[Photo Report] The Cyborgs – la band venuta a Pisa dal 2110 per salvare la musica

Foto-report a cura di Maurizio Lucchini

Ieri ero a vedere i The Cyborgs, la band composta da 0 e 1, a Pisa.
Ero divertito già al pensare ad un gruppo binario in una ex stazione dei treni ma loro sono riusciti a sconvolgere questo mio pensiero andando addirittura oltre il sistema binario 🙂

Partiamo dall’inizio
Partecipazione a numero chiuso con prenotazione obbligatoria via mail al fine di garantire la sicurezza dell’evento in questo periodo di emergenza covid19.

All’arrivo sul posto, controllo della prenotazione, contenente anche i contatti in caso di emergenza, dopo di che check temperatura e disinfettante.
Superate queste verifiche si poteva accedere agli spazi della festa e del concerto serale.

Queste premesse lasciavano presupporre un’ottima organizzazione.

Il grosso del pubblico arriva verso le 21,30 il concerto ha inizio intorno alle 22.

Parliamo prima del concerto, ragione della nostra partecipazione, e poi delle cose che non ci hanno convinto, da un punto di vista meramente organizzativo.

I The Cyborgs sono spettacolari, bravi a suonare, scenografici nella loro presenza sul palco, anche se in questo caso non erano sopra un palco ma all’altezza degli spettatori.


In questa occasione il duo cybor passa da un sistema binario composto da 0 e 1, ad un sistema in base3, grazie ad un ospite d’accezione.

Cosa ci è piaciuto del loro concerto? Tutto, il coinvolgimento è stato totale, nulla si può dire sulle loro grandi capacità, un concerto davvero bello.
La loro necessità di essere a stretto contatto col pubblico, perfettamente comprensibile, mal si conciliava con questo momento storico e con queste prime attente riaperture degli eventi musicali al pubblico.
Io avrei evitato di chiamare sotto “al palco” gli spettatori, per evitare gli assembramenti e avrei evitato di correre in mezzo al pubblico  facendosi abbracciare e baciare dalla gente.
In altre circostanze sarebbe stato più che appropriato, anzi apprezzatissimo. In questa occasione avrei evitato.
Tolto questo, voto 10+ al gruppo.

Arriviamo alle cose che non ho apprezzato, non dipendenti dalla band.

Dopo un anno e più di stop quasi totale (tranne piccole parentesi l’estate scorsa) le attività musicali stanno timidamente riprendendo. Tantissimi professionisti del settore, fortemente penalizzati dalle chiusure, hanno iniziato i live e lo hanno fatto con attenzione, con cura e nel totale rispetto degli artisti e del pubblico. Lo hanno fatto anche per rispetto della loro professione, sapendo che una nuova stretta su questo tipo di eventi avrebbe distrutto irrimediabilmente il settore.

Ho partecipato a qualche evento da quando questi sono ripartiti, altri collaboratori hanno partecipato a concerti in tutta italia, quasi tutti organizzati con scrupolo, con ambienti sanificati, precisa organizzazione del distanziamento (tramite posti a sedere o tramite aree di posizionamento qualora l’evento si fosse svolto con persone in piedi),  pure la scorsa estate tutti i concerti a cui ho partecipato si sono svolti con queste precauzioni.
È brutto stare seduti ad un concerto, è penalizzante per gli artisti e per gli spettatori, è tutto vero, ma in questo momento è l’alternativa al nulla o l’alternativa ai concerti in streaming. È questione di portare pazienza ancora un po’, fare le cose con gradualità per poter finalmente tornare, tra un po’ di mesi, alla fine dell’emergenza.

Putroppo la gente vuole tutto subito, certo è stata un anno chiusa in casa senza vedere nessuno, senza ballare sotto un palco, con ridotta socialità, tutto vero, tutto comprensibile, ma è un problema se al primo concerto ci si dimentica di ogni cosa accaduta e le più elementari norme di sicurezza.

Il pubblico, quasi totalmente privo di mascherine, stava accalcato, al punto tale che facevo fatica a muovermi  tra la gente per scattare le foto. Eppure lo spazio per mantenere un buon distanzamento e al contempo godersi appieno il concerto c’era.

Mancava a mio parere una preventiva organizzazione degli spazi.  Nella zona festa c’erano giusto alcuni tavolini, pochi, nient’altro. Questo tipo di distanziamento andava bene al pomeriggio, con poca gente, ognuna al tavolo.
La sera la gente si posizionava invece dove voleva, non essendoci indicazioni e, ovviamente, tutta voleva stare davanti alla band.

L’organizzazione poteva intervenire? A posteriori e a concerto iniziato sarebbe stato sicuramente difficile,  anche se non mi sembra di aver però visto alcun tentativo di ovviare alla situazione. Sicuramente una miglior organizzazione a monte avrebbe prevenuto tutto questo.


Detto questo, ecco alcune immagini dal live: