questo film segna il primo grande successo della sua carriera, probabilmente il più grande, tant’è che gli fu conferito l’Oscar al migliore regista. La storia la conosciamo tutti: un uomo di mezza età che vive una vita monotona e noiosa si innamora dell’amica della sua figlia sedicenne. Un’ impeccabile Kevin Spacey occupa la scena magistralmente, in un film di cui già si conosce il finale dall’inizio, ma forse è proprio questo che attrae lo spettatore: non cosa, ma perché e come è successo.

Il secondo film diretto da Mendes è “Era mio padre”, prodotto dallo stesso regista. Il film è ambientato negli Stati Uniti, durante il proibizionismo. Tom Hanks interpreta il protagonista, un gangster al servizio del boss irlandese John Rooney, interpretato da Paul Newman, alla sua ultima apparizione cinematografica.

Poi dirige il suo primo film di guerra, “Jarhead”. Nel 1990 è in corso la guerra del Golfo e ovviamente il corpo dei Marine è in prima linea. Il nostro protagonista è un giovane caporale, un ventenne figlio di un veterano della guerra del Vietnam. Man mano si rende conto che la guerra non gli piace, o meglio, non gli piace fare la guerra, ma ormai è lì, in attesa del momento in cui ucciderà il suo primo nemico. Tornato a casa, non sarà più lo stesso, nessuno lo è.

 

Nel 2008 esce nei cinema “Revolutionary Road”, con protagonisti Leonardo DiCaprio e Kate Winslet. I due interpretano una giovane coppia di sposi, con due figli e una bella casa in Revolutionary Road. All’apparenza sembra una coppia felice, ma è una felicità di facciata, a mascherare un amore ormai perduto.

Poi esce “American Life”, una commedia agrodolce che segue le vicende ancora una volta di una giovane coppia, una coppia di giovani innamorati, che deve trovare il proprio posto nel mondo. Una serie di vicende, alcune divertenti e assurde, altre amare e malinconiche, li condurranno alla loro destinazione finale.

Quindi Mendes si dà allo spionaggio, dirigendo due film sulla nota spia britannica dell’MI6 James Bond, prima “Skyfall” e poi “Spectre”. L’agente 007 è interpretato dal solito Daniel Craig e in questi film si intravede la sua umanità. In particolare nel primo dovrà fare i conti con la propria infanzia, nel secondo con l’amore. Come sempre, i cattivi sono di tutto rispetto, in particolare abbiamo l’ex agente dell’MI6 Raoul Silva (Javier Bardem) e il capo dell’organizzazione criminale SPECTRE Franz Oberhauser (Christoph Waltz).

L’ultima impresa di Mendes è rappresentata da “1917”, un film di guerra ambientato durante la prima guerra mondiale, di cui ha scritto anche la sceneggiatura. Per il film, il regista prese inspirazione dai racconti di guerra di suo nonno. Il film è girato in diversi piani sequenza e poi montato in modo da sembrare 2 unici piani sequenza. Ciò che rende davvero pregevole questa pellicola, oltre alla impeccabile regia, è la notevole fotografia di Roger Deakins.

Per quanto riguarda le colonne sonore originali, Sam Mendes si affida al suo fedelissimo Thomas Newman, compositore di nazionalità statunitense. Le sue musiche sono sempre affascinanti ed emozionanti, basti pensare alla splendida colonna sonora di “American Beauty”, in cui furono utilizzati principalmente strumenti a percussione. Non da meno sono le colonne sonore composte per i film su James Bond, le quali non tradiscono affatto il tema principale tipico della saga.

Solo in “American Life” non è presente una colonna sonora originale – al più sono presenti alcuni brani inediti. In questo caso, il cantautore inglese Alexi Murdoch ebbe il compito di curare la colonna sonora del film, costituita in larga parte da sue canzoni.

Tra i brani scritti ad hoc per i film di Mendes sono degni di nota “Skyfall” di Adele e “Writing’s On The Wall” di Sam Smith, realizzati per i due film su Bond, rispettivamente “Skyfall” e “Spectre”.

Non mancano all’appello inoltre tanti brani non originali pescati dal passato più o meno recente.

 

Di seguito è riportata una playlist contenente alcune tracce estratte dalle colonne sonore dei film diretti da Sam Mendes:

 

Dead Already – Thomas Newman (da “American Beauty”)

All Right Now – Free (da “American Beauty”)

The Seeker – The Who (da “American Beauty”)

Any Other Name – Thomas Newman (da “American Beauty”)

Rock Island – Thomas Newman (da “Era mio padre”)

Welcome To The Suck – Thomas Newman (da “Jarhead”)

Don’t Worry Be Happy – Bobby McFerrin (da “Jarhead”)

Bang a Gong – T. Rex (da “Jarhead”)

Route 12 – Thomas Newman (da “Revolutionary Road”)

All My Days – Alexi Murdoch (da “American Life”)

Skyfall – Adele (da “Skyfall”)

Adrenaline – Thomas Newman (da “Skyfall”)

Writing’s On The Wall – Sam Smith (da “Spectre”)

The Eternal City – Thomas Newman (da “Spectre”)

Come Back to Us – Thomas Newman (da “1917”)